giovedì 13 ottobre 2011

SUCKER PUNCH

Incredibile! A questo bel gruppo di signorine non avrei dato assolutamente, nemmeno un euro! Mi aspettavo un film d'azione banale e vuoto, con molti effetti speciali e zero morale e invece mi ha piacevolmente sorpreso!
Siamo negli anni '50 e in una bella casa, la mamma di due bimbe muore "accidentalmente"; accanto al letto di morte, il patrigno che con un ghigno volge lo sguardo alla più grande, Babydoll. La ragazza capisce che la morte della madre non è stata casuale e intuendo le mire del patrigno sull'eredità fa di tutto per ostacolarlo. Nella rissa che scatta, Babydoll uccide per errore la sorellina e il patrigno, cogliendo l'occasione al volo, rinchiude la ragazza in un manicomio, dove pagando, manipola la sua cartella clinica e riesce a condannarla alla lobotomia.
Arriva il giorno della lobotomia e Babydoll è seduta davanti al medico, quando in un secondo, lo scenario cambia e la clinica è un bordello elegante, in cui le ragazze sono le attrazioni e Babydoll è la nuova arrivata. Babydoll decide che vuole scappare da quel posto, ma per farlo deve stare al gioco, almeno per un po. La signora che "istruisce" le ragazze convince Babydoll a danzare e mentre la ragazza si fonde con la musica, avviene quello che chiamo il 1°RISUCCHIO(dal titolo che a mia modesta traduzione può voler significare:'forza risucchiante' riferita all'effetto della danza di Babydoll). Babydoll è ora in un tempio, dove un monaco le dona quelle che saranno le sue armi per combattere e conquistare la libertà dal bordello/manicomio: una spada e una pistola. Le dice inoltre che le serviranno 5 elementi: una mappa, il fuoco, un coltello, una chiave e un quinto elemento ignoto. Da qui Babydoll torna al bordello e convince altre 4 ragazze a seguirla: Amber, Blondie, Rocket e Sweetie. Il gruppo è nei risucchi una forza militare addestrata per compiere missioni, in ciascuna delle quali, ciascuna ragazza ha il compito di conquistare uno dei famosi elementi citati dal monaco. Le 5 guerriere però riescono a recuperare solamente fino al terzo elemento, poi i loro piani vengono sconvolti dall'intervento dell'inserviente/pappone Blue Jones.
Uscito quest'anno sotto la regia di Zack Snyder e la sceneggiatura di Steve Shibuya ha come protagoniste: Emily Browning (Babydoll), Abbie Cornish (Sweetie), Jena Malone (Rocket), Vanessa Hudgens (Blondie) e Jamie Chung (Amber).
Il film è sfaccettato su tre piani di realtà: il primo, quello di partenza nel manicomio; il secondo, nel bordello e il terzo, nei vari scenari guerriglieschi. L'intero film viaggia tra realtà, inconscio e suboconscio; quelli di una ragazza che, per sfuggire a un grande dolore e a un enorme senso di colpa, si rinchiude in un mondo tutto suo, proteggendosi cosi dall'affrontare il tutto. Anche i ruoli giostrano e non sono affatto scontati; ruotano senza sosta e su ciascun piano di realtà acquistano diversi significati. Il monaco, per esempio è il saggio e la guida che in ogni guerra è il comandante delle ragazze; l'inserviente è l'antagonista, "la sveglia" che rompe il sogno e la dottoressa è matrona, insegnante, quella che viene manipolata in tutti e 3 i livelli...forse rappresenta proprio lo spettatore, preso in giro e schernito dal regista.
Ad abbellire la pellicola sono senza dubbio le musiche, tra le quali cito i Jefferson Airplaine, i Nirvana e Bjork e l'uso degli effetti speciali usati senza ritegno in ogni singola scena, che proiettano il film anche in una dimensione da videogioco, dove le superfici sono morbide e non feriscono i protagonisti alle loro cadute.
Un film che ha, insomma, un po di tutto dal drammatico, al fantasy; dove vengono trattati concetti come il 'metatheatre', ovvero il teatro nel teatro e 'l'homo faber', con profondità e originalità. Dove le credenze sul Fato vengono sfidate e messe a dura prova da un, a mio parere, consiglio non richiesto del regista, o chiave di lettura moderna della vita: l'uomo non deve arrendersi anche se i tempi sono duri, deve lottare e fare suo, il potere di cambiare il corso della propria esistenza. So che a parole questo concetto è tutt'altro fuorché moderno(esiste da secoli!), ma il senso profondo arriva, per chi come me vive questi periodi con estrema fatica e un senso di sfiducia profonda.
CURIOSITA'.
Fate attenzione perché ci sono molti simboli e in parecchie scene c'è da tenere a memoria alcuni oggetti e notare frasi che snocciolano un intero modo di lettura della pellicola. Qualche esempio:
- 'Andiamo nel teatro', frase detta dall'inserviente che introduce Babydoll nella sala comune delle folli, che anticipa quindi il secondo livello di realtà;
-Sweetie sfotte lo spettacolo che sta mettendo in scena con le altre (che è poi il primo livello di realtà) e vuole mostrare al pubblico(nel film o a noi?) qualcosa di più commerciale (spari, esplosioni...azione! che è poi il terzo livello!)
-il monaco da a Babydoll una pistola, arma con la quale ha ucciso la sorellina, come a volerla usare per riparare al danno commesso e sulla pistola sono appesi 4 pupazzi, tra i quali ricordo un coniglio rosa, che sarà poi lo stemma di Amber nel 1° risucchio!

