giovedì 23 giugno 2011

Un amore all'improvviso













Henry è un bambino di sei anni quando assiste alla tragica morte della madre, in un incidente stradale; lui è in macchina con lei, ma si salva...come? Nel momento dell'impatto mortale, Henry si smaterializza e si trasporta fuori dall'auto che finisce in fiamme, in una splendida e tremenda scena ralenty.
Da grande, Henry fa il bibliotecario e si ritrova a viaggiare spesso nel tempo tornando al momento in cui perde la madre, oppure a quando incontra una bella bimba in un prato, Claire. La sua è una deformazione genetica, praticamente impossibile da guarire, che lo turba e che gli rende la relazione con Claire, ora grande e bellissima, difficile. I due infatti si rincontrano più e più volte crescendo praticamente insieme e coltivando quel sentimento che poi diventerà amore. A minare la loro relazione è ovviamente 'il dono' di Henry, che lo fa letteralmente scomparire anche per lunghi periodi.
Regia di Robert Schwentke con Eric Bana nei panni di Henry e Rachel McAdams in quelli di Claire, uscito in Italia nel 2009, tratto dal romanzo 'La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo' di Audrey Niffenegger. E' una storia d'amore mooolto bella, molto commovente, ambientata in scenari eleganti ma equilibrati, non eccessivi. Storia originale e con una buona tecnica di montaggio che struttura il film senza intoppi. I dialoghi lasciano un po a desiderare, perché veramente essenziali e ripetitivi, ma la cosa che aggancia tutti è il 'come andrà finire?'.
I messaggi di sottofondo al film sono legati al concetto di Fato, di Provvidenza, di incastro temporale degli eventi, di perfezione di questi, anche se tragici, dalla fatidica domanda 'Avrei potuto cambiare il corso degli eventi?' e il tono fiabesco è dato dal colpo di scena finale, che ovviamente non sto qui a svelarvi :-P
Ammetto che le domande filosofico-esistenziali che vi sono nella pellicola costituiscono un ottimo movente per vederla; chi di noi non vorrebbe trovarvi risposta?
Secondo me è un film che va visto e va apprezzato per la sua dolcezza e per la sua originalità.

martedì 21 giugno 2011

UNA NOTTE DA...LEONI

Un maestro delle elementari, un dentista, un bravo ragazzo e 'lo scemo del villaggio'...una barzelletta? Più o meno...
Quattro giovanotti si mettono in viaggio verso 'la terra della perdizione': Las Vegas. Donne, alcol, gioco d'azzardo, macchinoni e hotels lussuosi, tutto per un addio al celibato di uno di loro, Doug. Cosa possono mai combinare questi tipi? O meglio...cosa NON possono combinare questi tipi? Dopo la notte folle, 3 di loro si svegliano nella suite presa la sera prima non ricordando nulla, in un caos paragonabile a un furto in casa, con una tigre nel bagno, un neonato in uno stanzino e uno di loro, Stu, con un dente in meno. Manca il quarto ragazzo, apparentemente svanito nel nulla e cosi i 3 amici si mettono sulle sue tracce, ripercorrendo a ritroso e con i pochi dati in loro possesso il giorno prima.
Film del 2009 annoverato tra i migliori di quell'anno e acclamato dalla critica come miglior film commedia-musicale. Diretto da Todd Phillips con Bradley Cooper, Ed Helms, Zach Galifianakis, Justin Bartha, e Heather Graham ha anche un seguito uscito recentemente nelle sale italiane:'Notte da leoni 2'.
Consigliabile?
Bah...sinceramente mi aspettavo di meglio. Non posso negare la creatività e la poca prevedibilità degli avvenimenti, ma è come se mancasse del brio, il 'quid' famoso che fa la differenza tra 'divertente' ed 'esilarante'. Certamente da vedere, anche solo per non mancare nel dire il famoso 'si, l'ho visto' che mette in gioco tutte le carte e la possibilità di esprimere la propria opinione, seppure discutibile.
Fantastico il personaggio di Stu...alla fine del film, lo si ama!

domenica 12 giugno 2011

NEVERWAS, la favola che non c'è.













