venerdì 25 marzo 2011

Tocco e Brivido

E' cosi che mi figuro l'incontro con la mia anima gemella.
Un tocco intimo, ma non sporco; un ritrovo silenzioso e pieno di amorevole comprensione; un far combaciare le nostre fronti e scoprire di non sorprenderci, in ciò che ritroviamo dall'altra parte.

Immagino silenzio, respiro seguito a un pianto gioioso e dolorante nel medesimo tempo; un dolore che riemerge dagli innumerevoli 'perché' della separazione precedente, della lontananza.

Le mani che si alzano con i palmi rivolti a lui, la calma e la curiosità brucianti, di sentire il tocco della sua pelle e quando questo arriva, la scossa prodotta dall'inconscio permesso concesso, di entrare nella nostra pelle, per sempre.
'Mi sei mancato', 'Ti ho cercato a lungo', 'Dov'eri?' Parole mentali, non udibili.

Il tocco è dolore, è penetrazione di sfere protettive da anni in atto; ma è anche gioia e serenità e ritrovo.

Ancora silenzio, che nessuno turbi quella pace, che nessuna parola, per troppo tempo dispersa al vento come cacciatrice in avanscoperta, riduca in frantumi quella perfezione cristallina, bellissima, ma fragile.

In quel momento io ritrovo il mio amore; in quel momento avviene la fusione mistica.
Più universi convergeranno in uno solo; le stelle avranno miliardi di colori diversi, dal verde al viola, dal giallo al fuxia e la Terra stessa sarà popolata da creature e vegetazione mai viste prima.

Sarà l'alba di una nuova Era. Il Caos diventerà Pace ed Equilibrio e tutte le cose avranno finalmente il loro posto nella Creazione.

Sarà cosi solo con te, chiunque tu sia.
Sarà cosi che troverò pace e centratura in me stessa; base solida per poter piroettare nella vita senza attriti.
Ti comprenderò in un sol sguardo e sigilleremo il nostro patto nel sorriso complice che esploderà sui nostri volti.

Ancora in anticipo, Ti Amo.

martedì 22 marzo 2011

Avventura in quel di Viterbo

La notte è turbolenta, non ho sonno.

Faccio la brava bambina e me ne vado a dormire alle 23 e 30 ( che non so nemmeno più quant'è che non ci andavo). A letto, mi agito, mi giro e cambio migliaia di posizioni, quella che mi manca è a testa in giu.

Mi addormento? Boh...perdo la cognizione spazio-temporale, fino a che la mia adorata- stronza Miù comincia a graffiare i muri della mia stanza tentando, con tutta la sua abilità, di buttarmi giu una struttura di metallo piena zeppa di led. Al piacevolissimo suono delle unghie della stronza, mi alzo ubriaca di sonno e caccio un urlo che la blocca. Torno a letto e svengo sotto al piumone, comincio a sognare e...DRIIIIIIIIIIN: la sveglia!!!! --__--''

Il sogno era strano, come al solito d'altronde, cosa che mi fa fare colazione con la testa a 1000 tentando di ricordare ogni dettaglio e di trovare poi dei perché, ai fatti sognati. Prendo il treno delle 7 e 30 diretto a VT PortaRomana, nonostante dovessi scendere a PortaFiorentina, x poter essere alle 9 al centro comm. la Tuscia di Viterbo. Viaggio in treno meraviglioso, con campi e colline che si svegliano sotto i caldi raggi solari, quiete e serenità interiore. In prossimità dell'arrivo chiedo se il treno ferma anche e VT Porta Fiorentina, o se ci sono bus che mi portano li, ma la tizia che controlla i biglietti, non lo sa: ottimo. Un vecchietto mi spiega che PortaFiorentina è dopo PortaRomana e che quindi, sono nella cacca. Arrivo a PortaRomana e mi butto al centro info, prendo una mappa, mi faccio spiegare al volo, ottenendo ben poche risposte esaustive e poi mi getto come una pazza in strada. Chiedo informazioni a tutti, mi odiano, mi detestano, mi schivano come fossi appestata, ma non demordo. Arrivo da un meccanico e sfodero un sorriso che non ammette rifiuti e il povero malcapitato accorre in mio aiuto, forse però più spaventato dai miei capelli effetto 'Marge Simpson', (xké come se non bastasse imperversava un vento forza 10)più che conquistato dal mio fascino, nell'ira e nel viaggio sparito.

Tra il dialetto viterbese, la fretta, il caldo, il sudore, l'ansia a 1000 fa capolino una parola: SALISCI!

Corruccio la fronte e tento di trovare un significato, ma gli occhi speranzosi e contenti del meccanico, mi fanno trattenere un 'Cooooooooooosaaaaaa????' in bocca e intendo che voleva dire 'sali'.

Saluto confusa e corro: ovviamente andavo nella direzione opposta. XP

La città è grande e spaziosa, mille vie e viuzze che sgattaiolano a tutti gli angoli e la gente è frettolosa e le indicazioni che mi da sono: ampissime. Mi dicono:'In linea d'aria.......è la' e indicano chissà quale galassia lontana, che io ovviam., non conosco. Saluto e ringrazio cordialmente, con il trigemino che bestemmia sulla mia fronte e filo via. Un caro tassista, mi indica infine chiara e netta la direzione da prendere e tutta caruccia arrivo al centro comm. solo 21 min dopo l'ora prevista.

In corpo ho tipo 2000.000°, il trucco è sparito, ho l'arsura in gola e il fischio dalla fatica: bella figura x essere il primo giorno. Il serafico Franco però, mi rassicura e dice che non c'è stato movimento. La giornata scorre abbastanza bene e mi offrono pure un caffè dei clienti (devo aver avuto la faccia di una bimba sperduta). Al cambio scappo e tento di trovare la mitica staz. VT PF e chiedendo info. incappo in uno pelato, con gli occhi strabuzzati, che alla mia SCANDITISSIMA DOMANDA: 'Per la staz. di VT PF, mi hanno detto di girare a sx, qual'è la via, questa o quella?' mi fa un panegirico che mi prende buoni 5 min e mi dice che devo tornare indietro. Gli chiedo perché e gli spiego che le indicazioni che mi hanno datoi poco prima, mi dicevano solamente di andare dritta e poi girare a sx x arrivare, ma lui è deciso. Mi fa ' Eh, ma tu li mica puoi andarci' e io, capendo la noce di cocco priva di latte che avevo davanti, gli dico 'sono a piedi, xkè non potrei arrivare li'. Lui trafela, si scusa; evidentem. il mio aspetto provato non gli aveva fatto intendere che camminavo dalla mattina alle 8 e 30. Arrivo in staz. faccio il biglietto e mi dicono:'Parte da VT PORTA ROMANA' o_o

Stavo x sfondare con un gancio destro il vetrino di merda, che divideva me e la ritardata e mi sono trattenuta dicendo ben chiaram.:'DEVO TORNARE A PORTA ROMANA????!!!!' La tipa impassibile annuisce e mi dice:'Hai solo 3 quarti d'ora x arrivarci'. Credevo di veder spuntare Bruce Willis e Eddie Bunker in 'Solo 2 ore', con in mano una bomba, mentre m'incitavano a correre. La strana x tornare a PR era:TUTTA IN SALITA. Mi faccio coraggio, rievoco la colonna sonora di Xena e mi dico:'Cazzo, ce la posso fare!' e risveglio i miei quadricipiti femorali da mesi di riposo. Annaspo, ma non mi fermo e partita dalla staz di VT PF alle 16 arrivo trionfante all'altra alle 16 e 31. In mezz'ora: 4 km in salita.

