martedì 27 maggio 2014

VIVI NELLA VERITA'






Tutto scorre,

tutto passa.


Le cose prendono forme continuamente diverse e cosi tu, 


che muti come l'onda che fa capriole spumose


e diventa di mille colori..



con la fredda luce del mattino


con quella calda del tramonto..


Se vivi nella tua verità,

non importa che sembianze avrai,


o di che colore brillerai.


Sarai tu, 


nella tua essenza più vera.








VIVI




                              NELLA





VERITA'

lunedì 28 aprile 2014

Breve favola: Sole&Luna

Da sempre, la Luna e il Sole hanno avuto il loro meritatissimo posto nell'albo degli ispiratori dei poeti.



Ma questa volta, di Luna e Sole ne esiste una personificazione terrestre.

Due giovani erranti, assetati e sognatori di natura, che per anni hanno vagato alla ricerca di un pezzo d'astro incastonato in un corpo umano, si ritrovano ai giorni d'oggi.

Cosa succede dunque in questi due ragazzi che per tempo si sono cercati tra la folla e tra quelli che ritenevano fossero 'amori'?

Il Sole, caldo, passionale e impulsivo di natura, alla vista dell'eterea e delicata Luna non ha atteso molto e le si è avvicinato con tutto il suo ardore.
La Luna però, che in quegli anni di gente spinta a lei incantata e cieca, desiderosa solo di possederla senza amarla per davvero ne aveva vista tanta, rimase per un po distaccata e scettica, da quell'ennesimo suo veneratore. 
Il Sole quasi non badò alla distanza che teneva la Luna e continuò a mostrarle i suoi sfavillanti colori e guizzi, condendoli di risate e facendole vedere la grande maestria che aveva nel padroneggiare l'arte dell'incanto.
La Luna non è che non ne rimase colpita, ma dentro di se aveva viva la voce, che la induceva a tenersi a un passo di distanza da quell'impressionante ragazzo. Ne aveva visti e conosciuti e sapeva che pur di farsi notare da lei, essi avrebbero sacrificato interi greggi o centinaia di fanciulle innocenti. Una cosa però sentiva diversa:la sua predisposizione per quel giovane. Gli altri tipi, la Luna li leggeva bene, li sapeva tradurre in parole e gesti sui quali poteva giocarsi tutto; mentre lui era assolutamente imprevedibile e la prendeva spesso in contropiede. Laddove infatti provava a giocare d'azzardo su quel che lui avrebbe fatto, Luna perdeva e si ritrovava a sorridergli con una dolcezza infinita.
Sole intanto, che aveva una gran consapevolezza di sé e si ascoltava molto, si rese conto che quella che all'inizio era mera attrazione fisica, per quella creatura cosi diversa da lui, ma cosi magnetica, si trasformò in pochissimo in un'imprescindibile bisogno; una parte integrante della sua esistenza.


Sole doveva vivere per forza con Luna, non poteva più fare a meno del suo glaciale splendore.
Luna arrivò presto alla considerazione che il sentimento conturbante che provava per Sole era più mistico e profondo di quanto si aspettasse da un apparentemente semplice, essere umano.
I due mollarono le cime, abbandonarono lentamente le armi e gli scudi che usavano per difendersi dal quel mondo cosi diverso dal Sidereo, da cui entrambe provenivano.
Luna lentamente schiuse quei segreti che aveva gelosamente custodito mostrando le sue fragilità, il suo pallido ma penetrante splendore, il suo essere solamente un insieme di roccia e Sole, che non aveva mai vissuto un rapporto con una persona in grado di sostenere la sua forza e il suo calore, si sentì esplodere.
Entrambe avevano finalmente trovato qualcuno con cui esprimersi in tutta la loro divinità extraterrestre.