C'era una volta,
un re imprigionato da una strega cattiva, nel favoloso mondo di Neverwas. Un bambino, Zachary Small avrebbe liberato il re e restituito la pace e l'armonia all'intero reame e cosi il re aspettava, aspettava e aspettava; per anni interi aspettò la sua liberazione e mentre questo era ancora prigioniero, Zachary cresceva e con gli anni dimenticò il suo ruolo e il suo compito.
Zachary Riley è ora uno psichiatra tormentato persino nel sonno, dalla morte dell'amato padre, che quando era poco più che un bambino si tolse la vita e per saperne di più sulla sua morte, decide di presentarsi come dottore, nella clinica dove il padre è stato ricoverato per tanto tempo. All'interno della clinica, gli viene affidato il caso di Gabriel Finch, che per oltre 40'anni ha fatto avanti e indietro nelle cliniche senza mai parlare con nessuno. Quando i due si incontrano scatta qualcosa e Gabriel comincia a dire cose apparentemente senza senso, molte delle quali riguardanti il libro che aveva scritto il padre di Zac, che gli aveva dato notorietà in tutto il mondo, libro dal titolo 'Neverwas'. Zac è dapprincipio scettico e si approccia a Gabriel in modo tradizionale, da vero dottore, ma quando alcune delle frasi di Gabriel ritornano come echi anche nella bocca di Maggie, vecchia amica di Zac, egli prende il libro cercando delle risposte alle sempre più numerose domande.

L'ormai noto confine tra raziocinio e follia, tra realtà e finzione varcato spesso da numerosi registi è anche qui riaffrontato da Joshua Michael Stern. La pellicola aggancia gli amanti come me del fantasy, per il desiderio di visitare il favoloso mondo di Neverwas, di scoprirne le meraviglie, ma il risultato che ci si ritrova è, a mio parere, deludente. La dolcezza del film risiede nell'illusione e nella disillusione, in quell'incanto che si spezza quando si cresce e ci si ritrova la realtà spiattellata in faccia, come qualcosa di ineluttabile e statico.
E' una pellicola dai toni vibranti, dall'ansia mista a paura e curiosità; quella sensazione di febbricitanza che prende la bocca dello stomaco e che ci fa vivere date situazioni con suspence.
Niente di eccezionale l'interpretazione degli attori principali, Aaron Eckart nei panni di Zac e Brittany Murphy in quelli di Maggie, ma come sempre azzeccata quella di Ian McKellen nel ruolo di Gabriel e di Nick Nolte in quello di T.L. Pierson.
Un po lento il ritmo, ma piacevole nel complesso.

RED













RED = 'Retired Extremely Dangerous'; in italiano 'Ritirato Estremamente Pericoloso'.
Una casa pulita e ordinata, senza neppure un quadro da riaddrizzare, dei vicini cordiali e pacifici, una doccia, un po di palestra, la posta costantemente puntuale; questa l'attuale vita del migliore ex agente della CIA ora in pensione, Frank Moses, una vita che l'ha formato e modellato a sua immagine e somiglianza, che ora gli ha tolto il gusto persino di dormire e Frank in questa routine, ci sta stretto, parecchio stretto. Per dargli un pizzico di pepe straccia gli assegni della pensione che gli arrivano e chiama al Centro Pensionistico, dove gli risponde sempre Sarah(Mary- LouiseParker). I due diventano confidenti e Frank segue le letture che fa la ragazza comprandosi di volta in volta i libri, perlopiù libri d'amore. Sarah è insoddisfatta della sua vita, del suo lavoro e sogna l'amore avventuroso e selvaggio che è descritto nei suoi amati libri. Frank una notte viene aggredito da alcuni agenti della CIA e comincia ad investigare riformando la stessa squadra che anni prima l'ha accompagnato nelle sue avventure, formata da Joe, Marvin, Victoria e Ivan. Sapendo che chi ha tentato di farlo fuori minaccia anche la vita di chi gli è più caro, Frank si reca da Sarah e la coinvolge del pasticcio.

