domenica 18 luglio 2010

Due partite

Ed eccoci al secondo film della serata. Uscito nelle sale italiane nel 2009, 'Due partite' è la storia di quattro donne, che negli anni '60 si riuniscono ogni giovedi per giocare a carte e per raccontarsi le loro vite. Adattamento cinematografico dell'omonima pièce teatrale di Cristina Comencini(regista e sceneggiatrice di 'La bestia nel cuore') ,'Due partite' mostra l'universo femminile attraverso una struttura quadrata doppia. La prima, quella degli anni'60 e la seconda, dei giorni nostri, dove le figlie delle prime 4 protagoniste, si ritrovano allo stesso tavolo, a parlare delle stesse situazioni che anni prima attanagliavano le madri. Ineluttabilità del Fato?Oppure la tanto famosa concezione: 'tale madre, tale figlia' è vera?! Confesso che la prima parte del film è lenta e molti potranno arrivare a spegnere tutto e a cambiare genere, ma per quei fiduciosi che avranno la pazienza di aspettare, si rivelerà loro un film che trasmette concetti sui quali riflettere. 'Tutto torna'; 'Ciò che semini, raccogli'; 'Assorbiamo delle cose dai nostri genitori, senza rendercene conto'. Tutte queste frasi diventano spaventosamente tangibili in Due partite e assicuro che, al termine del film, ci si ritrova ad analizzarci e a guardare nostra madre in cagnesco. Alla videoteca, il film era sotto il genere -commedia-, io l'avrei messo sotto -drammatico- che è ben diverso. Non è un film nel quale ci si piega in due dalle risate, ma non è nemmeno uno di quei film dove ci vengono i crampi cerebrali per le riflessioni o il coinvolgimento emotivo; è semplicemente un film da vedere, che lascia un messaggio molto chiaro senza per forza marchiarci a fuoco, come invece ha fatto 'Caterina va in città'.

Caterina va in città

Stasera dico a mia madre:'Ti va di vedere un film con me?', mia madre accetta e io volo in videoteca con un'idea precisa: affittare Agorà e vedermelo paciosamente sbracata sul divano di casa mia. Prima delusione della serata: Agorà non era presente sull'elenco. Non mi andava affatto di sprecare un viaggio alla videoteca, cosi decido di affittare cmq un film.Curiosamente, mi sono sentita una strana ispirazione salirmi dalla bocca dello stomaco e divampare poi nella mia mente: stasera ho voglia di cinema italiano! Il primo film che noleggio è 'Due partite', dal quale mi sono lasciata affascinare per la copertina supercolorata e per la presenza nel cast, di attrici delle quali conoscevo già qualche lavoro come, per esempio: Margherita Buy, Claudia Pandolfi, Isabella Ferrari, Paola Cortellesi e Marina Massironi. Il secondo film, l'ho scelto perchè avevo memoria di un'ottima pubblicità che gli era stata fatta quando uscì, nel 2003.
'Caterina va in città' è la storia di un'adolescente, Caterina appunto, che si trasferisce con la famiglia da Montalto di Castro a Roma. E' una ragazza timida, introversa, ingenua e per cosi dire "pura". Viene catapultata in una dimensione del tutto diversa da quella che ha vissuto a Montalto e si ritrova in una classe spaccata da opinioni politiche diverse; da una parte i fans della destra, rappresentata dalla figlia di un parlamentare di Alleanza Nazionale( interpretato da Claudio Amendola), Daniela e dall'altra i fans della sinistra, rappresentata dalla figlia di un noto giornalista, Margherita. Attraverso gli occhi scuri della protagonista, lo spettatore vive in prima persona i traumi che gli adolescenti passano in una società contorta come la nostra, dove le opinioni politiche contrastanti, gli stili e i ritmi di vita diversi e classificazioni come 'zecca' o 'pariolino' creano soltanto maggiore caos a quello già esistente. Caterina inizialmente si avvicina a Margherita, con la quale instaura una relazione d'amicizia apparentemente piacevole, ma che si ritrova a interrompere quando il padre ( interpretato da Sergio Castellitto) la scopre ubriaca e con un tattoo. Subito dopo viene trascinata nello sfarzo e nella superficialità, del mondo di Daniela, nel quale riceve offese gratuite alla sua persona e ai suoi sentimenti. Del tutto sconvolta da questi due mondi, Caterina perde se stessa e in un momento dove le sembrava di esplodere, si ritrova in una rissa, durante l'ora di educazione fisica e fugge dalla scuola. Di sua volontà torna a casa e ha modo di conoscere il suo dirimpettaio, il seducente Edward, che l'ha osservata sin dai primi giorni e che le mostra quasi fosse 'gli occhi negli occhi', come lei e la sua famiglia appaiono. Il padre intrecciato nei suoi pensieri, la madre ( interpretata da Margherita Buy) insicura, repressa e infelice e lei, confusa, ma anche estremamente affascinante. Caterina sembra allora ritrovare il punto e tornata a casa, si prepara ad affrontare la sua vita, di nuovo. Supera senza problemi gli esami di terza media e prepara le valigie per le vacanze estive. Nel frattempo, il padre scopre di essere tradito dalla moglie col suo amico d'infanzia ritrovato a Roma e lascia casa e famiglia, per inseguire il suo sogno più grande: viaggiare in moto senza meta. Il film ha un buon messaggio ed è stato fatto bene, ma non è stato in grado di farmi godere, nel vero senso del termine. A causa infatti delle emozioni cosi "di pancia" ho avuto la sensazione di difficoltà, dolore, confusione e smarrimento per tutta la sua durata e al termine, mi sono ritrovata contenta al vedere i titoli di coda. Questo per me, non è uno stato d'animo ch possa essere adibito e un bel film. Non lo consiglio a chi vive situazioni simili o difficili o a chi comunque ha voglia di un film che scorra lasciandoti dentro un messaggio, senza per forza marchiartelo a fuoco. Per quanto la bravura degli attori sia oggettiva, ma per me discutibile, il film ha evidenziato ancor di più la tipica mentalità italiana dell'elemosinare felicità e del continuo lamento su tutto. Film cosi snervano e personalmente fanno infuriare. Sembra come se gli attori italiani conoscessero un unico modo di interpretazione; loro si 'incollano' realmente il ruolo storico dell'Italia-parassita ed elemosiniera, povera e bisognosa e muoiono in questa definizione, senza nemmeno un ultimo bagliore di magnificenza. Vengono messi in rilievo(ancora nel 2003) sentimenti come la rabbia per la gestione del mondo, le agevolazioni per quelli più agiati e le difficoltà per quelli meno fortunati e tutte le lagne che sono conseguenzialmente al seguito.
Consiglio originalità agli attori italiani!!!