venerdì 21 marzo 2014

Con Me



Ho sempre creduto che tutto accade per un motivo preciso. La catena degli eventi si è sempre srotolata davanti a me con estrema chiarezza e non mi sono mai agitata più di tanto, forte di questa mia consapevolezza.
C'è però quell'esperienza che proprio non capisco perché mi è arrivata. Di possibili risposte ce ne sono tante, anche di quelle che mi risuonano come vere, però nessuna si cristallizza in me come quella definitiva, che scioglie ogni turbamento.
Un anno di fatica immensa, di sacrificio, dolore, forti dubbi, lotta contro il mondo, autoaffermazione, voglia di vincere, di imparare e crescere; un anno in cui sono partita con zero ho affrontato ostacoli immensi e alla fine sono stata falciata come una spiga di grano... come se fossi nulla, come se non esistessi e come se non valessi nemmeno il rispetto di un 'respiro ergo sum'.
Sono stata tradita.
Ero circondata da falsità, costruttivismo, meschinismo, cattiveria e hanno provato ad aggirarmi, mi hanno prima voluta per come sono e poi mi hanno chiesto di cambiare per poter restare...ma a quale prezzo e perché soprattutto?
Quando le infinite bugie sono venute a galla sono stata pervasa dal senso di vomito: mi fate schifo, vergognatevi! VOI siete la causa di tante "leggende" sul mondo del lavoro; VOI siete quelli che ragazzi onesti e umili come me rifuggono come la peste e sperano di non incontrare mai!
VOI mi avete reso cosi, VOI ne pagate le conseguenze che il Fato stesso vi riserverà.
Io voglio andare avanti, chiudendo per sempre la porta del vostro nome, dei vostri volti e di quelle giornate in cui sentivo di starmi a tradire.
L'errore più grande per me è stato questo. Mi sono punita per essermi tradita; non lo farò mai più.
Che il mondo mi abbandoni pure, se resto con me io sono al sicuro.


Con Me.

martedì 11 marzo 2014

'VALE PER FAVORE MI AIUTI CON LA FACCENDA DEL GAS?'- Limiti LOGICI e UMANI da porre al proprio capo




Il mio capo un giorno arriva in ufficio trafelato con in mano un pacco di scartoffie, la mia reazione: panico puro.
Sapevo cosa mi aspettava.

-'Vale, vedi un po cosa è successo qua col gas? Ci hanno staccato tutto e noi abbiamo 3 figli piccoli! Vedi se riesci a risolvere'.
- 'Ehm...ma cosa è successo esattamente?'
- 'Non abbiamo mai ricevuto le fatture e ora hanno staccato tutto; poi ci hanno detto che dovevamo pagare tutto l'insoluto e lo abbiamo fatto, ma ancora non ci hanno riattivato il gas'.
-'Ma...non avete VERAMENTE mai ricevuto le fatture, oppure non avete appositamente pagato?'
-'No, no scherzi?! Il gas ci serve abbiamo i bambini e io pago tutto!'
-'Ok...'. Effettivamente la precisione del mio capo non poteva essere messa in discussione tanto era fiscale.

Tutto ciò è successo circa 3 settimane fa (se non di più) e da quel momento ho iniziato la trafila per venire a capo dell'impiccio in cui ero anch'io finita.

Comincio col chiamare l'Eni, il fornitore con cui era al momento del distacco il mio capo e faccio la solita procedura per parlare con qualcuno. 
Questo qualcuno mi dice che c'era appunto un insoluto e che doveva essere saldato.
Comunico, munita di bollettino postale, che il saldo era avvenuto e che il fax per la verifica gli era stato mandato e che occorreva restituire la fornitura di gas per via dei bambini, ma l'operatore mi dice che non è possibile e che bisogna fare un contratto con altro fornitore, perché per colpa del mancato e prolungato pagamento, il mio capo era stato etichettato come 'default', quindi il fornitore si rifiutava di riprendere il cliente.


Secondo step: inizio la ricerca di un nuovo fornitore di gas e scelgo Enel.