Film azione-commedia uscito lo scorso 11 Maggio in Italia ha come protagonisti un cast storico d'eccezione: Bruce Willis(Frank), John Malkovich (Marvin), Morgan Freeman (Joe), Helen Mirren (Victoria) e Brian Cox (Ivan).
Gli eroi non sono più finalmente dei baldi giovani dagli occhi fiammeggianti, o candide donzelle dal coraggio vibrante, ma una banda di pensionati! Pensionati agguerriti, coraggiosi, che con naturalezza maneggiano bombe, pistolone e mitragliatrici e che si concedono la leggerezza e l'amarezza dell'amore, con tutti i turbamenti delle persone "normali".
A fare da cattivo alla vicenda è paradossalmente un giovane agente della CIA, carino assai, con moglie e figli, che determinato e ubbidiente esegue gli ordini datigli, senza chiedere nulla. A fargli aprire gli occhi sarà il vecchio Frank? Chi c'è dietro a tutta la vicenda?
Regia di Robert Schwentke(Un amore all'improvviso) assolutamente da vedere!!!

mercoledì 8 giugno 2011

Piovuta dal cielo

Ci sono persone che compaiono nella nostra vita all'improvviso e la cambiano totalmente.
Capita spesso, e spessissimo si scambiano queste persone come 'la persona giusta', come 'l'amore della nostra vita', come 'segni del destino' e guardando questa storia...si capisce perché.

Ben è un fedele, bravo ragazzo che sta per sposarsi e a poche ore dalla partenza per l'altare, suo nonno ha un infarto e viene portato d'urgenza all'ospedale. Questa la scintilla, che obbliga Ben a spostare la partenza per Savannah, dove lo aspetta la sua futura moglie. Il giorno del volo, un gabbiano viene risucchiato dal motore dell'aereo sul quale è Ben e l'aeroporto va in tilt, con cancellazioni voli e impossibilità di noleggiare persino un'auto. Nel trambusto della giornata, Ben conosce Sarah, una donna bizzarra quanto brillante e sexy, che lo coinvolge nella sua vita. Sarah riesce a rimediare un passaggio in auto da un certo Vic e i due si mettono in viaggio cominciando ad affrontare una serie infinita di sfighe, quali un arresto perché Vic trasporta droga nella sua auto, un impiccio con un treno che li porta quasi a Chicago, un curioso viaggio in un bus carico di vecchietti che vanno in vacanza a Miami e l'incontro sventurato con il testimone e la damigella d'onore, che fraintendono la relazione tra Ben e Sarah, ora più dolce e intima.
Il tutto è ovviamente contornato dalle paure, dai dubbi, dai ma e i però, di chi sta a un passo dal fatidico -si, lo voglio- e dalle opinioni dei più cari, che paradossalmente in tutti i modi tentano di allontanare il giovane dal prendere moglie.
Ben ha con questo viaggio, la possibilità di conoscere e apprezzare Sarah, che per quanto inizialmente la vede come 'portatrice di sventura', gli da la possibilità di aprirsi al mondo e di conoscere e viversi i suoi sentimenti e i suoi desideri. Un ragazzo che non si è mai lasciato andare nella vita e nelle cose della vita, costretto per forze maggiori, ad affrontare un arresto, delle menzogne, una fuga, il tutto in procinto dell'arrivo di un uragano, che colpirà proprio Savannah. Come poi a voler rispecchiare gli scombussolamenti interni di Ben, anche Bridget, la sua futura moglie, si ritrova a fare i conti con la sua determinazione nello sposarsi, accettando una separazione dei suoi, mascherata per anni per paura di una sua sofferenza e lottando per tener lontano da se, il suo ex Steve, avvocato di successo ma un po imbranato, che vuole a tutti i costi riconquistarla.
La storia è carina e ricca di colpi di scena; la fotografia è meravigliosa e accompagnata con astuzia da musiche ad hoc. Scenografie, ambientazioni mozza fiato, costumi, dialoghi e la presenza raggiante di Sandra Bullock nei panni di Sarah fanno di questa commedia romantica un film piacevole. Regia di Bronwen Hughes uscito nel 1999 ha come attore protagonista Ben Affleck.
Tutti ti diranno la loro, quando sarai a un passo dal -si-; molti ti caricheranno di ansie, paure e dubbi; moltissimi altri, ti diranno che è lo sbaglio più grande di tutta la tua vita, ma io credo fermamente che c'è una sola voce da ascoltare in quel momento: la voce del tuo cuore. Se sentirai di volerti sposare, con tutte le tue molecole, allora sorridi gentilmente agli altri e prendi moglie/marito.

martedì 7 giugno 2011

CARDIOFITNESS












Sono in vena di storie d'amore.
Eccone un'altra: 'Cardiofitness'.