domenica 11 luglio 2010

Eclipse


Il terzo capitolo della saga di Twilight sbaraglia completamente il successo ottenuto dai primi due film. Il regista, David Slade ottimizza le scene d'azione gettandoci quella giusta quantità di sentimentalismo che, si sa, addolcisce la pillola.
Isabella Swan, ormai per tutti Bella, prende REALMENTE consapevolezza del triangolo amoroso che la vede contesa tra l'affascinante vampiro Edward e l'attizzoso licantropo Jacob. Mentre i legami del triangolo si rafforzano e la confusione di Bella, seppur ben mascherata, aumenta, la città di Seattle viene attaccata da un ritenuto misterioso serial killer, che causa angoscia e terrore. Nel frattempo, dall'Italia giunge la minaccia dei Volturi, l'antica casata reale dei vampiri, che avendo saputo delle misteriose sparizioni a Seattle e sentendo puzza di ' vampirismo', si recano sul posto, per vedere di cosa si tratta. Quando i Cullen e i licantropi sanno di questi avvenimenti, decidono di allearsi, per risolvere la questione. Ciliegina sulla torta è l'inarrestabile sete di vendetta di Victoria, che vuole massacrare Bella in nome del compagno James, fatto fuori nel primo episodio della saga. Il film ha un ottimo inizio; mentre i primi due episodi cominciano con la protagonista e le sue pare mentali, questo comincia con il mistero, il giallo di Seattle e poi ritorna alla narrazione della storia di Bella. I personaggi sembrano sbocciare in loro stessi, prendere coscienza dei loro ruoli, dei loro sentimenti, dei loro punti deboli e di quelli forti. In certi momenti sembra assistere a uno scontro tra titani, come quando Edward, avvelenato per il furto di un bacio a Bella da Jacob, corre a casa della ragazza per "mettere in guardia" il focoso e impulsivo licantropo. Si assiste alla famosa goccia che fa traboccare il vaso e si mettono a nudo gli impulsi, spesso repressi, dei singoli personaggi. Edward e la sua gelosia combattuta con la sua etica; Jacob e il suo amore per Bella e anche la provocazione nei confronti del vampiro e infine Bella, che sceglie di mettersi tra i due e di dividerli, come per racchiuderli in due differenti bolle d'aria, dando peso prima all'uno e poi all'altro. Ma è cardine quanto dolcemente viene poi a galla, ovvero che la scelta della ragazza, non è tra il vampiro e il licantropo, ma tra due parti di se stessa. E' la scelta di una vita ; la scelta di una vita tra due vite. Il film è carico di suspence, azione, scontri fisici arricchiti da sottofondi agghiaccianti e una gamma emozionale, molto vasta. Il regista ha agganciato per bene gli spettatori e fa si che questa corda, li tenga allo schermo, per tutta la durata del film. Nuovamente azzeccate le colonne sonore, che zampillano nelle scene e gli effetti speciali, che sembrano perfezionati, più puliti e realistici. Si assiste a un cambio di attore, nel ruolo di Victoria, interpretata con grinta da Bryce Dallas Howard.
Il cambio di regista è stato, secondo me, il fattore fondamentale, che probabilmente ha ancorato maggiormente i fans della saga, che spinge i nuovi ad appassionarvisi e che fa ricredere tutti quelli che la sottovalutavano.
Consiglio, come sempre faccio nel mio blog, la visione di questo film che sicuramente non vi deluderà, perchè è stato in grado di sconvolgere e sorprendere persino me, che ho letto tutti e 4 i libri per più di 6 volte ^_^

