domenica 25 agosto 2013

Sabbia

E avevo i pantaloni bianchi risvoltati, come quelli delle pubblicità;
come quelli che stanno bene,
perché io lì stavo bene, irrequieta, ma bene.

Le infradito impanate in qualche angolo di scoglio, vicino alle tue..
ma non troppo, per non disturbare.


Le tue impronte da gigante, pesanti sulla sabbia fresca
inseguivano traiettorie a me sconosciute ma ben definite e io,
io inseguivo te.
Le mie erano tracce fugaci, 
come di un folletto,
confuse, veloci e senza senso.

Sapevo che avrei dovuto memorizzare tutto di quel momento e ancora lo porto dentro.

Il ronfare del mare caldo,
la brezza che mi scompigliava la chioma.


La quiete di noi due..


Avevo paura di infastidirti, ma tu eri un punto d'attrazione troppo forte.
Ti giravo intorno quasi nauseando me stessa, saltando da roccia a roccia per racchiuderti in un abbraccio più grande di me;
spaventata,
col cuore a mille,
incuriosita,
fragile e contenta come una bambina.

Raro e strano quanto due estranei possano parlarsi non dicendosi assolutamente nulla.
Forse è proprio in quei casi che si parla di riconoscimento, di incontro animico.

Mi piaceva stare con te, ma mi piacevano ancor di più quei nostri silenzi;
lì si stava bene.

venerdì 23 agosto 2013

Se Non Mi Guardi Non Esisto




Ma ciò che sento è cosi dolce e bello che mi fa sospirare.
Avrei voluto godere di più della sua presenza, del suo sguardo magnetico. 
Della sua voce calda e diaframmatica che rara si esprimeva.
Si lasciava osservare, scrutare, ma molto raramente penetrare nel profondo.
E' li che s'imbarazzava..
Li ci incontravamo e li stavamo insieme in un posto solo nostro.
Quel profondo, blu come il mare che lambisce la sua terra è intrigo e dolore, segreto, pena, angoscia, rancore.

Vorrei rendergli la vita più leggera, fargli credere in un amore sincero, sano, che vuole e mira solo alla felicità.
Vorrei mi prendesse tra le sue forti braccia e mi sollevasse dalla melma putrida dove sento di stare a camminare.

Portami dove c’è il sole.

Portami dove il tuo profumo è ciò che respirerò entrando in casa e quello che mi farà dimenticare ogni tristezza.
Racchiudimi al sicuro nei tuoi occhi profondi, dove nessuno potrà mai farmi del male.

Tienimi stretta come in quei giorni, stringimi, anche fino a farmi male, che la vita mi fa di peggio e tu sei sale sulle mie ferite.
Prenditi cura di me come io farò di te.


Ho soltanto un enorme amore sincero da donare.

E la nostra era una danza, tu il mio centro, io il tuo satellite.
Dove ti muovevi io ti seguivo e quella caletta si divertiva come pista da ballo.
Tu mi spiegavi dei venti, io scrivevo i nostri soprannomi sulla sabbia col piede e ti paragonavo all'ematite raccontandoti il significato.
Fuori duro e grigio, dentro caldo e rosso..

'Io so sempre dove sei'
e sentivo di esser tua, chissà per quale motivo..
Per quanto fossi sempre io il tuo satellite e tu il mio centro, mi son resa conto con quella frase, che sono stata anch'io il tuo centro.. ma di nascosto, non lo davi a vedere. 

Io sgusciavo tra la folla e la musica, tu avevi agganciato i tuoi occhi a me e da lontano mi tutelavi..
chissà..
idee sciocche di una sciocca che crede ancora e brama quel tipo d'amore.

L'amore è ossessione, desiderio, qualcuno senza cui non vivi, che ti toglie la fame e la sete e ti insegna a respirare, facendoti vivere, forse per davvero.

E ho portato con me il tuo ricordo proteggendolo e nutrendolo ogni giorno, nell'attesa di un tuo ritorno.