Una bella storia d'amore, travagliata, per molti impossibile, tra un bel Principino e una "bella" (mi dispiace ma la Romanoff non la reputo bella).
Particolarità di quest'altra favoletta? Beh...lei ha 27 anni e lui...solo 15. Due emisferi opposti, generazioni lontane mentalmente anni luce, percorsi talmente diversi e al contempo, talmente simili, che è impossibile non innamorarsene! Mi piace molto l'inizio, perché c'è una voce fuori campo che narra come Stefania, protagonista della vicenda, neolaureata e aspirante scrittrice decide di scrivere un romanzo, una storia d'amore tra una ragazza e un ragazzo molto più piccolo di lei: la sua storia. La descrizione dei personaggi principali avviene simultaneamente e ciò conferisce dinamismo e 'friz' alla storia, ma procediamo per gradi.
Dicevo: Stefania è neolaureata e vuole scrivere. Vive con la madre e lavora nel suo ristorante. Ha 2 amiche, le 2 migliori amiche; Cecilia, ipocondriaca perennemente ammalata e allergica e Ilaria, espansiva e precoce. Tutte e 3 frequentano la stessa palestra, dove un bel giorno, a causa di una riabilitazione alla caviglia, fa la sua comparsa il bel Stefano. Lui aiuta Stefania a far avviare il motore della sua vecchia 500, dopo aver fatto affondare le chiavi in un tombino dal suo ex e in un'occhiata... scatta tutto!
Stefania comincia a sentirsi ossessionata da Stefano e una sera, presa dalla curiosità impellente, entra di soppiatto con le amiche nella palestra e sbirciando nei registri scopre l'età del ragazzo. Da qui una serie infinita di seghe mentali sulla notevole differenza d'età(12 anni), sulle difficoltà che possono incontrare etc, etc, etc...ma l'impulso è più forte in certi casi e Stefania, non perdendosi d'animo, si convince a farsi avanti e lui...

Ehhhh mica vorrete che vi svelo tutto?! Per certi film non mi lascio convincere per nulla al mondo! Dovete vederlo perché è davvero molto, molto carino!
Premetto: l'interpretazione degli attori, soprattutto della Romanoff e della Felberbaum sono da tapparsi le orecchie, ma è notevole quella del giovane Federico Costantini nei panni di Stefano.
Uscito nel 2007 sotto la regia di Fabio Tagliavia tratto dall'omonimo romanzo di Alessandra Montrucchio è una commedia romantica molto dolce, adatta al pubblico di tutte le età.
Anche qui torna la morale favolistica dell'amore che non ha età e che supera tutti gli ostacoli...sarà vero? Lo ritenete vero? E anche per questo, secondo me non esiste una regola valida sempre e per tutti; esistono scelte fatte e ritenute giuste al momento e per il momento, per quanto assurde possano essere o risultare, agli occhi esterni. Il rispetto e la bellezza della vita sta nella sua varietà!
Come sanno toccarsi due cuori, che non hanno età, ne culture, ne religioni, nessuno può toccare!

Kate&Leopold-CREDETE ANCORA NELLE FAVOLE?

Ehhhh....finalmente una bella storia d'amore!!! @.@
CREDETE ANCORA NELLE FAVOLE?