domenica 4 luglio 2010

Gli Abbracci Spezzati



Il 2009 è stato il ventre, dove è venuto alla luce, un'altra creazione di Pedro Almodòvar: Gli Abbracci Spezzati. Una storia creata in un secchio di metallo, con un pò d'acqua sul fondo. Il primo pigmento colorato che vi si riversa è il giallo, il mistero continuo, che circonda ogni singolo personaggio della vicenda. Il secondo pigmento è il rosso; quel serpente sinuoso che s'intrufola nella mente degli esseri umani e ne acceca la lucidità. Un colore che scalda il cuore e sprigiona sentimenti potenti e irrazionali, come la gelosia. Il protagonista e il narratore della storia è il regista e sceneggiatore Mateo Blanco (Lluìs Homar), che in seguito a un grave incidente perde la vista e l'amore della sua vita, Lena (Penelope Cruz). Il racconto viene a galla dopo 10 anni di continui misteri. Dopo aver perso la vista, Mateo si dedica alla scrittura( usando un programma per ciechi) e firma i suoi lavori con lo pseudonimo Harry Caine. Un giorno, gli fa visita un giovane regista, che si fa chiamare Ray-X (Rubén Ochandiano),che gli propone di realizzare un film per disonorare le memorie del padre,un uomo molto ricco e potente, ora morto, col quale ha avuto un rapporto difficile. Aiutato dalla sua fidata produttrice Judit (Blanca Portillo) e dal figlio di lei, Diego(Tamar Novas), Mateo riconosce nel ragazzo, il figlio di Ernesto Martel (Josè Luis Gòmez). Dieci anni prima, Ernesto propose a Mateo la realizzazione di un film, che aveva come protagonista,la compagna Lena; film che s'intitolava 'Chicas y Maletas'. Mateo e Lena s'innamorano sul set e tra loro nasce una relazione. Ernesto, che muore di gelosia per la donna incarica il figlio di spiare le riprese e Lena, con una telecamera. Le riprese mostrano chiaramente un'intesa tra Lena e Mateo e una sera, acceccato dalla gelosia e dall'ira, Ernesto spinge dalle scale Lena,che si rompe una gamba. Pur di non interrompere le riprese, Lena continua a girare il film arrivando a una convivenza con Ernesto, insostenibile. Al termine delle riprese, Lena subisce un'aggressione da Ernesto, che la getta senza vestiti per strada. La donna corre da Mateo e i due scappano a Lanzarote diventando irrintracciabili per circa un mese. Solo Judit era al corrente di dove si trovavano i due amanti. Innamorata segretamente di Mateo, Judit tradisce i due rivelando a Ernesto dove erano scappati e si lascia corrompere facendo montare le scene peggiori del film,ottenendo cosi un flop. Una sera, mentre Mateo e Lena erano in auto, un fuoristrada li prende in pieno e nell'incidente, Lena muore e Mateo perde la vista. Da quel momento, per Mateo comincia un'altra vita, la vita di Harry Caine; Mateo era morto insieme a Lena. Dopo più di 10 anni, Judit confessa a Mateo il tradimento e i suoi sentimenti per lui e Mateo decide di accettare la proposta di Ray-X e di realizzare quindi il documentario. Judit, però aveva conservato tutte le riprese del film, cosi propone a Mateo di far riuscire 'Chicas y Maletas' e confessa inoltre al figlio Diego, di essere nato da una relazione giovanile,che la madre aveva avuto con Mateo. Scenografie colorate e un ritmo scoppiettante riconfermano l'unicità dello stile, di Pedro Almodòvar, che amo chiamare 'el pintor de las emotiones'.