FUNNY GAMES (1997)



Una bella famigliola è in viaggio con una barca a vela attaccata al rimorchio.
I 3 ascoltano musica classica, quando la colonna sonora viene interrotta dai 'Naked City', gruppo americano caratterizzato da un rock violento.
I dialoghi lenti e vaghi spingono a mantenere alta la concentrazione e quasi ci si chiede se il film è quello giusto.
Quando i protagonisti arrivano nella località di vacanze, si fermano di fronte alla casa di loro amici, che però si dimostrano freddi e strani.
Ignorando la cosa, i 3 continuano il viaggio fino a raggiungere la loro casa.
Accolti da un cancello bianco, padre e figlio vanno subito al lago a mettere in acqua la barca, mentre la madre è in cucina intenta a preparare la cena.
Mentre Anna è affaccendata in cucina, qualcuno bussa alla porta.
Ed ecco che dalla zanzariera bianca latte spunta un ragazzo dal volto paffuto vestito da golf e completamente di bianco.
Gentile e introverso, il giovane chiede ad Anna delle uova e questa altrettanto cortese va a prendergliele.
Da questa semplice richiesta si entra in un circolo vizioso lento ed estenuante, dove il ragazzo Peter, prima fa cadere le uova poi torna accompagnato dall'amico Paul chiedendone ancora, perché il cane da guardia lo aveva spaventano e gliele aveva fatte ricadere.
Attirato dal continuo abbaiare del cane, Georg entra in casa e vede la moglie decisamente infastidita con i 2 giovani; di li a poco, anche il figlio Schorschi raggiunge i genitori e col quadretto al completo, si darà l'avvio a una serie di 'giochini divertenti'.


Del 1997, diretto da M.Haneke, Funny Games si ispira al caso di Leopold e Loeb del 1924 (i due ragazzi- modello uccidono un ragazzino di 14 anni per creare l'omicidio perfetto).
Molto in stile Arancia Meccanica, Funny Games è un giallo più che un horror; un giallo psicologico.
Più che inorridire, infatti, il film stanca a forza di capire cosa c'è dietro tutta quell'apparente lentezza.
I dialoghi sono formali, freddi, distaccati, sembrano appartenere ad un'altra trama e si viaggia per quasi 2 ore sul filo del rasoio della tensione.
Zero colpi di scena e forte prevedibilità non ne fanno un capolavoro attuale, ma contestualizzandolo certo si nota un qualche spessore.
Il regista ne ha fatto un remake 10 anni dopo, cambiando il cast e già con Michael Pitt la storia ha un sapore diverso.

sabato 10 agosto 2013

La Principessa MONONOKE


Creatura dello Studio Ghibli, celebre laboratorio di creazione cinematografica di Hayao Miyazaki, La Principessa Mononoke è uscito nel 1997, a poca distanza dall'altrettanto celebre Titanic.
Il confronto viene da se considerando che l'opera di Miyazaki è stata quella che ha incassato di più prima del lavoro di Cameron e ad oggi è al 488° posto nei 500 migliori film della storia.


La trama è questa:
un giovane principe di un villaggio sperduto viene attaccato e in seguito sconfigge un enorme cinghiale impazzito. Questo però non è un semplice cinghiale, bensì un demone che nello scontro infetta il ragazzo, Ashitaka.
Per salvarsi la vita, Ashitaka viene mandato dalla saggia del villaggio verso Ovest dove incontra la ragazza- lupo, Mononoke, giovane cresciuta dai lupi come fosse un cucciolo e Eboshi, proprietaria di quella che si chiama 'la città di ferro'.
Questi i 3 fuochi principali, accompagnati dallo Spirito della Foresta, che decide la vita e la morte degli esseri viventi e assediati da coloro che cercano di proteggere a tutti i costi la loro casa, le scimmie, i lupi e ovviamente i cinghiali.
Ashitaka decide di farsi messia del                                                      concetto di pace e rispetto per la                                                        natura, riuscirà a guarire e a                                                                riappacificare i clan?
Ho sentito parlare di questo film anni fa e sin dal primo momento mi sono messa sulle sue tracce per averlo, ma mi dicevano che era fuori produzione.
Un amico ce l'aveva e ho realizzato il sogno di vederlo.
Mi aspettavo qualcosa di più tipicamente "Miyazakiese" graficamente parlando intendo, ma contestualizzandolo alzo le mani.
I concetti riportati sono per lo più sul 'salvaguardare la natura dall'irrompere dell'uomo' e dalla sua insaziabile sete di potere.
La delicatezza e al contempo la forza espressiva lo rendono meritevole di esser visto, ma non mi sono particolarmente emozionata.
Confesso di essere stata attratta dal titolo e dal fatto che la protagonista fosse una ragazza- lupo, per la mia passione per i lupi, ma a stringere, il protagonista è Ashitaka, non Mononoke.
Lei è solo l'ingrediente esotico e intrigante che spezza il sapore monotono e banale di Eboshi e Ashitaka, quest'ultimo del tutto insulso.
Sorprendente il valore alla figura femminile delle donne della città del ferro, assolutamente notevole per un film orientale, dove si sa, vivono ancora forti pregiudizi sulle gonnelle.