COSA HO IMPARATO?

- I viterbesi non hano affatto gusto nel vestire, loro portano jeans che andavano 10'anni fa, lenti e senza forma e grosse scarpe da ginnastica(tipo basket) con fiocco ben stretto e in bella mostra;

- I viterbesi hanno questo look, xkè sanno che dovranno correre (come la gazzella e il leone, all'alba, nella savana) e a tutto c'è un perché;

- I viterbesi, non sanno il più delle volte dove si trovano e danno indicazioni con assenza spazio-temporale;

-Viterbo è collegata malissimo, xkè gli abutobus che dovrebbero collegare la città passano se è grazia divina OGNI ORA;

- I viterbesi sono sempre sorridenti, sempre gentili e rilassati e mi hanno fatto passare una giornata splendida e rincuorante, nonostante tutto. ^.^

lunedì 21 marzo 2011

DEVIL

TRAMA
Il detective Bowden indaga su uno strano caso di suicidio, mentre giunge al palazzo dove è probabilmente accaduta la disgrazia. Uno strano biglietto d'addio getta il detective in sospetti e dubbi. Viene chiamato poi per un caso altrettanto bizzarro avvenuto nello stesso palazzo; 3 uomini e 2 donne sono rinchiusi in un ascensore, sospesi nel vuoto, nelle vicinanze del 22°piano di un grattacielo. La vigilanza li tiene sotto controllo con le telecamere di sicurezza, ma l'audio interno all'ascensore è difettoso, x cui le vittime possono soltanto ascoltare le guardie, ma non farsi sentire. L'elettricità va e viene e nei momenti in cui questa è fuori uso accadono cose strane; la ragazza viene ferita e uno degli uomini viene ucciso con un pezzo di vetro conficcato nella giugulare, fatto troppo preciso x poter essere solo un incidente. La tensione è un crescendo continuo e i sopravvissuti cominciano ad accusarsi a vicenda.

ANALISI.
Film recentissimo!
Del 2010 diretto da John Erick Dowdle, con Chris Messina nel ruolo del detective Bowden. Un thriller leggermente tinto di rosso, con grande suspance, ma ritmo 'spacca ginocchia'! Un 'Gluedo' ambientato anziché in una lussuosa villa, in un ascensore; genialata, considerato l'ovvio effetto claustrofobico che produce nel pubblico! Abbiamo un'anziana signora, una bella ragazza, un giovane intelligente, un uomo privo di classe e decenza e un buon uomo redente dal passato, chi sarà l'assassino?
A condire ulteriormente questa pellicola è l'alone esoterico e misterioso, radicato in una leggenda messicana narrata da Ramirez, guardia del palazzo che assiste alla vicenda e voce narrante dell'intero film, che aggancia l'attenzione e fa scattare i perché.
Più vite legate in un' unica sorte, dove il finale è la famosa ciliegina sulla torta, che chiude la vicenda ciclicamente. Il destino di un gruppo di gente, attorcigliato su una corda; passati oscuri che trovano illuminazione in una tragica giornata, apparentemente normale.
Da notare la presenza chiara e costante dei numeri: l'edificio 333 e l'ascensore numero 6, cifre che si avvicinano al quid diabolico 666.
Buona l'idea di far cominciare il film, con l'immagine della città di Philadelphia sottosopra, simbolo di rovesciamento e sconvolgimento generale, leggero senso ironico e amaro Fato.
I dialoghi sono niente male, eccetto alcuni bassi tentativi di risultare simpatici e la durata del film è equilibrata, nonostante la palese volontà di 'allungare la medicina' il più possibile, fermandosi però agli 80 minuti.
Non è un film eccezionale e resta molto più sul thriller, che sull'horror. Non è cosi spaventoso, quindi anche quelle persone meno abituate possono farcela! ;)
Buona visione!

CADILLAC RECORDS

A cavallo tra gli anni '50 e i '60 nasce una particolare casa discografica: la Chess. Il proprietario, Leonard Chess appunto, non ha interesse per le differenze di pelle, religione o altro; l'unica cosa importante è il denaro. Più lo fai diventare ricco, più questo ti prende sotto la sua ala e fa in modo di tutelarti in ogni caso. Quando incontra Muddy Waters, Leonard capisce che c'è da poter guadagnare e in breve lo rende una stella del blues. Dopo Muddy, si susseguono una serie ferrea di talenti di colore, che segnano la storia, tra cui Little Walter (suonatore di armonica a bocca), Howlin' Wolf, Chuck Berry (inventore del rock'n roll) ed Etta James. Le vicende interne alla nascita e all'affermazione di questi famosi talenti viene sviscerata in questa pellicola dai ritmi caldi del Profondo Sud, dall'irresistibile voglia di ballare col rock'n roll e dalla rabbia emessa dalle graffiate e graffianti corde di Etta James.
Diretto da Darnell Martin, uscito nel 2008, 'Cadillac Records' è una full immersion in un periodo storico dove, almeno nella musica vengono abbattute le differenze etniche e lasciate fondere nella grande madre Musica. Emozionante la scena in cui Chuck Berry suona sul palco e vengono oltrepassate le corde, che separano i bianchi dai neri e quella in cui Etta canta l'ultima canzone alla Chess, dedicandola con tutto il cuore a Leonard. Tra gli interpreti è importante citare Adrien Brody, Jeffrey Wright e Beyoncé Knowles.

venerdì 18 marzo 2011

ANGEL HEART

Harry Angel è un investigatore privato, vittima di numerosi flash dove rivede le medesime scene; vittima di un richiamo lontano, confuso, indistinto.
Viene chiamato da un avvocato di Brooklin, il signor Louis Cypher, che gli commissiona la ricerca di un certo Johnny Favorite. La pista lo porta in Louisiana e qui entra in contatto con le misteriose tradizioni del Vodoo. Conosce le persone che hanno ruotato nella vita di Johnny e si trova impigliato in strani omicidi. La verità lo assalirà come una belva feroce.

Del 1987 diretto da Alan Parker, con Mickey Rourke nel protagonista e Robert De Niro nell'avvocato. La trama è un palese tentativo di essere complicata e interessante...in realtà si capisce tutto dopo poche scene iniziali. L'avvocato ha unghie lunghe, capelli ben curati e abito impeccabile, un aspetto che stona con la città circostante e che getta subito forti dubbi sulla veridicità del suo ruolo nella faccenda.
Angel è un personaggio confuso, scomodo negli abiti perennemente sudici e larghi, disordinato con se stesso e incoerente con i suoi ragionamenti. Segue, nonostante ciò, una logica lineare e precisa, che lo fa arrivare al nocciolo della questione, anche in poco tempo. I dati gli si affollano nella testa, ma con sorprendente facilità riesce a scansare quelli inutili dagli utili. Affoga nel sangue, poi si alza, si da una vaga ripulita e si rimette in marcia, inesorabile. A far compagnia alle avventure/disavventure di Angel è la costante presenza di un ventilatore poco funzionante, che col suo cigolare mostra quasi l'attrito della fatica, dei suoi ragionamenti nella vicenda; un 'ci sei quasi' che però si arresta, a pochi attimi dallo scoprire la verità. Angel si aggrappa con tutte le sue forze alle conoscenze che ha di se e del mondo, ed esse presto si mostrano fragili, inconsistenti, forse come tutta la storia, nella quale è ormai coinvolto.
Fico il nome dell'avvocato: Louis Cypher= Lucifero, che ricorda molto gli espedienti narrativi inglesi.
Non è malaccio, ti tiene attaccato e affascina per le musiche, molto calde ed evocative

giovedì 17 marzo 2011

17-03-2011 IL RICHIAMO....