In sostanza ho metabolizzato il film come un 'non ti arrendere, fatti forza e credi in te; tutto si risolverà', perciò consiglio vivamente la sua visione, magari può trasmettervi la medesima speranza che ha trasmesso a me.

mercoledì 12 ottobre 2011

Un amore a 5 stelle


Abbiate pazienza: sono un'inguaribile romantica!!! Chi non sogna l'amore stile 'principe coraggioso e vigoroso che ti salva dalla tua squallida vita prendendoti al volo sul suo cavallo?'
--.-- Siate sinceri...tutti! O comunque chi più chi meno, ma a nessuno fa schifo l'idea, no?!
Uscito nel 2002, con Jennifer Lopez e Ralph Fiennes, diretto da Wayne Wang ambientato dove: a Manhattan! Caotica città puzzolente di smog, traffico, gente sempre di corsa, clacson come sottofondo fisso h 24. In questo scenario da panico, una bella donna verace, che lavora come cameriera in un albergo di lusso: Marisa. Lei è fantastica, perché vive umilmente, ma allo stesso tempo con dignità e voglia di emergere dalla sua condizione sociale. Mantiene suo figlio Ty e nonostante tutto, a fine giornata è piena di se e della sua vita. A lavoro è stimata e rispettata; molti le vogliono bene e l'aiutano quando possono. Tra le sue amicizie, Stephanie è quella più stretta e cara, quella che anche con poca grazia, spingerà la nostra eroina sulla strada giusta. Un giorno in cui le due amiche lavorano alla stanza di Caroline Lane, una riccona svampita, Stephanie convince Marisa ad indossare uno degli abiti della padrona della stanza. In quel preciso momento entra Christopher Marshall, prossimo candidato al senato, affascinante single conteso da molte, che alla vista di Marisa, se ne innamora. Per evitare guai sul lavoro Stephanie chiama l'amica col nome di Caroline, spacciandola cosi per la Lane e dopo lusinghe e giri di parole Marisa e Christopher escono per una passeggiata col cane e Ty.
Che fine faranno i due amorosi? Secondo voi ci saranno complicazioni? Rispondo io a quest'ultima domanda: a iosa! Impicci, inciuci, equivoci, bugie e verità si mescoleranno e si scioglieranno poi, come neve al sole.
Commedia romantica dai tratti profondi. Importante, a mio avviso, la scena di lite tra Marisa e la madre, dove si snocciola l'anima stessa della pellicola, apparentemente scadente; la fiamma che arde in Marisa, la sua volontà di avere una vita migliore e gli sforzi per ottenerla sono costantemente battuti dalla pragmaticità della madre, che le ricorda i suoi doveri. Importante e quindi motivo di svolta, la reazione di Marisa, che ribadisce quanto ogni giorno adempie ai suoi doveri, ma che allo stesso tempo, non disdegna l'opportunità, seppur ipotetica, di un'evoluzione e di un cambiamento.
Da vedere!!!!

