domenica 19 maggio 2013

Troppo fuori o troppo dentro?

Anni fa vivevo un sogno.
Cresciuta com'ero con la certezza ferrea che avrei incontrato facilmente, qualcuno che mi avrebbe amato totalmente e follemente incontrai un giorno il mio primo amore.
Come poterlo scordare?
Un sogno.
Il sogno però finì miseramente e mi lasciò con un vuoto cosmico interiore che forse ancor oggi stento a riempire.
Ed eccomi qui, innamorata ovviamente di un amore impossibile, circondata da nuvole di persone che hanno odori diversi ma stessi sguardi vaghi, con un lavoro turbolento come il mio animo, col cuore che scrolla le ali, pronto a librarsi verso mete sconosciute.
Vengo amata pazzamente da persone verso le quali nutro un affetto sincero, ma non di più; vengo odiata da gente che a malapena sa il mio nome e credetemi ben pochi fatti per motivare l'astio. Vengo allontanata perché 'non è il momento'...ed è cosi che ruzzolo per tentativi, con una strana sensazione nello stomaco, con un ricordo lontano che mi attrae verso un pensiero credo pericoloso: il vero amore.
Maledette le favole e le fiabe! Maledetti i racconti da bambina e gli innamorati per strada! Maledetta questa felicità cosi lontana da me che beffarda mi sorride!
Dicono che arriverà, ma non ci credo più.
Dicono che non devo temere, che è normale e che sono giovane.
Ma è cosi difficile capirmi? E' cosi difficile poi starmi accanto con la volontà e l'amore?
Forse si, perché se il mondo va avanti e io resto qua, perché se chi mi circonda si unisce a gente che alla fine comprende e accoglie con occhi lucidi d'amore, mentre io li saluto per l'ennesima volta svanendo nel loro passato...forse, forse c'è qualcosa che in me non va.
Sono sbagliata per questo mondo? Sono davvero cosi fuori? O forse sono troppo dentro?
Dove diavolo voglio andare? Quali viaggi voglio intraprendere e quali compagni voglio scegliere?
Cosa voglio portarmi dietro di questa blanda e faticosissima vita?
Un viaggio...forse mi serve un viaggio.

giovedì 2 maggio 2013

BREAKING DAWN PART 2- THE TWILIGHT SAGA


Si è risvegliata.
Finalmente Bella potrà vivere per sempre col suo amato Edward e la figlioletta Renesmee.
Al risveglio in quella che è ormai la sua seconda vita, Bella scopre subito i vantaggi dell'essere un vampiro.
La sua vista si è accentuata, riuscendo a cogliere ogni più piccolo dettaglio dell'ambiente che la circonda, come i granelli di polvere o una goccia d'acqua che cola da un vaso.
La velocità che ha acquisito la fa volare subito tra le braccia di suo marito, che ansioso l'aspettava "dall'altra parte" e insieme affrontano il momento per me più bello di tutto il film: la prima caccia.

Bella è scalza e indossa un semplicissimo vestito blu, la sua pelle è candida e marmorea, e i suoi occhi ... di fuoco!
Corre felice, sorpresa e divertita tra i boschi di Forks, aumentando la velocità sempre di più, sempre di più, sfidando il marito in una corsa divertente e liberatoria, finché Edward non la blocca e le fa ascoltare il mondo, con il suo nuovo udito.
Tra i rumori della foresta, Bella cattura un cervo e li scatta, pronta a nutrirsi. Poco prima del balzo fatale per la bestia, Bella annusa in una folata d'aria, un profumo irresistibile, qualcosa che le brucia nel naso e fin giù nella gola, che le impedisce di respirare e la fa impazzire e che le infiamma ancor più gli occhi da neonata: l'odore del sangue.
Un arrampicatore infatti, sta scalando una montagna nelle vicinanze. 