L'ho fatto ancora...
...e non me ne dispiaccio affatto: ho seguito il mio input e mi sono diretta al lago oggi pomeriggio.
Avevo voglia di sapere come stava, che raccontava, che cosa gliene pareva di questo 2011...sono andata a trovare questo vecchio amico che amo tanto. L'ho trovato bene, bello rigoglioso, bello pieno, che con tutta quest'acqua sembra voler invadere persino la strada cementata. Sono sgattaiolata davanti al ristorante che gli è davanti e arrivata sulla riva: ho inspirato profondamente!
E' stato come se fino a quel momento fossi stata in apnea! Il cielo era nero e le nuvole erano cicciosissime e cariche di acqua...una sensazione di sospensione che mi elettrizzava! La superficie del lago era grigio scuro e non faceva freddo, quindi l'idea di farmi un bagno mi è passata più e più volte x la testa. Ho desistito solo perché temevo che mi avrebbero scambiato x una suicida e sarebbero venuti a rovinarmi la festa, trascinandomi via dall'acqua coi capelli zuppi...ufffff
Stare davanti al lago è terapeutico, nessuno che parla, nessuno che ciarla, nessuno che borbotta del fresco o dell'inutilità apparente dello star ferma per ore a fissare quello spettacolo spettacolare. Attimi di pura gioia ed emozione, che nessuno potrà mai capire se mai sentirà...il richiamo.

mercoledì 16 marzo 2011

La signora di Shangai












L'affascinante Michael O'hara(Orson Welles), a passeggio nel parco salva l'ammaliante Elsa(Rita Hayworth), moglie di un noto avvocato, Arthur Bannister(Everett Sloane). Quest'ultimo, colpito dal coraggio del ragazzo decide di assoldarlo per una vacanza in barca verso i meravigliosi mari caraibici. Durante il viaggio, Michael si sente sempre più un pesce fuor d'acqua e tenta in più modi di far presente, al suo "padrone", la voglia di andarsene. Arthur però lo porta a desistere, anche se Michael resta per l'amore che prova verso Elsa. Tra i due fuggono dei baci, ma essi sono costantemente tenuti d'occhio dal maggiordomo-detective privato, che obbedisce agli ordini dell'avvocato, che vuole controllare la moglie. La situazione degenera quando Grisby, anche lui dipendente dell'avvocato, propone a Michael di guadagnare "facilmente" 5000 dollari, se solo questo lo avesse ucciso. Ma dietro l'apparente follia di Grisby c'è molto altro e da questo punto si da l'avvio a un sanguinoso caos.
Film del 1946 diretto da Orson Welles, ma uscito solo 2 anni dopo a causa di conflitti col presidente della Columbia Harry Cohn, che mostrava atteggiamenti iperprotettivi e polemiche, nei confronti della bella Hayworth.
A mio parere, si poteva far di meglio. La voce narrante è ormai chiaro essere una prerogativa dei film di Welles, come anche un certo alone giallo-dark sia nella trama, sia nei personaggi. Da notare la presenza della canzone 'Amado mio' che la Hayworth ha cantato in 'Gilda', come sottofondo nei bassi borghi dei Caraibi.
Non mi ha fatto impazzire, non ci ho trovato nulla di interessante, oltre al giallo intricato e ho trovato l'interpretazione di Welles troppo statica. Notevole invece, quella di Sloane che ricorda molto Marty Feldman di Frankenstein Junior!

LA COSA + DOLCE


Christina(Cameron Diaz) è conosciuta in tutta San Francisco, come "la matta", "la donna inspiegabile", "la mangiatrice di uomini" e da alcuni, "una lesbica". Ma Christina è in realtà una ragazza di quasi 30'anni che non vuole impegnarsi in una relazione e che preferisce usare gli uomini come riempitivi di serate, anziché come ipotetici-futuri-principi-azzurri. Un giorno, tornando a casa con l'amica del cuore Courtney(Christina Applegate) trova l'amica Jane (Selma Blair) in lacrime, perché il fidanzato l'ha mollata. Christina per tirare su l'amica, sperpera le sue preziose perle di saggezze e trascina le 2 ragazze a ballare. In discoteca, la bella bionda conosce Peter (Thomas Jane), ragazzo per bene, che però s'indispettisce alla prepotenza di Christina, che con un pizziccotto sul fondoschiena, vuole incitarlo a conoscere l'amica depressa. Tra i due scocca la mitica scintilla di sarcasmo e veleno che fa scattare in Christina qualcosa d'imprevisto. Nel caos del locale, spunta anche il fratello di Peter, che accenna a un matrimonio che si svolgerà l'indomani nel Somerset. Christina memorizza il posto e torna a casa con Peter in testa e forse, nel cuore. L'amica Courtney, che vuole scrollare Christina ad evolversi, la trascina all'inseguimento di Peter, fino nel Somerset.
Divertente commedia, a tratti fortemente volgare, con "un'ubriaca" Cameron Diaz e una, a mio parere, eccezionale Christina Applegate, che con assurda naturalezza interpreta un ruolo notevolmente fuori dagli schemi. La pellicola è un mix tra 'The Mask' e 'Tutti pazzi per Mary', soprattutto nella scena in cui Jane resta incastrata, mentre fa sesso orale al ragazzo di turno, a causa di un piercing di questo. L'ultimo riferimento è anche per l'inizio del film, che si presenta come un'intervista ai ragazzi che hanno incontrato Christina e ne parlano.
Esilarante per alcune battute, ma non fenomenale. Ci si fanno 4 risate, ma non si sta piegati in 2 dall'inizio alla fine. I messaggi del film sono banali e frettolosamente espressi, in oltre la psicologia dei personaggi è troppo scontata e ricorda moltissimo anche 'Se scappi ti sposo' con Julia Roberts.

Respiro divino


Se soltanto avessi l'occasione di poter vedere... di poter confermare quanto il mio cuore da tempo mi sussurra e ciò che all'esterno mi viene confermato...
Ti cerco disperatamente in ogni dove, scrutando i cuori della gente e le menti dei passanti, ma non ti trovo.
Vorrei incontrarti, guardarti negli occhi, sentirmi avvampare un sorriso fuggito dal mio controllo e poi perdermi in te.
Questo tempo cosi strano, cosi indeciso rispecchia il vacillamento del mio animo, oggi irrequieto e ansioso, domani chissà...
Se poi mi soffermo ad ascoltare il respiro del mondo, il richiamo a un rallentamento, mi rendo conto che poche semplici cose hanno REALE importanza. L'amore, la calma, l'ascolto, l'apertura al flusso della vita; il sintonizzarsi con il canto degli uccellini e il prendere al volo le folate di vento, lasciandosi trascinare altrove. Quando si ha questa capacità d'ascolto, si sa per certo, che nulla può ferirci, nulla può farci del male.
E in questo respiro divino ci sei anche tu, ti sento.

martedì 15 marzo 2011

CHARLIE'S ANGELS, PIU' CHE MAI!