venerdì 2 luglio 2010

Denunciato 7 volte x Stalking uccide le sue 2 ex e poi si toglie la vita(E grazie)


Ho letto ieri questa notizia sul giornale; uomo di 55 anni, tale Gaetano De Caro, carrozziere uccide due sue ex e poi si toglie la vita. So che una giornalista dovrebbe riportare semplicemente delle informazioni, ma ringraziando il cielo questo è un blog e per questo posso ampiamente permettermi espressioni e pensieri. Il signor De Caro era di origini pugliesi e da tempo risiedeva in Lombardia; era divorziato e aveva una figlia. Era stato già denunciato per minacce e molestie sessuali, ma nonostante questo, non è stato fermato in tempo. Il 1 Luglio scorso si è recato a Chieri da Maria Montanaro, una sua ex, che lo aveva lasciato 4 giorni prima e l'ha fatta fuori con 3 colpi di pistola in fronte, poi, nel pomeriggio, si è recato a Rivolta D'Adda, in Lombardia e ha fatto fuori un'altra sua ex, Sonia Balconi sposata e con una figlia di cinque anni. La donna e De Carlo si erano conosciuti 7 anni prima in piscina e da allora, l'uomo la tormentava con minacce, messaggi e danni provocati all'auto di lei; il tutto con durata 7 anni. Una volta fu tenuta in prognosi per 5 giorni a causa di un'aggressione da parte dell'assassino. Sostenuta dal marito Guido Olivari, Sonia aveva sporto denuncia e da un anno non aveva avuto più fastidi, fino all'altro ieri, quando è stata uccisa con dei colpi di pistola in fronte, mentre era in auto. Stessa sorte è toccata a Maria Montanaro che aveva una relazione burrascosa con l'uomo da un anno, della quale molti dei vicini della vittima, erano a conoscenza.
Due donne, stesso uomo, 7 denunce e molestie per 7 anni, non sono stati dati sufficienti per fermare il pazzo. Risultato? Due donne innocenti ci hanno rimesso le penne. Un marito ha perso sua moglie e una bambina di 5 anni, la madre. Una donna di 36 anni, con una vita di fronte, non tornerà mai più a casa dai suoi familiari.
In tutto questo, mi salta agli occhi una cosa. I carabinieri hanno avuto bisogno di due omicidi per poter dare la caccia a questo pazzo a briglia sciolta; per poter controllare i posti di blocco e per mettere il telefonino dell'uomo sotto controllo. Due omicidi e 7 denunce.
Cari carabinieri immaginiamo che queste donne fossero vostre parenti; sorelle, madri, zie, amiche, figlie e che avessero sporto denuncia per ben 7 volte verso le molestie e le aggressioni di un uomo e che avessero chiuso da poco una relazione insostenibile con un uomo:quanto tempo avreste aspettato prima di muovere il culo?
Quale dato occorre, per poter spingere ad atto pratico, coloro che DOVREBBERO tutelarci?Ditelo,almeno!
Anni fa andava in onda una trasmissione televisiva condotta da Paola Perego, che se non sbaglio si chiamava "Donne". Una volta è venuta come ospite,una donna che era stata vittima di stalking e aveva raccontato la sua storia. Dopo non so quanto tempo di minacce e percosse era riuscita ad avere un'ordine del giudice, dove veniva vietato all'uomo di avvicinarsi alla donna, nel raggio di un tot di metri. Un giorno, l'uomo se ne infischiò dell'ordine del giudice spallò la porta di casa di lei e la picchiò. Rimasi scioccata quando la donna disse, di essere andata dai carabinieri piena di lividi e sangue e di essersi sentita dire:'Beh...se le prende vuol dire che se le merita!'
C'è un pò di tutto al mondo e bisogna stare attenti a chi si ha di fronte e imparare a difenderci. Ma se esistono istituzioni che hanno l'OBBLIGO di intervenire dove noi non possiamo, perchè queste non si muovono?