Il riccio


Per chi l'ha già capito, 'Il Riccio' è tratto dal libro di Muriel Burbery 'L'eleganza del riccio' del 2006. Il film è uscito nel 2009 è diretto da Mona Achache e ha come protagonisti Josiane Balasko nei panni di Renée Michel e Garance Le Guillermic, in quelli di Paloma.
E' ambientato a Parigi, in una palazzina di sontuosi appartamenti, dove vive Paloma, ragazzina di 12 anni. Paloma esordisce nel film spiegando di volersi suicidare perché non vuole diventare, crescendo, come i suoi odiati genitori, che paragona a pesci in una boccia d'acqua, a persone che vivono la vita di riflesso, chiusi in una realtà che non è vera. Attraverso gli occhi/occhiali e la videocamera regalatale dal padre, Paloma ci mostra i curiosi avvenimenti della sua vita e i personaggi che popolano la palazzina dove vive. La madre che parla con le piante, annaffiandole ogni giorno per 3 ore imbottendosi di pillole antidepressive e psicofarmaci; la sorella che anela alla perfezione e il padre completamente dedito al lavoro.Tra le varie curiosità, Paloma resta affascinata dalla portinaia Renée, donna di 54 anni, che vive sola, col gatto, nel modesto appartamento accanto all'entrata della palazzina; una donna che si nasconde nell'umiltà del suo mestiere per non affrontare la profondità della sua essenza, cosi radicata ai romanzi da lei tanto amati, come quelli di Tolstoj. Questa donna cosi trasandata, sovrappeso, burbera e scostante conquista in breve l'indole curiosa, solitaria, cinica e sconvolgentemente intellettuale (per l'età), di Paloma che poco a poco le si avvicina e riesce a instaurare con la donna, un legame più intimo di quanto ci viene mostrato con le semplici immagini. Non pensate male! Non intimo in quel senso! Le due, seppur distanti generazioni l'una dall'altra condividono un mondo e un modo di vivere e di concepire la vita, che le accomuna enormemente. Le loro somiglianze vengono poi messe in risalto dall'arrivo del signor Ozu, ricco giapponese, che sin dal primo istante in cui fa la conoscenza di Renée percepisce nella donna uno spessore morale non comune, che la fa velocemente slittare ai suoi occhi, dal mestiere di portinaia. Lui ne resta come incantato e con l'eleganza e lo charme tipico degli orientali, comincia a corteggiare Renée riuscendo ad ottenere un invito a cena e un pomeriggio insieme. E' qui che la donna comincia a sciogliere il suo cuore gelido e ad aprirsi, con gioia e dolore, alla vita e all'amore; è qui che guardandosi allo specchio, con un nuovo taglio di capelli e un vestito nuovo scatta lo sguardo di chi dice: 'Ecco, posso anche io essere come la protagonista di quei romanzi; anche io posso essere amata'. Paloma intanto comincia a scansare l'dea del suicidio, perché trova finalmente dei motivi per cui vivere, delle relazioni per cui vivere. Si può tranquillamente dire che la bambina e la signora si rappresentano a vicenda; come se fossero l'una l'immagine in uno specchio del tempo, dell'altra, dove Paloma si vede tra molti anni e Renée si rivede.
Un film che vale la sua visione, che merita ascolto e attenzione, perché avanti e attuale al medesimo tempo. Seppure ho odiato Paloma con tutta me stessa, per il suo modo di fare arrogante e presuntuoso, il suo personaggio è poi sbocciato e ha lasciato intravedere la bambina che in sostanza è. Intrigante l'interpretazione della Balasko e assolutamente toccante quella di Togo Igawa, che interpreta il signor Ozu.