Leopold è un nobile scienziato dell'Ottocento che un bel giorno, nel pieno dei suoi studi sugli ascensori, si ritrova a inseguire uno tipo che 'produce lampi' con uno strano oggetto; è il giorno dell'apertura del ponte di Brooklyn. L'inseguimento termina con Leopold che si ritrova ai giorni nostri, a casa dello squinternato Stuart, scienziato che ha trovato uno squarcio spazio-temporale nel ponte. Leopold è stordito e non crede ai suoi occhi; non crede ai grattacieli, non crede ai rumori dei clacson, alla gente vestita strana e non crede a Kate, ex fidanzata di Stuart, che abita nel suo stesso palazzo e che tratta il povero Leo a pesci in faccia, sin dal primo istante. Nonostante il nostro affascinante uomo, non usa mezzi termini per dire chi è e soprattutto da dove viene, Kate non gli crede e anzi non perde occasione per deriderlo e maltrattarlo come fosse un folle (come darle torto d'altronde?!). Dopo una settimana di battibecchi e di singolari avvenimenti, come uno strano malfunzionamento degli ascensori, tra Kate e Leo sembra nascere qualcosa, ma ad interrompere la 'favola dei giorni nostri' è la palese differenza di origine, che crea una frana enorme tra i due, nonché il fatto che Leo deve tornare ai suoi tempi, per mantenere inalterato il percorso della storia.

Film del 2001, con Meg Ryan nei panni dell'isterica Kate e Hugh Jackman in quelli di Leopold, del regista James Mangold (lo stesso di Resident Evil; fatto non casuale, ma dovuto a una mia bruciante curiosità di sapere se era il regista un incapace, oppure il tema trattato ad essere incommentabile).
Nel cast c'è anche Liev Schreiber che ha recitato al fianco di Jackman, anche in 'X-men, Wolverine-le origini', dove riveste i panni del fratello sanguinario Victor.

'Kate e Leopold' è una commedia romantica a cavallo tra l'800 e i giorni nostri, dove molti temi risultano attuali, nonostante siano distanti da noi centinaia di anni; dove il senso dell'amore e della frenesia della vita di questi giorni, appaiono come uno schiaffo brutale.
Possiamo paragonarlo a una 'Pocahontas' in versione maschile, o a un 'Tarzan'; insomma a quei film, dove appaiono lampanti le differenze tra due civiltà distanti tra loro.
L'eleganza e la nobiltà d'animo di Leo si oppongono drasticamente alla freddezza, all'essere scostante, alla diffidenza e alla disillusione di Kate, abituata a vivere in un mondo glaciale, dove le emozioni, l'educazione, il 'savoir-faire' e i valori vengono grandemente messi da parte.
C'è anche una buona pizzicata all'alto ceto sociale che, non avendo lavorato neppure un giorno nella sua vita, critica chi invece è sempre stato costretto ad accettare lavori e pensieri dietro ai lavori, non proprio dignitosi, come vendere della margarina disgustosa; vendere un'illusione.
E poi c'è il tema-padre: credere ancora nell'amore? E soprattutto: credere ancora nell'amore da favola?
Secondo me non esiste una verità suprema, in risposta a questa domanda. Ognuno di noi può trovare la propria favola, se è con occhi favolosi che la guarda e che la vive; il che non vuol dire viversi un'illusione, ma che ci sono dettagli in ogni storia, che possono essere dettagli di una favola, una splendida e unica favola. Se si prova a raccontare una nostra storia a un amico, si comincia con un tuffo nel passato, una location offuscata dal tempo, un viso poi divenuto familiare e tanto, tanto calore. E' già questa, di per se, una favola.
A voi trovare la vostra.
Il film è carino, divertente, fresco e veloce; gli attori azzeccati, persino il viscidone J.J, interpretato da Bradley Withford e il fratello di Kate, Charlie, interpretato da Breckin Meyer. Belle le musiche, tra le quali è importante ricordare la colonna sonora di 'Colazione da Tiffany', presente in un paio di scene del film.
Commento da civettuola: 'Hugh Jackman come lo vestite, lo vestite, resta sempre un bel pezzo di carne!' :P

sabato 4 giugno 2011

RESIDENT EVIL











Mi meraviglio di me stessa, quando vedo questi film scelti in seguito a una volontà, a un desiderio.
Potrei scrivere la stessa identica parola che ho scritto nella recensione di Lara Croft, Tomb Raider, ma per il momento evito.