Croci Spezzate


Ricordiamoci che Gesù parlava di amore, elogiava l'amore, lo incoraggiava in tutte le sue forme. Gesù è amore.
E oggi milioni di persone pensano di abnegare la loro essenza, le loro azioni, le loro stesse scelte, sciacquandosi la coscienza nella ciotola di preghiere o sulle pareti delle chiese, mentre dimenticano che la capacità e la possibilità di scelta è nel momento esatto in cui la scelta si presenta.
Si nascondono dietro a una croce ripetendo a pappardella parole senza respiro, senza vita.
Gli ipocriti che camminano tra noi lasciano impronte sudice del sangue di chi a differenza loro, cerca di respirare, cerca di vivere!
E vivere è dare sfogo al proprio spirito.
Toglietemi le mani di dosso e slacciate le dita dalla mia gola.. è inutile, non vi seguirò.
Comprensione, perdono, compassione..amore! Non ne sapete nulla e anzi lo pretendete strizzandoci l'anima, estraendocelo dalle gocce che perdiamo!
O tentate di cacciarlo via da noi, pestandoci a sangue..ma inutilmente.
I vostri occhi vitrei e omertosi si vergognano di chi siete e vi nascondete ancora dietro a quella croce, ripetendo a pappardella parole senza respiro, senza vita, invidiosi della capacità che abbiamo ancora di far battere il nostro cuore e quel battito voi, non lo fermerete mai.
MAI.


Davanti a quella croce siete imperfetti come tutti noi e perfetti proprio per questo.
Davanti a quella croce le vostre scelte sono come lo nostre; noi altri non giudichiamo le vostre, perché voi scagliate le pietre a noi, per le nostre?


giovedì 8 agosto 2013

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN


Wyoming, anni 60'.
Due ragazzi arrivano all'ufficio del sig. Aguirre per chiedergli un lavoro stagionale.
Ennis, non ha altro con se che un sacchetto di carta, Jack scende da una macchina nera scoppiettante prendendola a calci.
Tra i due ci sono vari scambi di sguardi, di nascosto, ma insistenti e all'arrivo del titolare, i due vengono assunti per fare i guardiani a un gregge di pecore, nella zona di Brokeback Mountain.
I giovani hanno personalità del tutto opposte, nonostante questo riescono a convivere bene; Jack è esuberante e solare, mentre Ennis è taciturno e introverso.
Qualcosa però bolle negli animi dei due, qualcosa che scoppia letteralmente con lo stringere del freddo e con l'andare del tempo a Brokeback Mountain, dove l'isolamento dal mondo intero li porta a covare pulsioni e sentimenti prima nuovi.
Jack e Ennis stappano i loro desideri, consumando una passione sconcertante nella tenda dell'accampamento, promettendosi, il giorno dopo, che la dove tutto ha avuto inizio, finisce.
Nonostante la decisione presa e la confusione dei ragazzi fino ad allora eterosessuali (?), Jack e Ennis continuano a bruciare l'un per l'altro, notte dopo notte, con una dolcezza estrema, trapelando infiniti non detti.