Vado sul sito, scelgo la tariffa e faccio il contratto, ovviamente autorizzata dal mio capo e anzi sollecitata a procedere il più in fretta possibile per risolvere.
Mi arriva il contratto con tutti i dati e attendo per giorni una loro chiamata, per fissare un appuntamento con un tecnico e avviare il tutto.
Non ricevendo nessuna chiamata, chiamo io. 
Mi viene detto che il contratto non era potuto partire perché avevamo subito un 'taglio colonna' e che occorreva quindi RI - chiamare il nostro vecchio fornitore, chiedere a loro la riapertura della colonna, poi richiamare loro una volta aperta e far partire il contratto che (mi era stato detto) sarebbe rimasto in stand by fino alla riapertura della famosa colonna.

Secondo voi posso sapere cos'è una colonna nel settore dell'energia?... Tanto più potevo sapere cos'era un taglio colonna!
Poteva essere benissimo un tizio che viene e butta giù una parete di marmo perché avevamo sclerato con Eni!

RIchiamo Eni Rispiego tutto per la ventesima volta e mi viene detto che per riaprire la colonna dovevamo chiamare il nuovo fornitore, gli dico che il nuovo fornitore lo avevo già chiamato e che era stato proprio lui a dirmi di chiamare loro, al che l'operatore mi dice che dovevo rivolgermi direttamente alla ITALGAS.

Ignorante in materia, mi metto sulle tracce di un servizio clienti Italgas che però: NON ESISTE.

Infatti essendo il distributore nazionale, non ha un servizio clienti, perché i clienti devono rivolgersi solo a fornitori, come appunto Eni, Enel, etc etc..
Esasperata, chiamo comunque il servizio per guasti e pronto intervento, scusandomi perché sapevo non fosse il numero giusto. 
Fortunatamente parlo con un buon samaritano che mi spiega che è compito degli altri fornitori (i famosi Eni, Enel, etc) a doversi dare da fare e risolvere.

RIchiamo quindi Eni, stavolta col dente avvelenato e risoluta RIspiego la situazione all'ennesimo operatore tentennante.
Questo PROVA a dirmi di chiamare Italgas, al che, cieca dalla rabbia gli urlo che NON E' POSSIBILE PARLARE CON LORO e che DEVONO SMETTERLA DI PRENDERE IN GIRO LA GENTE!
Forse spaventato, l'operatore si appresta a cercare di capire meglio la situazione e vengo a sapere che, IL PAGAMENTO ANCORA NON RISULTAVA!
Ricordandomi perfettamente del giorno del pagamento, lo comunico al 'povero ignaro della sua prossima sorte' e lui: 'ah si eccolo non lo avevo letto' (COOOOSAAA?!?! Non risulta perché non hai semplicemente SCROLLATO  la pagina razza di idiota troglodita?!)
Non solo, scopro che sì avevamo avuto l'interruzione del servizio, ma che ANCORA RISULTAVA ATTIVO IL CONTRATTO.
Ormai furiosa urlo con quale logica lavoravano, cioè: staccano il servizio di gas, col quale in GENNAIO forse ci si campa, nel vero senso della parola, MA lasciano attivo il contratto, PUR non potendo PIU' riprendere con loro il cliente: WTF?!?!?!?!

Mi complimento con un sarcasmo che stava sciogliendo la cornetta e l'operatore dice di dover prima chiudere il contratto amministrativo, per poi farmi RIchiamare il nuovo fornitore e far FINALMENTE partire il contratto.
Hahaha... ha: era venerdì.
Ergo se la chiusura amm.va partiva, si prevedeva una sua lavorazione nella settimana successiva.

Nel contempo il povero (relativamente) capo continuava a chiedermi dell'acqua calda per i figli e io ringraziavo il cielo di avere tanta pazienza per non svalvolare e mandare al diavolo tutto e tutti.

Passa il weekend e chiamo Eni.
Con l' Ok della chiusura amm.va del contratto posso chiamare Enel e far partire il benedetto contratto.
Enel mi dice che il contratto era saltato, che era stato cancellato e che dovevo rifare TUTTO DA CAPO.