Bella scatta senza badare a Edward che le urla di fermarsi, corre, corre con una potenza mai avuta, spinta dall'irrefrenabile sete di sangue. Con un balzo è ora arpionata alla roccia e si arrampica veloce fin quasi a raggiungere la sua vittima, finché Edward la blocca e la fa ragionare.
Bella scappa e finisce per nutrirsi di un puma.

Di ritorno dalla sua inebriante prima caccia, Bella è ora pronta per conoscere sua figlia, Renesmee, metà mortale e metà immortale.
La piccola è dotata come il padre e la zia Alice, di uno strano dono: tramite un semplice tocco infatti, la bimba comunica i suoi ricordi, i suoi pensieri. Bella si rivede cosi all'ultimo respiro da umana, stanca e col viso affossato.
Tra le novità ecco sbucarne una sconvolgente per la neonata Bella: Jacob ha avuto l'imprinting con Renesmee. Furiosa per la notizia, Bella fa a pugni con Jacob rivendicando il suo diritto di madre, ma il ragazzo si difende mostrando semplicemente il suo cuore, la volontà di rendere Renesmee un giorno felice.
Tutto sembra riappacificarsi, rasserenarsi; Bella è nutrita e coccola la figlia, Edward le è a fianco amorevole come sempre e la famiglia Cullen rientra dalla caccia notturna.

Alice, che non dimentica mai gli avvenimenti importanti, ricorda a Bella il suo compleanno e le dona una piccola chiave d'ottone. Conduce poi l'amica e il fratellastro Edward nel folto del bosco, dove una piccola casetta è illuminata da alcuni lampioncini: casa loro.

I due amanti entrano e mostrano a noi spettatori una casa piccola, semplice, ma curata in ogni singolo dettaglio con gusto e raffinatezza.... fino ad arrivare alla camera da letto, dove Bella ed Edward hanno cosi finalmente modo di rifarsi, dalle ultime fatiche (se cosi si può dire parlando di 'vampiri mai stanchi').
La scena d'amore di Bella- vampira è senza dubbio più fluida di quella della prima notte di nozze. Lei è più sciolta, più rilassata e al contempo più feroce, più vogliosa del marito che le strappa i vestiti di dosso senza più badare al rischio di ucciderla: quei tempi sono ormai lontani.
Tutto bello fino a adesso, ma non c'è rosa senza spine.
All'oscuro dalla trasformazione della figlia, Charlie chiama continuamente i Cullen per avere notizie sul suo stato di salute, senza però avere mai nulla di concreto. 
Jacob nel frattempo decide di mostrare a Charlie che è un lupo e che le cose nel mondo quindi sono diverse da quanto crede. Messo in ginocchio di fronte quella verità cosi difficile da digerire, Charlie viene invitato a casa Cullen per rivedere la figlia e ... la nipote, che date le sue origini "innaturali" cresce a un ritmo innaturale appunto.
L'incontro va bene, Bella trattiene la sua sete di sangue e tutto fila liscio, ma proprio mentre la vita sembra aver nuovamente ingranato nel verso giusto, Irina, una delle cugine di Denali vede la piccola Renesmee passeggiare con la madre e Jacob nel bosco e pensando fosse una bambina trasformata e quindi un crimine nei confronti della legge, si reca in Italia dai Volturi, dove questi si preparano per attaccare e distruggere la piccola Cullen.
Alice ha la visione di questa faccenda e subito allerta la famiglia per trovare una soluzione. Carlisle decide di radunare più testimoni, suoi amici possibili che lo aiutino a sostenere la verità: Renesmee non è una bambina immortale, bensì figlia naturale di Bella ed Edward.