Il sequel del mio amatissimo film d'azione/scemenza ho saputo che non ha riscosso successo. Sicuramente la presenza di un buon cast influenza il mio giudizio, ma lascio a voi giudicare!

Le nostre belle eroine si trovano ora alla ricerca di due anelli di titanio, contenenti sotto codice, la lista dei nomi, di quelli che sono nel progetto di difesa dei testimoni dell'FBI(ALI). Nel cast primeggia la calamitica Demi Moore, nei panni dell'ex angelo Madison Lee, che in occasione del film è passata al volo dal chirurgo plastico, per risucchiare un po la pelle del corpo, con risultati eccezionali, aggiungo.
Il trio, non batte ciglio quando si ritrova in una gara motociclistica, dove pochi si salvano; affrontano con notevole faccia da c*** una suora che spiega loro, la provenienza del 'Secco orripilante'; tengono testa alle rispettive vite private e ai rispettivi ragazzi (il che non è poco) e in ultimo...
ve lo vedete, cosi lo saprete! Hihiihiihihh
Il film è un tripudio di azione e colpi di scena, tra cui quello finale, il più decisivo e il più riflessivo. I temi sono pochi e il primario è l'amicizia che è collante nelle relazioni e nella riuscita, in una vita appagante e soddisfacente. Il buon Bill Murray non è più nel cast, a causa di "inconciliabili divergenze" con Lucy Liu (Alex), come leggo da Wikipedia. L'attrice ha in effetti la faccia da 'caratterino particolare' e i ruoli che le affidano sono proprio l'esempio di quanto dico, come per esempio, in Ally McBeal!http://themovieblog.com/2008/06/the-real-reason-bill-murray-didnt-do-charlies-angels-2 Su questo sito potete saperne di più!

CHARLIE'S ANGELS











Ragazzi,
non gli dareste un centesimo a questo film, ma mi fa spaccare dalle risate!
Omonimo film tratto dalla serie anni'70, 'Charlie's Angels' è del 2000 e ha come protagoniste: Cameron Diaz nei panni di Natalie, Drew Barrymore in quelli di Dylan e Lucy Liu in quelli di Alex. Le tre belle ragazze lavorano per un anonimo milionario, Charlie appunto, che le ha ingaggiate da giovanissime, istruite e allenate, per diventare agenti segreti.
In questo primo episodio è la vita stessa di Charlie ad essere in pericolo, a causa di un dispositivo ideato da Erik Knox capace d'identificare il luogo da cui proviene qualsiasi telefonata, mettendo cosi fine alla privacy. Tra colpi di scena, azione, mosse di karate, salti, calci, pugni e voli dalle finestre, i 3 angeli mostrano di che pasta sono fatte e confermano un'ennesima volta, che: 'oltre alle gambe c'è di piùùù'!!!
E' un film d'azione-commedia, fresco, frivolo, ma a mio modesto parere EMOZIONANTE! Chi ama come me quei film leggermente femministi, dove gli uomini sono ridotti in polpette e relegati a ruoli marginali, allora questo film è ciò che cercate!
Ovvio che non è uno di quei film per cui ci si vince un Oscar! Ci sono scene per cui la faccia diventa automaticamente questa --_--'' data la matematica impossibilità di fare certe cose, ma lo studio e la caratterizzazione dei personaggi è notevole. Natalie è a mio gusto, quella più simpatica di tutte, quella più fluida, più folle se vogliamo; quella per cui occorre un uomo che parli il 'Nataliese'. Dylan è la 'bad girl' in via di redenzione che ha trovato in Charlie, il papà mai avuto e nelle due amiche, le amicizie mai trovate. Alex è invece quella dal carattere forte (forse troppo) che nella sua vita ha sempre raggiunto risultati eccellenti (vedi la sua presentazione), ma che al contempo desidera fare la brava mogliettina al suo Jason, interpretato dal divertentissimo Matt Le Blanc e che si nasconde dietro l'identità di una 'stiratrice di tanga'. L'antagonista di questo primo episodio è interpretato da Sam Rockwell, che si cimenta in passi danzerecci divertenti, alla faccia dei 3 angeli che tentano di salvare l'amico, Bosley (Bill Murray).
Le battute sono divertenti e il ritmo costante; gli innumerevoli effetti speciali tengono l'attenzione sempre a 1000 e i colori sgargianti, tra i quali primeggia il rosso fanno di questo film, quasi un fumetto della Marvel.
DA ASCOLTARE LE CANZONI DI SOTTOFONDO: STUPENDE!!!