Il film inizia con la splendida Milla Jovovich tutta nuda sdraiata nella doccia (ottimo espediente del regista per far rimanere tutti in sala, speranzosi di un seguito altrettanto succulento) e vi seguono parecchi MINUTI, in cui lei vagabonda per una villa apparentemente disabitata. L'atmosfera è lugubre e più che una lussuosa villa, sembra una tomba, con tanto di corvi gracchianti e svolazzanti sulle cime degli alberi, sullo sfondo di un cielo notturno. La bella seminuda incappa in una foto dove si vede in abito da sposa, a fianco di un tipo, poi viene attaccata da un tale, che si spaccia per poliziotto. In un istante, la villa è totalmente invasa da uomini in uniforme militare, col volto coperto da maschere e armati di fucili e pistolone e ci sono luci di elicotteri che ballano, manco fosse una discoteca! Milla, nel film Alice, è disorientata e non capisce cosa accade e in men che non si dica, si ritrova prigioniera di questi tizi, che la chiamano soldato e le chiedono il nome.
OK ha un'amnesia...ma questo era chiaro sin da quando si è alzata dalla doccia! --.--''
Dopo questo primo QUARTO D'ORA interminabile, il capo dei militari nomina un certo 'Alveare' e scaraventano Alice e il tizio che l'aveva aggredita, Matt, in un treno, dove spunta poi il bel tipo della foto, disorientato e in amnesia come Alice. Il treno parte e arrivano nel famoso Alveare, dove comincia "il film". Nel prologo introduttivo vien detto che l'Umbrella Corporation è la più potente società commerciale al mondo, che fa esperimenti di tutti i tipi (anche illegali), in campo genetica, informatica e tecnologie avanzate. Questa vive nel sopra citato Alveare, ovvero una città creata a 600 mt sottoterra, in cui vivono e lavorano centinaia di persone. Un giorno il virus T, che era in fase di studio viene liberato nell'Alveare e il computer centrale che gestisce la sicurezza e gli accessi, blocca tutte le porte e chiude tutti, senza alcuna via d'uscita. La carneficina; tutti muoiono nei peggiori modi, chi annegato, chi soffocato dal gas, chi in un vano tentativo di fuga e a contornare questo racconto, alcuni flash-back di Alice, che si vede parlare con una tipa e che si vede conoscere già l'Alveare.
Dopo altri abbondanti minuti di vagabondaggio per questo benedetto Alveare, si arriva alla prima scena di adrenalina, dove una fazione della squadra militare si decide ad attraversare un corridoio ricco d'insidie, come se fossero le prove di Indiana Jones ne 'L'ultima crociata'! Dopo un sistema di sicurezza che riduce tutti a pezzettini, Alice tenta di superare la prova e ci riesce, giungendo al cervello dell'intero Alveare e disinnescando i codici di protezione.
Da qui, il mistero s'infittisce, perché la restante parte dei militari si trova a combattere contro degli zombie; o meglio, contro gli ex dipendenti dell'Alveare ridotti a zombie. Quando i rimasugli delle due squadre si riunisce, si da avvio a una corsa sfrenata verso una qualsiasi via d'uscita e si assiste a numerose e orribili perdite. Chi infatti viene morso da uno zombie, diventa a sua volta uno di loro (ma va?!)
Tutto qua. Deludente vero? Non c'è uno scopo alto, c'è la fuga per salvarsi la pelle e c'è il blando tentativo del regista, di mettere tutto sotto la chiave 'vorrei distruggere la corruzione e gli esperimenti scientifici che nuocciono alla dignità umana'...ma per favore! Che certe cose restino videogiochi e non si inerpichino nella strada filmica!
Milla Jovovich l'ho già vista recitare ne 'Il quinto elemento' e mi è piaciuta un sacco! Ho visto poi 'Violet... qualcosa' e mi ha deluso enormemente. Va bene che è perfetta per i ruoli da eroina dei videogiochi, ma secondo me è sottovalutata!
Resident Evil esce nel 2002 e il regista è Paul Anderson; è tratto dall'omonimo videogioco e come tutti i videogiochi dove c'è un'eroina figa, ci sono dei seguiti.
Non assicuro che li guarderò!