Col nuovo contratto, l'operatrice mi dice: 'Bene, ora devi chiamare Eni per riaprire la colonna, che noi non lo possiamo fare'.
Le madonne che in quel momento sono scese solo lassù le sanno e non starò di certo ad elencarle qui, ma potete immaginarle e conto sulla vostra copiosa fantasia.
Non c'è scampo, devo RIchiamare Eni.
Ennesima chiamata ennesimo operatore che mi dice che per la delibera 99/11 non possono riaprire la colonna e che devo cercare un nuovo distributore di zona, perché loro non potevano proprio fare nulla.

Apro internet e mi metto a cercare...l'unica a saltare fuori è la Italgas. Sul sito nazionale però, trovo un numero  e mi ci fiondo.
Al telefono risponde un incompetente che nel mentre che stava in conversazione con me, chiedeva come passare la mia chiamata a un altro tizio, fatto sta che cade la linea.

Richiamo e RIparlo con la tipa che mi aveva precedentemente passato all'invertebrato.
Che sbrigativamente mi dice che quello non era il numero giusto e che dovevo chiamare Eni.
Non volevo crederci.
                                                                                       



Come se non bastasse la tipa mi attacca praticamente il telefono in faccia, dicendomi che aveva altre chiamate sotto e che dovevo mandare un fax di verifica del saldo dell'insoluto e faccio appena in tempo a prendere il numero che mette giù.
Mando subito il fax e allego pure il bollettino poi RIchiamo la frettolosa, quasi con le lacrime dal nervosismo e comunico che avevo mandato il fax.
Lei sempre frettolosamente mi dice che non potevo chiamare li che aveva altre chiamate e al mio: 'SCUSI E IO CHE SONO?! STO CERCANDO DI CAPIRE E MI DITE MILLE COSE DIVERSE, NON POTETE FARE COSI!' lei si calma e sento che fa, a un'altra cornetta 'Dai...ora ti devo lasciare ti richiamo dopo'.
La stronza era a telefono con un'amica o con l'amante, non lo so e voleva attaccare per questo motivo, non per altro!!!
Mi risparmio i commenti perché mi premeva risolvere e lei mi spiega che a questo punto dovevo solo aspettare che venissimo richiamati noi, perché avevamo fatto tutto il possibile per risolvere e che le tempistiche per un riallaccio dopo una morosità erano 'lunghette' (cit.)

Ci tengo a precisare che non ci hanno dato tempistiche, che ancora attendiamo, che il mio capo ha sempre i bimbi piccoli, che l'errore a monte è stato del fornitore e che NESSUNO SA MAI NIENTE. In ultimo, ma non ultimo, con lo scoprire che la segretaria stava chiacchierando allegramente con un suo amico/a e che il tipo non era in grado di passare una chiamata da una stanza all'altra, credo che di disoccupazione MERITATA ce ne sia ancora poca.

VERGOGNA.

PER IL FUTURO: Il capo ti chiede di aiutarlo a risolvere un problema con l'energia?
Brucia casa e comprane una nuova, fai prima ;)


lunedì 10 marzo 2014

LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE



« - Ma la mafia ucciderà anche noi?
- Tranquillo. Ora siamo d'inverno. La mafia uccide solo d'estate»
(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)

Un inizio alla 'Senti chi parla', con tanto di scene in stile cartone 3D, che inquadrano il viaggio degli spermatozoi e un narratore esterno, non sono a mio avviso sufficienti, per qualificare come Vincitore del Premio del Pubblico del Torino Film Festival, questo film. Vogliamo emozionarci per qualcos'altro per favore?!

La mafia uccide solo d'estate è uscito lo scorso 2013 ed è il primo esperimento registico di Pierfrancesco Diliberto, in arte, Pif.

Il mio senso critico e il mio cinismo urticante mi portano purtroppo, a dover bocciare completamente questa pellicola che, seppur all'inizio mi ha intrigato, anche con un pizzico di divertimento, si è rivelato in breve un film vuoto, senza spessore.

L'ennesimo docufilm sulla mafia siciliana e su un testimone che ha vissuto in prima persona gli avvenimenti tragici di quel tempo, con una trama blocchettata, confusa, popolata da numerosi 'copia e incolla' di filmati, foto e fermi degli anni 60'.
Definito commedia- drammatico, La mafia uccide solo d'estate non mi ha ne fatto ridere, tanto da poterlo chiamare commedia, ne mi ha particolarmente toccato, tanto da chiamarlo drammatico.