lunedì 14 marzo 2011

La VITA è MERAVIGLIOSA













TRAMA.
George Bailey è sin da ragazzo una persona piena di altruismo, gentilezza e nobiltà d'animo, tanto che arriva coraggiosamente a salvare la vita del fratellino Harry, quando questo cade accidentalmente nell'acqua ghiacciata del lago, dopo che la sua superficie si è spaccata. Ma George non salva solamente la vita del fratello; infatti salva anche la vita a un altro bambino, al quale era stato inviato per sbaglio del veleno e cosi facendo, la salva anche al medico che ha commesso l'errore.
Un piccolo eroe? Sicuramente una persona dotata di cuore e umanità.
Negli anni, George diventa conosciuto e amato dalla popolazione di Bedford Falls e un uomo pieno di sogni e progetti da realizzare. Mette scrupolosamente da parte ogni centesimo, per la sua grande partenza verso il mondo, ma la morte improvvisa del padre lo richiama alle responsabilità e cosi decide di donare tutti i suoi risparmi al fratello Harry per l'Università e di prendere le redini della Bailey Costruzioni e Mutui, salvandola cosi dall'avidità del signor Potter. Questo vuole comprarsi tutta la città, mettendo alle corde cosi, la povera gente. Egli rappresenta Ebenezer Scrooge, il consumismo, l'egoismo, il capitalismo, Zio Paperone, il Principe Giovanni di Robin Hood, insomma, quella figura che annienta attorno a se e in se l'umanità e il calore. George è l'eroe che si erige a difensore degli oppressi e della dignità umana è gratificato dalle buone azioni che fa, ma non è pagato, quindi con il matrimonio con Mary e il successivo arrivo di ben 4 figli, la necessità di un guadagno diventa impellente. La situazione degenera, quando lo Zio Billy perde sbadatamente 8000 dollari destinati a un versamento bancario, per conto della Bailey. George è sul lastrico e sul ciglio di un ponte pensa al suicidio, ma l'arrivo dell'angelo Clarence, gli cambiA drasticamente la situazione.
ANALISI.
Famosissimo film del 1946 diretto da Frank Capra, con James Stewart nei panni di George e Donna Reed in quelli di Mary; pellicola ritenuta tra le migliori della storia del cinema, piena di messaggi umanamente importanti.
L'intero film è venato da un forte Cattolicesimo, in concetti come la fede, la solidarietà, la carità, la generosità, le azioni fatte senza alcun compenso materiale. In esso vibrano amore, amicizia, lealtà e fiducia; ma anche avarizia, compromesso, invidia e vendetta. E' uno spaccato perfetto in cui è facile prendere le parti, ma difficile restare coerenti. Palese è il parassitismo della gente che prende tutto finché può, senza mettersi una mano sulla coscienza e contraccambiare a tempo debito, senza portare, chi dice di ammirare, sul lastrico e al suicidio.
Incredibile come la gente si smuove velocemente, quando ha un forte peso sulla coscienza, quando sa che si sta approfittando eccessivamente di una situazione, o peggio, di una persona. Il signor Potter rappresenta la coscienza sociale, "l'avere" in senso totale, il contraccambio; può anche rappresentare il diavolo, che dona solo per prendere poi di più. Per certi versi può anche prendere le connotazioni della Giustizia, una giustizia esasperata e portata all'eccesso, ma in fin dei conti, redditizia.
George però non si piega alle seducenti proposte del signor Potter e va avanti, con sacrificio e fiducia, tentando di realizzare i suoi progetti e di trasmettere agli altri, i suoi ideali.
E' commovente come affida al fratello tutti i suoi averi e con essi, i suoi sogni; è a lui che danno la medaglia d'onore, per aver salvato dei soldati in guerra; è lui che si laurea e si sposa presto; è lui che va alla Casa Bianca. E George non soffre nel vedere il fratello con la vita che avrebbe voluto per se, lo ammira, lo ama e quotidianamente si rammenta della scelta che ha fatto e perché l'ha fatta. E' proprio questo post-it mentale che gli da la forza di andare avanti con sempre più convinzione e dedizione. E' per questo che è amato dalla gente, come mai il fratello o il signor Potter potranno essere.
Esistono ancora uomini come George Bailey? Esiste ancora quel fievole barlume di bontà, nei cuori della gente? E' possibile ravvivare la fiamma con una folata d'ossigeno?
A volte penso che il grigio metallico che ci sta circondando è solo una barriera, ai colori della vita e all'amore; è una protezione, perché troppo ci spaventa, perché non siamo pronti e/o coraggiosi nell'imbatterci nella vita stessa, che non è solo il lavoro e la carriera, ma è molto, molto di più. E' la comunione, la condivisione, l'illuminazione intesa come apertura personale al mondo; è recezione dell'esterno e metabolizzazione nell'interno di noi stessi.
Siete pronti a tutto questo? Vi spaventa? E perché vi spaventa?
Ridimensioniamo la paura, guardiamola in faccia e diciamole:'Io non ho paura di te, perché tu non vuoi spaventarmi'.

mercoledì 9 marzo 2011

Mysterious skin











Un campo da baseball e due ragazzini; uno il campione indiscusso, l'altro, l'eterno in panchina. Tutti e due hanno appena 8 anni e fanno parte della stessa squadra, i Panthers. Neil è un bel bambino dai capelli scuri e dagli occhi blu; è curioso e ha precoci approcci al sesso. Una sera, dopo una partita viene lasciato dalla madre single, ma in continui cambi di fidanzato, con il coach. Questo lo porta a casa sua e i due cominciano a giocare; ma quei giochi, in breve, si trasformano in riti perversi, che terminano con la violenza del coach su Neil. Il bambino però, non registra quel fatto come cosa negativa, negli anni si rende conto di essere omosessuale e assorbe 'il compiacere', come mestiere, cominciando a prostituirsi.
Brian soffre di vuoti di memoria ha una salute cagionevole, infatti cade spesso in una specie di trance, nella quale poi sviene senza vita e gli sanguina il naso. Ha dei sogni ricorrenti, con le stesse modalità, con gli stessi elementi simbolici e negli anni comincia a credere di essere stato rapito dagli alieni. E' ossessionato dal voler sapere e comincia a investigare partendo proprio dagli alieni, fino a conoscere una ragazza, Avalyn, che afferma di essere stata rapita anche lei. La ragazza lo aiuta a capire di più e una sera, davanti al cadavere di una mucca, Brian ha una delle sue crisi, proprio mentre ha la mano nel ventre della bestia dissanguata e priva di testicoli.
I due giovani vivono le rispettive vite senza mai incontrarsi, ma è inevitabile l'esistenza di un filo conduttore, che li unisce in un passato misterioso.
Vivono tutti e due in una piccola cittadina che si chiama Hutchinson e le loro famiglie sono nuclei non compatti. La famiglia di Brian, infatti, è composta solo dalla madre apprensiva e oppressiva, la sorella è al college e il padre li ha abbandonati quando erano piccoli, per non si sa quale ragione. Proprio quando Brian è li li per ritrovarsi con Neil, quest'ultimo decide di partire per New York e raggiungere la sua migliore amica Wendy(Michelle Trachtenberg). Nella grande metropoli, Neil continua a prostituirsi e s'imbatte nel caleidoscopio umano che la popola, tra cui Zeke (Billy Drago), un uomo di mezza età affetto da HIV, che ha solo bisogno di essere toccato sulla schiena (zona meno infetta), in uno di quelli che egli stesso definisce 'il rapporto più sicuro che abbia mai avuto' (riferito a Neil) quest'esperienza e quella con un uomo che ha gusti troppo violenti, fanno scaturire in Neil dei sentimenti mai provati, come il fastidio nel fare quelle cose. Dopo quest'evento, Neil torna a casa e s'incontra finalmente con Brian.
Un film davvero bello per quanto forte e crudo. Ti spinge a dire 'basta, non voglio vedere, non voglio sapere', ma se ci si affida alla delicatezza, che poi aleggia alle spalle delle scene, si scoprono mondi nuovi, inesplorati, ma tristemente esistenti nella realtà. Gli attori sono bravi, da sottolineare in particolare, la scioltezza (oltre che l'intensità) di Joseph Gordon-Levitt, nel ruolo di Neil.
Brian e Neil sono due facce dello stesso dolore; l'uno remissivo, l'altro attivo; uno moro, l'altro biondo; uno sicuro di se stesso, l'altro succube di se stesso e della madre. Nascono, crescono e si trasformano nella trama circolare del film, che inizia con il baseball e finisce con il baseball. Ognuno di loro ha un corrispettivo femminile che lo aiuta a far emergere un pezzetto del loro trauma; Neil ha Wendy e Brian ha Avalyn. Quest'ultima è però un personaggio sospettoso. Si presenta in una trasmissione televisiva spacciandosi per una che ritiene di essere stata rapita dagli alieni, trasmissione che vede Brian. Poi, quando il ragazzo va da lei per saperne di più, appare abbastanza fuori dalle righe, per come si comporta, per come parla, per come veste, sempre non curata, sempre come se stesse per andare a dormire. Desta interesse la premura che ha verso il padre, nel definire Brian 'un amico', come a volerlo rassicurare, non però perché questo tema per la figlia, ma perché ne è geloso........chi vuol capire capisca. Fatto provato poi da un tentativo di Avalyn di sedurre Brian, che però fallisce miserabilmente, quando questo la caccia terrorizzato. Avalyn è evidentemente abituata a usare quel potere, ma con chi, se è barricata in casa????Ahia ahia ahia paparino.... O_O
Perché poi, il papà di Brian abbandona la famiglia? Lui si definisce un uomo, uno forte e mostra chiaro disappunto nei confronti del figlio, che invece è l'esatto contrario. Il meccanismo 'onorare il padre e la madre', che su un bambino di 8 anni ha il peso che ha. E poi quest'uomo che si definisce uomo molla tutto per paura di affrontare e approfondire la situazione del figlio, troppo curiosa per il normale.
Insicurezze, debolezze, coraggio, risolutezza, dolcezza, compassione e quant'altro in questo magico film di Gregg Araki del 2004!
VEDETELO!