venerdì 3 giugno 2011

RAGAZZE INTERROTTE

-A volte, l'unico modo per rimanere sani di mente è diventare un po pazzi-

Susanna Kaysen è una diciottenne apparentemente normale; un'aspirante scrittrice, introversa e riservata, che vive un rapporto conflittuale con i genitori, "inquadrati", poco presenti, conformisti e dediti molto più all'apparenza, che alla sostanza. Quel genere di persone insomma, che hanno difficoltà a vedere e poi ad accettare cose, che sono al di la del loro naso. Susanna ci sta stretta in questo nucleo familiare e si mostra insofferente nei confronti della vita, gettandosi in relazioni bislacche, come quella con un professore del liceo, o fuggendo da relazioni invece "normali", come quella con Toby. Non ultimo, si rifugia spesso in un mondo mentale, tutto suo. Una sera finisce in ospedale dopo aver inghiottito un flacone di aspirine miste a vodka e in seguito a questo incidente (?) viene mandata al Claymore Hospital, una clinica per le cosiddette 'ragazze interrotte', ovvero tutte quelle ragazze colpite da un trauma nella loro vita, che le ha appunto arrestate in quella fase. Nella clinica, Susanna si relaziona con donne ridotte in condizioni decisamente peggiori delle sue: c'è chi è anoressica, chi bulimica e dipendente dal Valium come Daisy, chi è rimasta una bambina come Peggy, altrimenti detta 'Torcia', a causa delle sue ustioni che le hanno sfigurato il viso. C'è poi chi è sociopatica, come Lisa, chiaramente 'il capo' delle matte, sexy, affascinante, sarcastica, pungente, glaciale e bollente allo stesso tempo; una personalità attratta e che fa attrarre Susanna. Le due, in breve diventano amiche e complici in quelle che saranno palesi dimostrazioni di ribellione, nei confronti della clinica e del mondo che le ha emarginate ed etichettate in quel modo, ma l'occhio attento e il buon cuore dell'infermiera Valerie tenteranno di riportarle in carreggiata.

Uscito nel 1999 sotto la regia di James Mangold, il film è tratto dal diario della stessa scrittrice Susanna Kaysen 'La ragazza interrotta'. Interpreti principali della pellicola sono: Winona Ryder nel ruolo protagonista di Susanna, Angelina Jolie in quello di Lisa, Brittany Murphy in quello di Daisy, Clea DuVall interpreta Georgina e Whoopi Goldberg, l'infermiera Valerie.

Susanna ha la sindrome Borderline ed è sessualmente promiscua, definizioni non sufficienti però, a convincerla della sua follia, che messa a confronto con le altre è decisamente poco rilevante. E' la più lucida, la più presente a se stessa, la più normale, se vogliamo.
Il legame che instaura con Lisa è il classico legame di amore-odio, che prova un protagonista per il suo alter ego. Lisa, infatti non ha peli sulla lingua, ottiene sempre ciò che vuole, dice sempre tutto ciò che pensa e non ha pudore o contegno. E' lei a scappare più e più volte dalla clinica per qualche giorno di libertà, ed è sempre lei a coinvolgere Susanna nei suoi guai. Lisa si definisce 'libera' proprio per queste sue caratteristiche fuori dalle righe e soprattutto dal contesto, proprio perché è consapevole dei suoi problemi e non teme di mostrarli come parti integranti di se stessa; Susanna invece, che definisce libere le persone fuori dalla clinica e non riesce ad ammettere a se stessa che ha qualcosa che non va, prima idolatra l'amica bionda, poi le va contro, in forma di rifiuto. Il monologo iniziale ci dice una cosa molto importante, per la valutazione del film:
'Avete mai confuso il sogno con la vita, o rubato qualcosa pur avendo i soldi in tasca? Siete mai stati giù di giri, o creduto che il vostro treno si muovesse, quando invece era fermo? Forse ero pazza e basta, forse erano gli anni sessanta...o magari ero solo una ragazza interrotta'.
Ci vien detto che erano gli anni sessanta, anni di boom economico, anni di convenzioni, anni di conformismo, anni in cui si definisce l'America del buon costume, ovvero tutta quella fetta di popolazione, che vive in canoni ben precisi, come per esempio, quello della 'famiglia delle pubblicità'. Ed è proprio per questa fetta d'America, che ragazze leggermente diverse vengono rinchiuse in cliniche e anestetizzate con pillole ed elettroshock; è proprio per questo, che una come Susanna finisce li dentro, perché è una macchia scura troppo grande per la famiglia in cui è nata e per gli amici che questa frequenta.
Personaggio- chiave è Daisy, bulimica, infantile, ostile alla gente e al cibo che non sia il pollo della rosticceria di suo padre; Daisy è l'esempio lampante, che dimostra le pecche di quella famosa fetta d'America. Benestante, viziata, ha tutto quello che vuole, ma si vive un rapporto morboso e malato col padre, che la violenta e che, una volta dimessa dalla clinica, la chiude in un bell'appartamentino con tanto di gatto, dove va costantemente a trovarla. In un monologo agghiacciante, Lisa getta Daisy con le spalle al muro, la fa cadere in una trance devastante che la porterà al suicidio (?) e proprio in questo punto ho un dubbio. Sembra che la morte di Daisy sia un suicidio, ma c'è un dettaglio che mi fa pensare che è stata Lisa ad ucciderla. Quando infatti Lisa e Susanna scappando dalla clinica, si rifugiano a casa di Daisy, Lisa per ruffianarsi la ragazza e permetterle cosi di restare, le regala un bracciale di perline colorate e al momento della morte, il bracciale è al polso di Lisa. Voi sapete dirmi di più?
Parentesi dubbio a parte, il film è fatto bene, anche se avrei sottolineato un po di più la relazione tra Susanna e i suoi genitori e fa stare col dubbio 'è matta davvero o non lo è?' per tutta la sua durata e direi anche oltre. E' notevole l'interpretazione di Angelina Jolie, che a mio avviso si riconferma come bravissima oltreché bellissima. Per l'interpretazione della Ryder invece, aggiungo un'osservazione personale: nulla togliendo alla sua bravura magnetica fa sempre lo stesso ruolo e mi sta annoiando parecchio! Stesse espressioni, stessi identici movimenti di bocca; stesso personaggio delicato ma fascinoso, mistico e sull'orlo della pazzia che non sorprende più.