Una mattina, il signor Aguirre li vede giocare e poi scambiarsi un bacio; poco dopo vengono informati che non lavoreranno il mese di Agosto e i due sono costretti a terminare l'esperienza lavorativa e sentimentale.
Lo strappo è forte e porta non pochi dubbi, sia sulla loro natura, sia sui sentimenti che sono ormai nati, ma sia Jack sia Ennis decidono di separarsi e di andare per le loro strade.
4 anni dopo, Ennis è sposato con 2 figlie e conduce una vita alla stregua degli stenti, mentre Jack che tenta la fortuna al rodeo incontra e sposa Laureen, la figlia di un ricco commerciante e ha un maschio, ereditando l'attività di famiglia.

Una mattina Ennis riceve la cartolina di Jack che lo invita ad incontrarsi e dal momento in cui si abbracciano, la passione riprende il sopravvento.
Proprio mentre il fuoco divampa e i due appartandosi si baciano appassionatamente, Alma, la moglie di Ennis, li vede.
La donna chiude il segreto in se, attonita, ma da questo momento comincia a fratturarsi il rapporto col marito.
Jack e Ennis riprendono a vedersi, anche se sporadicamente e nel giro di qualche anno, Alma chiede il divorzio al marito.
Ennis si trova ora solo, senza più scuse da accampare a Jack che nel frattempo gli chiede di mollare tutto e fuggire con lui, ma Ennis resta fermo sulla sua decisione di continuare a lavorare, mandando ogni mese l'assegno di mantenimento alla famiglia, a vedere le figlie e Jack, di nascosto.
Jack è contrario e per riempire il vuoto e il senso di tradimento lasciato da Ennis, si reca in Messico dove si concede ai prostituti.
Il rapporto si crepa e la distanza, prima solo motivo di eccitanti fughe romantiche è ora forse, un oceano troppo grande tra loro.

Uscito nel 2005, il film ha ovviamente avuto parecchi ostacoli prima di vedere la luce con Ang Lee.
Molti i registi che non volevano realizzarlo, altrettanti gli attori ai quali era stata proposta "l'esperienza" che hanno rifiutato drasticamente (tra cui Joaquin Phoenix).
Il regista, notato precedentemente per la sua capacità di fondere aspetti conflittuali della società e dei sentimenti provina numerosi attori e alla fine sceglie Heathe Ledger e Jake Gyllenhaal, ritenuti "ben assortiti sullo schermo"(cit.).

Il film è tratto dal racconto di fantasia di Annie Proulx intitolato 'Gente del Wyoming' e ha vinto numerosi premi come:
- Il Leone d'oro alla Mostra di Venezia;
- Golden Globe;
- BAFTA;
- Broadcast Film Critics Association Award;
- PGA Award;
- Indipendent Spirit Awards al Miglior Film e MIglior Regia;
- 3 Oscar (su 8) alla premiazione del 2006 

ed è il migliore film del 2005 e uno dei migliori nel decennio 2000- 2010.
Il film vanta inoltre la partecipazione di Michelle Williams nei panni di Alma, la moglie di Ennis e Anne Hathaway in Laureen, quella di Jack.

Sorvolerò sulla retorica dell'uguaglianza tra i sessi, sull'abbattimento dell'omofobia e sul bigottismo di certe teste, che troviamo tristemente, anche oggi.
Sottolineerò invece l'espressività di questa pellicola, che mi ha fatto sorridere teneramente e piangere con trasporto.
Un film che per quanto sia forte, ti trascina con lo stesso stupore e la controvoglia (quasi) di Ennis e che ti invoglia a "stare in sella" con la stessa energia e volontà di Jack.

Ho apprezzato la profondità degli sguardi, porte che svelano spesso molto più di quanto le parole riescono a dire e la bravura degli attori, che hanno palesemente lavorato a fondo per emozionare anche con dei piccoli dettagli.
Non si è ben capito se anche il padre di Ennis era un omosessuale represso; Ennis lo suppone raccontando dello shock avuto da bambino, quando il padre portò lui e il fratello a vedere il corpo straziato di un tale che, si diceva, viveva con un altro.

"Due uomini che vivono insieme, non si può fare, non qui"(Ennis cit.)

Trasposta questa, in una storia classica, diciamo, ritrovo le 2 personalità must del 'sentimentale ed estroverso' e quella del 'timido e represso', che mischiate rendono intrigante qualsiasi trama.
Quali differenze ci sono quindi? Il sentimento ha sesso?
Il sesso ha sentimento?

Iper consigliato.