lunedì 7 marzo 2011

IL GRANDE DITTATORE

TRAMA.
Sul finire della Prima Guerra mondiale, un barbiere ebreo tenta di aiutare l'ufficiale Schultz. I due cadono dall'aereo sul quale viaggiano e alla caduta, il barbiere perde la memoria. Per i successivi 20'anni, il nostro piccolo eroe resta all'oscuro degli avvenimenti che intanto si sono verificati nel mondo è ignaro persino della minaccia nazista, che ha il controllo sulla Tomania. Scappa dall'ospedale e torna alla sua bottega, che nel frattempo è decaduta e palesemente dimessa, ma come se niente fosse comincia a ripulirla. Nel medesimo istante nota la scritta 'Jew' sulla finestra della bottega e senza esitare prende uno straccio e va a cancellarla; ma proprio mentre comincia a pulire, due guardie delle Camicie Grigie lo bloccano. Il barbiere si divincola e riesce comicamente a liberarsi, anche grazie all'aiuto di Hannah, domestica in casa del signor Jaekel, che combatte la dominazione con tutti i mezzi e il coraggio che ha. Tra i due in breve nasce un'intesa, pudicamente mascherata dal contegno sociale. Le Camicie Grigie però, non dimenticano l'umiliazione e la faccia del barbiere e in un'altra occasione, lo legano a una corda e tentano di impiccarlo. Nel momento esatto in cui viene issato il corpo, fa la sua comparsa il generale Shultz, che riconosce nell'ebreo, l'uomo che gli ha salvato la vita in guerra e ordina alle guardie di non dargli più fastidio. Da questo momento il ghetto può vivere in pace, senza la minaccia delle bravate delle Camicie Grigie, ma quando il generale Shultz viene dimesso dal suo incarico dal dittatore Adenoid Hynkel, le cose tornano a precipitare e le prime prede sono il barbiere e Hannah. Nella casa del signor Jaekel si scopre rifugiato il generale Shultz e tutti gli amici del signor Jaekel lo appoggiano nel proteggerlo. Shultz e il barbiere scappano quando le Camicie Grigie vengono a cercarli di casa in casa e nella corsa vengono catturati e inviati al campo di concentramento. Non è qui però che ha termine la loro avventura.

ANALISI.
L'intero film è una satira contro il regime nazista e ciascun nome è infatti chiaro scherno del sistema.
-Tomania= Germania;
-Adenoid Hinkel= Adolf Hitler;
-Fui= Fuhrer.
Persino le opere d'arte riprese e modificate, presenti nel film sono ironiche, come
-La Venere di oggi= La Venere di Milo (che nell'originale è senza braccia, mentre nel film ha solo quello destro alzato) e
-Il Pensatore di domani= Il Pensatore di Rodin.
La voce narrante del film è anch'essa sarcastica, formale, quasi meccanica e si oppone ai toni severi dei discorsi che fa il dittatore, come a ricordare i traduttori simultanei delle comuni trasmissioni televisive. I discorsi stessi sono presi in giro; quelli molto lunghi esprimono concetti in realtà molto corti e viceversa, come quando Hinkel si fa battere a macchina una lettera dalla segretaria.
Le scene più impresse nella memoria collettiva sono sicuramente quelle dei discorsi, in cui si racchiude il sarcasmo stesso e quella del mappamondo, dove Hinkel ha un momento in cui comincia a sognare di dominare il mondo e gioca con un palloncino a forma di mappamondo, finché questo non scoppia nelle sue mani, come a voler essere presagio dei suoi sogni.

PERSONAGGI.
Il personaggio di Hinkel riprende alla perfezione quello di Hitler, tanto che anche Hitler in persona, quando ha visto il film, si è compiaciuto della bravura di Chaplin(che puta caso è distante dalla nascita del dittatore, solo di 4 giorni). Sia il barbiere sia Hinkel sono interpretati da Chaplin, che assunse talmente tanto le sembianze e i modi di fare di Hitler, che aveva comportamenti sgarbati persino con gli altri membri della troupe. Lui diventava il personaggio, non lo interpretava, ed è forse anche per questo, che il successo di un film di cosi difficile accettazione per quel periodo è stato applaudito.
Nel film sono disseminate anche altre parodie, come il simbolo della svastica, che viene trasformato in due X, una sopra l'altra; oppure i nomi di altri uomini di potere, come per esempio Napoloni= Mussolini, anch'egli interpretato magicamente, da Jack Oakie.
Esilarante il dibattito tra Hinkel e Napoloni nella sala del banchetto, dove entrambi esprimono a 360° se stessi, lasciando andare la diplomazia e l'educazione.

CURIOSITA'.
Paulette Goddard, che nel film interpreta la bella Hannah è in realtà la seconda moglie di Chaplin e durante le riprese de 'Il grande dittatore' si stavano separando!!!

domenica 6 marzo 2011

GILDA



TRAMA.
Un incontro fortuito porta il giovane squattrinato Johnny Farrell a fare la conoscenza di Ballin, ricco proprietario di un casinò, che decide di prendere Johnny sotto la sua ala protettiva. Nel tempo i due diventano anche ottimi amici e caposaldo di questo rapporto sono l'assenza di donne e la fiducia reciproca. Quest'ultima però, s'incrina quando Ballin presenta a Johnny sua moglie, Gilda. Gilda però conosce già Johnny, perché in un passato sono stati amanti e si sono lasciati tragicamente arrivando a odiarsi. Johnny si sente tradito da Ballin, ma nonostante ciò continua a restargli al fianco e a servirlo in tutto e per tutto, arrivando persino a prendersi cura dell'irrequieta Gilda, che palesemente non ama il marito e ha delle faccende in sospeso con Johnny. Il casinò di Ballin ha dei traffici illegali e la polizia lo tiene d'occhio, fin quando una sera, Ballin lascia indicazioni precise a Johnny, uccide un uomo e scappa inscenando la sua morte. Johnny resta ora l'unico esecutore del testamento di Ballin e in breve sposa Gilda. Ma l'odio e il desiderio di vendetta verso la donna continuano a perseguitarlo anche dopo le nozze e lo porta a torturare psicologicamente Gilda, fino alla rottura.