mercoledì 1 giugno 2011

X-Men2


« Mutanti: sin dalla scoperta della loro esistenza sono stati guardati con paura, con ostilità, con odio perfino. In tutto il pianeta infuria il dibattito: i mutanti sono l'anello successivo della catena evolutiva o semplicemente una nuova specie umana che lotta per il suo posto al sole? Comunque sia è un fatto storico: vivere in pace non è mai stata una caratteristica dell'umanità. »
(Professior Xavier)
Secondo capitolo, della serie sugli uomini dai super-poteri uscito nel 2003 sempre sotto la regia di Bryan Singer. Stavolta l'ispirazione viene dal fumetto 'Dio ama, l'uomo uccide' di Chris Claremont. In questo episodio, si definisce sempre più, il personaggio di Wolverine, lasciato nel primo episodio, alla ricerca del suo passato. Per casualità fa la sua comparsa Strycker, ex soldato della guerra del Vietnam, che vuole riavvicinarsi a Wolverine per inglobarlo nel suo personale arsenale, di super-uomini. In seguito poi, ad un attacco al Presidente degli Stati Uniti, l'America è sempre più favorevole a una caccia diretta agli x-men e la tensione generale aumenta. Strycker ottiene preziose informazioni sulla scuola del professor Xavier, da Magneto, rinchiuso in una prigione di plastica e organizza un attacco per la cattura degli allievi. Di questi solo alcuni si salvano, tra cui Rogue, l'Uomo Ghiaccio, Pyro e Wolverine, che scappano in cerca di asilo.
Lo scontro però tra Wolverine e Strycker è ineluttabile e lentamente si avvicina. Gli sforzi e i sacrifici saranno vani?
Anche questo capitolo è condito da infiniti colpi di scena, azione ed effetti speciali. I personaggi maturano, crescono, si definiscono sempre di più; aumentano sempre di più arrivando a costellare questa serie con sfumature delicate e sensi profondi.
Gli eroi si alleano con i nemici, per poi dividersi nuovamente, cambiando i componenti; c'è la rendezione, la ricerca di se stessi, la voglia di pace e uguaglianza, la follia, l'incapacità di un padre di affrontare la diversità del figlio (parlo di Strycker).
I temi abbondano e le azioni pure..che aspettate?