La ricerca allontana misteriosamente Alice e Jasper e raduna in casa Cullen 17 vampiri provenienti da tutto il globo, persino dall'Amazzonia.
I personaggi adesso sono moltissimi e tutti variopinti.
In particolare ci sono Tanya e Kate del clan di Denali, il clan irlandese, il clan egizio, un paio di coppie di nomadi, Alistair un nomade asociale, Vladimir e Stefan dalla Transilvania che approfittano della sfida ai Volturi per vendicarsi di un'antica offesa da loro arrecatagli e Garrett, un patriota che Carlisle ha incontrato in guerra. 
Mentre aumentava il numero dei vampiri a Forks, aumentava anche il numero di giovani Quileute che si trasformavano.
La squadra si stava formando, ma Bella non riusciva a capacitarsi della fuga di Alice. Una sera, Bella trova un indizio lasciato dall'amica, che la conduce a Seattle, da un certo J. Jenks.
Arrivata all'appuntamento, Bella scopre che Alice aveva pianificato un secondo piano di fuga, che prevedeva però solo Renesmee e Jacob. 
Resasi conto dell'esito dello scontro con i Volturi, Bella si prepara sconfortata all'attacco.
Come finirà il finale epico che vivrà...per sempre?
Chi vincerà?
Renesmee sarà alla fine salva?
Ci sarà l'happy ending o una strage agghiacciante?

Inutile dire che alla vista dell'ultima parte della saga ero più che eccitata ero SOVRAECCITATA!
Finalmente vedevo Bella sgusciata dall'involucro da umana, finalmente corre anche lei nei boschi col suo amato e non è più la pecora nera della famiglia.
Un senso enorme di libertà mi ha pervasa, quando si è lanciata dalla rupe, fuggendo all'odore di sangue umano e un'incredibile dolcezza mi ha afferrata, quando ha rivisto la figlia dopo la trasformazione.
Ho pianto e riso in sala e ho urlato di puro stupore ad alcune scene non previste.
Ripeto ho letto i libri infinite volte, ma il vedere quelle scene sul grande schermo mi ha fatto sobbalzare il cuore!
Lo rivedo ancora, praticamente ogni giorno e vengo colta dalle stesse, trascinanti emozioni.

Non commento ulteriormente, poiché se ne sono dette di cotte e di crude sulla saga e io stessa sono stata protagonista di forti critiche, ma nel complesso credo che un film debba lasciarti qualcosa dentro e se riesce a farlo, indipendentemente dalla trama o da come è stato fatto, si può ritenere un successo.

Per me, questo film lo è stato.

Ironic


E' ironico.
Lo è davvero ...
Passi una vita convincendoti che quello che sei è quello che gli altri vedono e dicono di te.
Vagabondi ubriaca di 'tu sei', di 'io so che tu un giorno' e rutti sola consapevolezza altrui.
Ti trastulli in 'un giorno dopo l'altro, un giorno dopo l'altro' finché perdi di vista persino il perché ti sei messo su quella strada e cosa diavolo ci stai facendo ancora.
Poi arriva un giorno uno stronzetto nella tua vita, ti dice un paio di cose e se ne va. 
E tu resti come un'idiota impalata, a faticare a metabolizzare quelle parole e la tua vista ruota fino a trascinarsi via Tutto.
Resti a fissare un cielo scuro puntellato di stelle fioche, lontane e ricominci ad interrogarti su te stessa, proprio nel momento in cui tutti quei 'tu sei' e quei 'io so che tu un giorno' ti stavano, tutto sommato, convincendo.
Ritorni a casa stordita e affaticata, come Forrest Gump dopo aver corso per anni; ritorni e ti siedi a un tavolo dove la tua famiglia ti guarda incuriosita, ma anche un po spaventata.
Loro ti chiedono cose in varie tonalità emotive, ma tu raccogli poco e niente. Allora ti alzi e vai in camera tua, dove un pc freddo e solitario ti aspetta e sa che con lui potrai darti da fare.
Il cursore lampeggia sulla pagina bianca, quasi a ritmo del tuo cuore, attende paziente che tu prenda il coraggio a 2 mani e ricominci a scrivere; stavolta partendo da te stessa.

A mio Padre

Ed è ad un quarto di secolo che tu torni nella mia vita,
trasportato ruzzolante,
come le conchiglie che tanto ami raccogliere.