ANALISI.
Il famoso triangolo amoroso presente anche in Casablanca fà capolino anche in questa pellicola del 1946 diretta da Charles Vidor, con Rita Haywoth nei panni di Gilda, Glenn Ford in quelli di Johnny e George Mcready in quelli di Ballin.
Il film ha avuto in America enorme successo, ma indovinate un po, dov'è che ha avuto forti critiche?
In Italia, ovviamente. Critiche per cosa? Perché come accade alle persone ottuse e decisamente poco elastiche mentalmente è stato visto, nella relazione tra Johnny e Ballin, un non so che di omosessualità. Sinceramente il film non lo dà da pensare! I due sono molto amici, si portano grande stima e rispetto reciproco, sanno quali sono le loro posizioni e i loro ruoli, sanno chi hanno davanti e stanno ben attenti a non oltrepassare quella linea di confine. Omosessualità in cosa? Perché Johnny è parecchio legato e rispettoso di Ballin? Mi sembra cosa sana e giusta, visto che è stato lui a toglierlo dalla strada, a dargli un lavoro, una carriera e quindi un futuro! Non per niente gli ha insegnato anche le buone norme d'educazione e a sapersi comportare in certi ambienti e con certe persone. Ballin è il mentore di Johnny, il padre, il maestro, colui che prende una creatura selvaggia e indomita, ma dalle potenzialità e dalle risorse incredibili e la trasforma in un perfetto braccio destro, un'arma segreta, un fido amico e alleato, capace di calibrare l'istinto e gli impulsi.
Gilda è invece il ritratto della 'femme fatale', la 'donna noir', colei che strega con il suo temperamento e il suo fascino qualunque uomo, e riesce ad ottenere ciò che vuole. E' molto giovane, per questo inesperta, indomita, irrequieta, insoddisfatta, curiosa e desiderosa di non mettere mai un punto alla sua vita. Sposa Ballin per opportunismo e per vendetta nei confronti di Johnny, ma non essendo felice nella scelta che ha fatto, non perde occasione per poter fare ciò che vuole, quando vuole, incurante dei sentimenti del marito e delle comuni norme comportamentali, del ceto sociale al quale ora, appartiene. Il suo unico obiettivo è quello di stuzzicare Johnny, quello di farlo ingelosire, portarlo al limite del suo autocontrollo e poter essere la vincitrice, in quello scontro psicologico al limite della pazienza. Ci riesce, perché dopo tanti tentativi riesce a sentirlo di nuovo tra le sue braccia, sulle sue labbra e sente di appartenergli come tempo prima. Gilda e Johnny sono chiaramente molto simili; entrambi giovani e impetuosi; entrambi ambiziosi e intelligenti. Ma come in tutte le coppie che si rispettano, c'è una parte più debole; ci deve essere, altrimenti non esisterebbe un equilibrio naturale. Molti, forse troppi riferimenti a Casablanca, per i miei gusti; sembra che alle spalle del film Gilda, ci sia stato il pensiero: 'Ehi, Casablanca ha avuto un sacco di successo, rifacciamo un film molto simile!'. Simile l'alone di mistero che veleggia nei dialoghi dei tre protagonisti; simili le ambientazioni e gli escamotage usati, come l'aereo; hanno persino creato un altro Sam, con il cameriere Zio Pio, dispensatore di consigli, perle di saggezza, migliore amico di Johnny

COLONNA SONORA.
Anche qui, come in Casablanca, la musica è un elemento importante per la comprensione della pellicola. E' infatti la voce di Gilda a torturare Johnny, nei suoi sforzi di non pensarla; è la sua voce ad attirarlo, come fosse quella di una sirena; è la sua voce a fargli saltare i nervi. Le canzoni cantate da Gilda, come 'Amado mio' e 'Put the blame on Mame' sono in realtà cantate da Anita Ellis e lo streaptease di Gilda è rimasto alla storia, perché ha saputo far scaturire fervide fantasie nel pubblico, anche solo togliendosi un lungo guanto di seta nera.

MORE ABOUT IT.
'Gilda' è stato inoltre il film, col quale è tornata in corsa la Hayworth, che da 2 anni non calpestava il palco, a causa di una maternità ed è il secondo dei tre film interpretati accanto a Glenn Ford.

sabato 5 marzo 2011

Il gusto dell'anguria

Ooooooooooooooook!
Compito arduo, ma ce la posso fare.
Film di Tsai Ming-Liang del 2004 ambientato in Taiwan, in una grave crisi di siccità, che costringe la gente a razionare l'acqua e a dissetarsi con il succo d'anguria. In questo scenario di contegno sulle tinte del bianco e del rosso, due ragazzi. Lui, Hsiao-Lang è un attore porno, insoddisfatto e paradossalmente poco stimolato dalla sua professione; lei, Shiang-chyi lavora in un museo e vive sola. Il film sembra voler far apparire i due protagonisti, come appartenenti a due mondi totalmente diversi e i tentativi per farcelo credere sono molti; lo stesso espediente del far lavorare Hsiao nella pornografia lo testimonia. Ma in breve ci si rende conto, che i due sono la medesima persona. Il pezzo dove Hsiao canta su un ponte con l'ombrello è emblematico, perché in esso lui indossa abiti femminili e lei abiti maschili, come a voler definire due metà della stessa cosa; lo yin e lo yang, tanto frequenti nel pensiero orientale. Canta? Si, perché ne 'Il gusto dell'anguria' si trovano vari generi; c'è il drammatico, l'erotico, il comico, il pornografico e il musical. Accozzaglia di generi? No. Il classico ritmo lento del cinema orientale è fondamentale e permette a ciascun genere di emergere, senza sovrapporsi a un altro. I colori predominanti sono poi equilibrio perfetto: il rosso dell'anguria e di altri dettagli disseminati nella pellicola, simboleggia l'emozione, la passione, il sesso, l'erotismo ed è anche un chiaro riferimento all'interno del corpo umano, sede di piacere e mistero assoluto. Il bianco invece, simboleggia la pace, la quiete, ma anche l'assenza totale di vitalità, di emozione e fremito; una vastità troppo grande per una persona sola come Shiang. Perché la solitudine è un altro tema presente; un tema che vuole presentarsi esclusivamente come colonna sonora all'incontro dei due protagonisti, che vuole essere per loro guida e sostegno. Quasi del tutto inesistenti i dialoghi e le colonne sonore, che costringono lo spettatore a vivere suoni del tutto reali, per nulla filtrati. Forse è proprio questo a rendere il film crudo; il fatto che non ci sono filtri di nessuna sorta, ne per le scene di nudo e di sesso, ne per quelle di noia, non tanto le scene in se per se, che senza dubbio sono esplicite. Con tutti questi elementi, il gusto dell'anguria resta paradossalmente un film molto delicato, perché i significati che snocciola esulano dalle immagini proposte.
A buon intenditor, poche parole ;)

mercoledì 2 marzo 2011

XENA, LA PRINCIPESSA GUERRIERA


Sono riuscita a vedere tutta la serie di Xena, la bellissima Principessa Guerriera!!!
Non potrei non aggiungere:
'Al tempo degli dei dell'Olimpo,
dei signori della guerra
e dei re
che spadroneggiavano su una terra in tumulto,
il genere umano invocava il soccorso di un eroe,
per riconquistare la libertà.
Finalmente arrivò Xena!
L'invincibile Principessa Guerriera forgiata dal fuoco di 1000 battaglie.
La lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con indomito coraggio, da colei che sola,
POTEVA CAMBIARE IL MONDO!!!'

Lo so, lo so, lo so, ma non potevo non dirlo, perché sicuramente è capitato anche a voi che avete seguito la serie, che quando sentite le cornamuse iniziali della sigla, non potete far altro che INCAZZARVI COME BESTIE e sentirvi pronti a combattere qualsiasi battaglia! Mi fomenta proprio!
Ok, oggi tenterò di farvi un riassunto quanto più preciso dell'INTERA SERIE, cercando di farvi orientare tra i vari personaggi, cercando di mostrarvi le bellezze, le sciocchezze, le delusioni e le gioie che ho provato nel vedere questo cult, famoso in tutto il mondo.

