venerdì 22 aprile 2011

Mirar

Te encuentré que tenia muchos anos.
Mi corazon lleno de pena, lleno de tension, de responsabilidad y
de opresion.
El miedo me cierraba en una prision de papel,
que asfixiaba todo el amor que tenia en el interior.

Pero cuando tu sonrisa explosiono en mis ojos,
todo cambio en un istante y...no hay nada mas.

El silencio a mi alrededor, en mis orejas...
...la paz y otro miedo me poseeron y
en un istante podrìa escuchar un sonido nuevo: mi corazon libre.

En algunos dias, me sacudì todos los pesos de mis espaldas
y podria volar por cielos infinitos.
En algunos dias me hice como una nina feliz por nada.

Muchas veces me perdì en tus ojos y
jugamos juntos persiguiendose
para comprender que no queremos escapar de nada.

mercoledì 6 aprile 2011

La Fine è il mio Inizio

Tratto dall'omonimo libro che ha venduto ben 600.000 copie, 'La fine è il mio inizio' è un breve sunto dell'avventurosa vita del giornalista e documentarista Tiziano Terzani e del suo rapporto col figlio, Folco.
Arrivato agli sgoccioli della sua vita a causa di un tumore, Tiziano richiama a se Folco, che ora vive a New York, per passare gli ultimi momenti insieme e una volta raggiunto, Folco comincia a raccogliere tutto il materiale che gli è possibile avere, per poter strutturare un futuro libro, con interviste, video e "tuffi nel passato", che lo portano a rivivere anche momenti di duro conflitto. L'ombra che Tiziano ha infatti disteso sul figlio per tutta la sua vita attanaglia e soffoca Folco, che si mostra freddo e scostante nei confronti del padre.
Durante quest'ultimo periodo però, i due vivono una trasformazione, una magica fusione, che cambierà le carte in tavola.
Regia di Jo Baier, con Elio Germano nei panni di Folco e Bruno Ganz in quelli di Tiziano stesso.
Uscito nelle sale italiane il 1 Aprile scorso è girato interamente a Orsigna, il piccolo paese sull'Appennino pistoiese, dove Terzani aveva casa; luogo che accompagna la spiritualità della pellicola, con scorci e paesaggi mozzafiato. La quiete e la calma continue sono intervallate da scintille di vecchi rancori tra padre e figlio; rancori che cercano però riappacificazioni. La complessità e l'ampiezza della vita di Tiziano, si oppongono alla semplicità e all'umiltà dell'abitazione di quest'ultimo; particolari che passano allo spettatore, una profondità d'animo e di messaggi immensi. Un film che va visto col cuore più che con la testa, che va invece azzittita e tenuta a bada solo per 98 minuti.
Scandente l'interpretazione di Elio Germano, che nonostante avesse 4 battute, non è stato in grado di dargli vita e/o colore esprimendole in tono meccanico e freddo. Sciolta e realistica invece quella di Ganz, che ha saputo arricchire i suoi numerosi monologhi con espressioni vitali, vere.

E' probabile che molti non apprezzeranno questo film, perché troppo sottile, perché lascia troppa libertà allo spettatore, ma chi invece comprenderà la bellezza di questa semplice pellicola, saprà anche cogliere quella delicata magia che l'avvolge. I messaggi svolazzanti per tutta la durata sono perle preziose che vanno trascritte per non dimenticarle; mantra importanti che aiutano a vivere meglio e che forse possono aiutare a leggere la vita sotto un'altra chiave.