sabato 5 giugno 2010

Il bacio che aspettavo


Un bravo ragazzo viene mollato dalla fidanzata: il classico.'Ora lui si ammazzerà di pippe mentali, rimetterà tutto in discussione,bla bla bla,bla bla bla...'. Ecco cosa ho pensato dopo la prima scena del film. E' ambientata in uno di quei classici bar americani, con la cameriera che serve il caffè( se cosi si può chimare quell'acqua zozza che altalena a ogni movimento) in quella specie di caraffa che hanno solo loro, il grembiulino, il rumore di stoviglie e un leggero brusio di sottofondo;l'obbiettivo resta immobile sul nostro protagonista, Carter(Adam Brody) e a volte, si posa sulla nostra interlocutrice, Sophia.
Il volto di lui si contorce al suono delle parole di lei:"Ho bisogno di spazio...sapevamo che sarebbe finita cosi...devo andare" e il film sembra già segnato ed etichettato a: 'solfa già vista, niente di nuovo'.
Poi una frase "Sei sempre piaciuto alle ragazze,non avrai problemi a trovarne un'altra" e al film viene dato il serio -Play-. Per affrontare la delusione d'amore, Crater decide di trasferirsi per un pò nel Michigan, dove abita la nonna; ne ha le palle piene dell'amore e delle donne e il suo vero intento è di dedicarsi alla nonna, per potersi disintossicare da tutto. Ironicamente, una volta trasferitosi, si ritrova capovolto in un'altro universo femminile. La prima sera, infatti conosce una ragazza, sua vicina di casa, Lucy (Kristen Stewart) e fin qui è solo gioco di sguardi. Il giorno dopo viene a trovarlo Sarah (Meg Ryan), la mamma di Lucy, che gli porta in dono dei biscotti deconfezionati e serviti su un vassoio. I due entrano in sintonia sin dalle prime battute e un qualcosa preannuncia un legame curioso, che rimette in discussione le idee fattesi fino a quel momento. Carter e Sarah passeggiano molto e parlano molto,scoprendosi stranamente simili. Lui ascolta pazientemente e lei si schiude lentamente mostrando,dietro l'apparenza di donna algida,un cuore che soffre e l'identità di una donna quasi completamente inesistente. Il ruolo di Carter nella vicenda è sensazionale, perchè è sia vittima sia carnefice, sia protagonista sia comparsa, narratore e ascoltatore. E' l'obbiettivo delle telecamere del Grande Fratello e il bambino che ascolta tutto dietro a una porta, con un bicchiere capovolto. Compie un trasferimento perchè aveva bisogno d'aiuto e si ritrova ad essere sostegno fondamentale di tre generazioni femminili. La nonna che continua a ripetere che sta per morire, nonostante le sue ottime condizioni di salute, Sarah che si trova divisa tra i suoi diritti di donna e quelli di madre e Lucy, nel pieno dei primi amori, dei casini mentali e degli squilibri ormonali. Carter, curiosamente, che risultava "il complessato" della situazione all'inizio di tutto, si rivela poi il personaggio cardine di tutto, "il saggio", colui che sperpera consigli a tutti e per tutto e che ha sempre una parola buona per ogni evenienza. Mi piace definirlo, come la Fata Madrina di Cenerentola (evviva la Disney e chi la creò), che dove arriva mette ordine e fa pulizia; infatti all'arrivo di Carter nel Michigan, tutto è scombussolato, indefinito, scomodo e alle sue prime parole, si avverte che qualcosa sta cambiando, che non tutto è perduto, che già qualcosa sta migliorando. E' evidente come Carter venga spiazzato da quel che gli accade, ma non è inconsapevole, perciò accetta, in un certo senso, il ruolo che gli è stato affidato e anzi lo interpreta pienamente, con tutti i pro e i contro del caso. Si ritrova a baciare Sarah, dopo uno sfogo di lei e la sera seguente, a baciare Lucy; arriva ad interpretare l'uomo dei sogni della sorellina di Lucy,Paige(Makenzie Vega). Nel vortice della situazione, Carter rielabora anche la storia con Sophia e ne guarisce e rivaluta i rapporti e la vita. Il film parte come scala emozionale che sale, si trasforma poi in centrifuga da lavatrice e infine sguscia come la pastafrolla dalla macchina che l'ha stesa, liscia, pulita, perfetta. Ogni cosa va a suo posto e tutto riaquista equilibrio, respiro regolare."Il bacio che aspettavo" è creatura del regista alle prime armi Jonathan Kasdan è una commedia romantica ed è uscito nel 2007; è vivamente consigliato a tutti coloro che vogliono passare una serata tranquilla, davanti a un film rilassante, divertente e allo stesso tempo riflessivo e per tutti coloro che amano scoprire,anche attraverso queste piccole cose, che c'è sempre di peggio e di meglio nella vita e che comunque và la pena di viverla!