Dov'è temporalmente collocato poi?
E' chiaro come il film voglia essere 'a cavallo' tra quegli anni e oggi, un ponte, dove il protagonista Arturo fa il suo percorso eroico, ma il risultato è caotico!
L'unico punto che rimane chiaro e continuativo è l'eterno tema del 'ragazzo innamorato della biondina di classe da oltre 20'anni, che però se la tira e non cede'.
BASTA!

Cioè... oltre allo scopo informativo- giornalistico, sul quale però non si può fare un film, perché è una modalità troppo noiosa (o forse troppo impegnativa per chi è alle prime armi) quale altro era l'obiettivo di Pif?
Si procede minuto dopo minuto in una vaghezza assurda, con un ritmo lento e pieno di non sense; si è riempiti solo dall'elencare incessante di date e nomi che Pif sciorina e quando il film finisce, la sala è avvolta in un silenzio cosmico, privo persino del brusio di dissenzo: bah!

BOCCIATO!
- tema scontato, trito e ritrito;
- ritmo stranamente lento;
-vaghezza nei contenuti;
-confusione.

Un +1 va invece alla recitazione dei giovani attori, interpreti del medesimo Pif e Cristiana Capotondi.

A volte mi sembra che basta presentarsi a dei concorsi con un film sulla mafia, per poter vincere un qualunque premio.

Vorrei veder vincere a un concorso un buon film fantasy italiano, che dite ce la faremo?
Vorrei accendere la tv e vedere serie divertenti e magiche, anziché quei mattoni angoscianti di polizieschi, drammi familiari e storici: ce la possiamo fare, o no?!

Fantaghirò dove sei?!



giovedì 6 marzo 2014

Ti Sto Amando


Ti sto amando.

E' un qualcosa che cerco di fermare, come una corsa in discesa che mi rischia uno schianto frontale.
Tento d'inchiodare, con le gambe indolenzite e il cuore nelle orecchie, ma tu sorridi fermo e beffardo, consapevole forse, di un esito certo.

Sai bene la mia storia, o forse no, ma l'hai intuita... conosci i miei turbamenti e sai che sono imprevedibile.

Tengo alla mia libertà, alla mia libera espressione.
I legami li amo e li temo, perché spesso ricoperti di sciocchezze mascherate da 'valori'.
Il sentimento che lega due persone è troppo spesso appesantito da altre cose, come la sedia di una cameretta, destinata ad essere ricoperta dai panni di una persona frettolosa e disordinata ... come me.

Troppo presa da se stessa e dalla voglia di emergere per prestare tempo all'ordine di una camera... o di una vita.

Ma io sento e provo, con un'intensità che mi affascina, mi avvolge e mi turba; possibile cosi tante opposizioni in un unico momento?
Tu sorridi e passa tutto, come la violenta folata di un vento, che spalanca di colpo una finestra.


E d'improvviso il vento è caldo, come quello del deserto e mi parla di posti e cose che il mio animo ben conosce.
Basta uno scambio di sguardi per capirci e siamo due serpenti d'oro che si strusciano a vicenda, cercando l'incastro perfetto.


Ti sto amando.

Per tutto quello che mi sta succedendo, che è anche merito tuo; la tua sola presenza è un raggio di sole che scalda anche l'inverno più rigido.
E' come le tue mani, che scorrono rispettose su di me, carezzandomi persino l'anima.

E' la tua pelle, tersa e asciutta come venuta da una giornata calda d'Agosto, che riscalda la mia, fredda come di chi è venuto da un mondo lontano e freddo.

Ti sto amando,

per la capacità che hai di starmi affianco con la pazienza e la dedizione di chi venera, oltre che ama.

Per come sai plasmarti, aprirti, comunicare e capire.
Col tempo si, ma non erigi barriere insormontabili anche al cuore puro.
Ti lasci incuriosire e vuoi capire.
Questo ti rende speciale per me.