Ho smesso di respirare quando il tuo nome ha lampeggiato
e mi fischiavano le orecchie sulle infinite possibilità di quell'avvenimento.



La tua voce ... quasi l'avevo dimenticata ...

Sentirti pronunciare quegli adorabili nomignoli che da piccola mi dicevi,
quando al vederti mi si illuminava lo sguardo e ti correvo incontro per abbracciarti
incurante dell'olio di macchina sulla tua inconfondibile tuta blu
e delle mie macchie verdi sulle calze candide da Principessa... dovevo stringermi a te.

Vedere poi i tuoi occhi, che sono i miei
colmi delle stesse emozioni che di riflesso si specchiano e quasi acciecano,
ma che subito si ricompongono dietro l'orgoglio che ci riveste di dignità.

Per quanto t'ho cercato tra i volti dei passanti?
Per quanto ho sobbalzato pensando di averti intravisto qui o laggiù?



Ho la tua emotività e la tua follia,
la tua fame di sonno e di sogni,
il gioco,
la voglia di rendere eccezionale questa vita, nonostante le infinite difficoltà;
di non abbandonarsi mai alla mediocrità: MAI!

Ho le tue stesse ferite e la tua rabbia,
il senso di giustizia ci pervade e sono fiamma, figlia del tuo stesso fuoco!
Il tuo sangue ribolle nelle mie vene se vengo ferita, in una connessione che solo un padre con una figlia possono avere.



Tua figlia...
Mi fa strano pronunciare questa parola e mi scopro amarla, amarla sempre più.
Io t'appartengo, sono tua
e forse mai in vita mia qualcun'altro potrà vantare dei diritti su di me, quanto te.
Sono per davvero carne della tua carne!
Se facessi esaminare la mia pelle ad un esperto risalirebbero a te, te ne rendi conto?!
Tu mi hai creata e ti somiglio in un modo che mi scalda il cuore.



Per una vita sono fuggita da coloro che mi davano la caccia,
bramosi di appendere le mie vestigia su una parete da collezione;
bramosi di cogliere quell'arcano motivo di fuga e farlo loro.

Per una vita ho scacciato chi si nascondeva dietro finta piccolezza, solo in attesa di sferrare un attacco mortale diretto nei miei confronti;
per una vita, ho ridicolizzato e spolpato l'ipocrisia dalle loro ossa
di quelli che si presentavano come principi e si dimostravano vermi....indegni!
Forse, inconsciamente, l'ho fatto per te,
perché nessuno in fondo poteva meritarmi per davvero.

Conoscere quel tormento eterno che ci vive dentro,
vivere e quasi cullare quel pianto profondo,
blu come l'Oceano che per me ti rappresenta.



Se chiudo gli occhi e ti penso...io vedo il mare pà...
un grande, vecchio, saggio, brontolante mare,
che fa dei suoi sbuffi spumosi la sua voce roca.
Forte e fermo, distrugge chi non lo rispetta,
unisce e separa...
spietato e amorevole, non conosce vie di mezzo,
proprio come te, a cui solo ora mi rendo conto
aver vocato tutto il mio amore per l'altro sesso.
Io ti amo pà,
vergognosamente ti amo!
Sono l'Electra che uccise la madre per amor del padre,
sono la volontà di essere la prima, sempre!
Sono quella che ama pur maltrattata,
quella che divinamente ama, seppur colpita.
Quella che però non tace,
quella che sguaina la spada al momento opportuno e mozza teste senza pietà.
Quella che spazza via l'inutilità con l'armata del rispetto.



Ora che sei tornato nella mia vita,
vedo sorridere di nuovo serena, la bimba che mi vive dentro.
Ha ancora tanta paura che tu vada via, che l'abbandoni un'altra volta,
spezzandole il cuore e facendola piombare in quell'orrido oblio dove per tanto ha vissuto.
Ma la paura la tengo a bada pà,
perché adesso mi sento più completa...
adesso che sei con me.

Ti voglio bene!