Sei amorevole e dolce, un bambino inesperto di oceani e profondi abissi, ma determinato a volerli esplorare, con chi è in grado di fargli cogliere le loro bellezze.

Ti sto amando per la capacità che hai di farmi aprire e parlare di me senza scimmiottare un personaggio, senza dovermi proteggere.

Ti sto amando

e volevo lo sapessi.

lunedì 10 febbraio 2014

DRAGON- LA STORIA DI BRUCE LEE

Ho visto questo film che ero poco più di una bambina e negli anni, pur non sapendo assolutamente il titolo, mi è rimasta dentro una fortissima sensazione di passione, al pensiero del film.
Passione ed energia esplosiva.

Tutti, bene o male sanno la storia di Bruce Lee, americano per nascita, cresciuto dal padre in Cina, Bruce viene consegnato nelle preziose mani del Kong fu e del Taek wondo che era solo un bambino, istruito e allenato per una vita, per affrontare quello che dal padre è chiamato: il Demone.
Un demone vero e proprio, che si tramanda da padre in figlio, di generazione in generazione nella famiglia Lee, che porta ad orribili incubi e alla morte del primogenito maschio.


Bruce cresce forte e atletico e va in America, dove all'inizio lavora come lavapiatti in un ristorante cinese e poi si iscrive all'Università, dove incontra Linda.
Bruce e Linda diventano sin da subito una coppia affiatata e innamorata e in poco tempo si sposano. 
La madre di Linda non prende bene la scelta della figlia; il contesto storico infatti è ancora fortemente razzista e la famiglia della ragazza è la classica famiglia borghese, cui un ragazzo cinese non vorrebbe mai legarsi in parentela!
Incuranti delle dicerie, Bruce e Linda vanno avanti e aprono la prima palestra di Kong Fu, dove in breve si iscrivono moltissime persone.

Bruce però è anticonvenzionale nel suo modo di insegnare, tanto che decide di diffondere la cultura del suo popolo e dell'arte del Kong Fu, a tutti coloro che desiderano conoscerla, mentre fino ad allora, la conoscenza era riservata ai soli cinesi.
Per questo viene sfidato da un campione del Kong Fu e se nello scontro fosse uscito perdente, avrebbe dovuto chiudere la palestra; in caso contrario avrebbe potuto continuare a insegnare liberamente.
Bruce esce vincitore, ma il suo avversario, scorrettamente, lo colpisce alle spalle mandandolo in ospedale, dove tutti i  medici diagnosticano un completo riposo e l'impossibilità a riprendere l'attività fisica.


Dalla regia di Rob Cohen del 1993 ecco la biografia romanzata del grande Bruce Lee.
Un uomo originale che a distanza di decenni sa ancora ispirare le nuove generazioni, grazie alla sua elasticità mentale, alla sua capacità di stravolgere la rigidità e di renderla... fluida, come l'acqua, elemento cui si ispira.

'Non essere un'unica forma, adattala e costruiscila su te stesso e lasciala crescere: sii come l'acqua. Libera la tua mente, sii informe, senza limiti come l'acqua. Se metti l'acqua in una tazza, lei diventa una tazza. Se la metti in una bottiglia, lei diventa una bottiglia. Se la metti in una teiera, lei diventa la teiera. L'acqua può fluire, o può distruggere. Sii acqua, amico mio.'(cit. tratta dalle riprese della serie tv Longstreet).

Tutto ciò che mi sento di aggiungere è difficile da spiegare in poche righe e abbraccia molti temi.

Bruce Lee riecheggia ancor oggi con una forte presenza e un forte rispetto.

Ci ha insegnato a fletterci, ad essere fluidi nella vita seguendone il corso senza attrito ed è un concetto cosi semplice e terrorizzante, che non ci si capacita di come seguirlo.

E' un lavoro lungo e faticoso l'avere fiducia in un corso di vita che prevede l'arrivo in un mare poi; faticoso ed estenuante a volte, ma sono certa sia la chiave di s- volta per una vita migliore.