PREMESSA.
Xena è uno spin-off della serie 'Hercules', dello stesso regista Sam Raimi.
In Hercules, Xena è la Principessa Guerriera più sanguinaria, pronta a tutto pur di battersi, vincere e conquistare. Conosciuta in tutto il mondo per la sua crudeltà, per la sua ferocia, per la sua intelligenza e anche per la sua bellezza.
L'improvviso amore dei fans per il personaggio della guerriera ha saggiamente portato il regista ad approfondirlo e quindi a realizzare una serie tutta sua.

TRAMA(approssimativa).
In questa serie, formata da 6 stagioni, ciascuna di 22 episodi circa, Xena è una donna redente, pronta a tutto per purificarsi il corpo e lo spirito, dai peccati e dalle atrocità commesse in passato. Ha infatti lasciato il suo villaggio Anfipoli che era poco più di una bambina, per seguire un signore della guerra e farsi allenare dal dio Marte, per diventare la guerriera più forte e per conquistare il mondo. Ha conquistato, spadroneggiato, ucciso, mutilato e diviso milioni di persone innocenti e quando cambia, decide di vagabondare per il mondo e di aiutare i deboli, spesso mettendo seriamente a repentaglio la sua vita e quella delle persone che le sono vicine. Tra queste, non si può non citare la preziosa e splendida Olimpia, che nella versione originale ha il nome di Gabrielle. Olimpia è una ragazza pura, dolce, gentile, caritatevole ed estremamente pacifista; quindi l'esatto opposto di Xena e decide di abbandonare il suo villaggio, Potidea, perché si sente profondamente insoddisfatta della sua vita e perché desidera appagare la sua sete di conoscenza, di avventura e di voglia di aiutare il prossimo. La relazione tra le due mostra chiare difficoltà sin dall'inizio, perché Xena si trova a fare i conti man mano, con tutti i mostri (in senso letterale e non) del suo passato e Olimpia si trova ad avere l'arduo compito di sostenere l'amica, in una condotta quanto più riflessiva, pacifica e saggia.
Le prime due stagioni sono abbastanza leggere; vengono presentati nel dettaglio i vari personaggi, tra i quali ricordiamo Corilo (che nella versione originale ha il nome di Joxer), pallido tentativo di un uomo di essere un guerriero, grande amico delle due protagoniste e innamorato perso di Olimpia. Gli dei dell'Olimpo come Marte e Venere, quelli che saranno più o meno presenti poi, per tutta la serie e i principali antagonisti, come Cesare, lo stesso Marte e Callisto. Con Xena infatti, si ripercorrono vari periodi storici, si rivivono vecchi miti e leggende dell'antichità...ci si fa un'infarinata molto generica, sui grandi avvenimenti del nostro passato, chiaramente romanzati, rimpolpati e a volte, del tutto cambiati.
In ogni puntata, Xena e Olimpia affrontano feroci Signori della guerra, terribili maledizioni, possessioni demoniache, cacce al tesoro o ad antichi manufatti; affrontano viaggi estremi nel futuro, nei Campi Elisi, nell'Ade; si cimentano in battaglie fisiche, psichiche e spirituali; distruggono anche i propri demoni personali, in un climax ascendente- discendente, che non annoia mai.
Dalla terza stagione cominciano quelli che, secondo me, sono i casini peggiori. Olimpia viene posseduta da Dahak, il Signore dell'eterno fuoco, che in breve le fa mettere al mondo Speranza, una mezza dea che però segue le perfide orme del padre, anziché quelle pacifiche della madre. Speranza causa immenso dolore sia ad Olimpia, sia a Xena, che perde a causa sua, il figlioletto Seleuco e cosi, anche quello straccio di bontà, che con tanta fatica ha cercato di costruirsi. Da qui: LA TRAGEDIA GRECA!
Xena è ossessionata dalla vendetta e si rifà sulla povera Olimpia, che nel frattempo si è rifugiata dalle Amazzoni sue amiche, per metabolizzare il dolore della perdita di Speranza. Le due si riappacificano nell'immaginario mondo di Illusia, dove affrontano il dolore per le perdite dei rispettivi figli, per il senso di tradimento reciproco e per la separazione l'una dall'altra tornando alla realtà, più unite di prima.
Lasciando questa stagione cosi dolorosa, Xena e Olimpia tentano di unirsi al Cammino dell'Amore, predicato dal saggio Belhur, profeta conosciuto in India, e anche qui finiscono in sentieri pericolosi, dai quali però ne escono sempre illese (o quasi). Affrontano la predizione della caduta degli dei, causata dalla futura nascita della figlia di Xena, Eve, concepita "magicamente" da Callisto. Quest'ultima, finita in Paradiso grazie a una buona azione di Xena decide di riappacificarsi totalmente con la guerriera, diventando lo spirito di sua figlia. Le nostre eroine vengono poi crocifisse da Cesare, il giorno delle Idi di Marzo, ma poi tornano in vita dopo ben 5 lustri. Aiutano Marte ad avere una vita da mortale e lascio a voi il gusto di sapere perché ha perso l'immortalità; poi Venere a mantenere la sua divinità e anche qui lascio a voi.
La quinta serie è quella dove si definiscono un po, gli avvenimenti già iniziati nella quarta. Gli dei sono stati spodestati e ora ognuno è libero di credere in ciò e in chi vuole; la figlia di Xena è grande e dopo alcune lotte riconosce la madre e accetta il suo ruolo nel mondo; Olimpia è sempre più una donna forte e definita; Xena è sempre più agli sgoccioli della sua redenzione. Nell'ultima stagione, Xena affronta il male dei mali e infine...
lascio a voi il piacere di sapere come finisce.
Vi dico solo che ho sofferto moltissimo per il finale, perché mi è parso troppo frettoloso, superficiale e non particolarmente diverso dai finali di ciascun episodio.

PERSONAGGI.

XENA e OLIMPIA.
Molti fans ritengono che tra le due, ci sia molto più di un'amicizia e se andiamo a prendere questa frase, solo ed esclusivamente per ciò che dice hanno ragione. Infatti le due donne dimostrano un affetto che va oltre la semplice amicizia; gli sporadici ma teneri baci, mandano in tilt i calcoli degli appassionati e li gettano in supposizioni, a mio parere troppo basse. E' vero, spesso dimostrano gelosia l'una verso l'altra, come quando Olimpia si sposa, o quando Xena ha un incontro ravvicinato con Marco Antonio; ma la loro è una gelosia molto diversa da quella comune. Hanno entrambe paura di perdersi, perché hanno trovato l'una nell'altra una compagna perfetta. Temono inoltre che possano "buttarsi via" con persone che non le meritano davvero, quindi è più un senso di protezione acuto, che gelosia in se per se. Qui dovrei aprire una parentesi enorme sul concetto dell'amore. Mi rifaccio a una frase che dico sempre:"L'amore è il sentimento generale, ma quando voglio davvero tanto tanto bene a un'amica o a un amico posso dire serenamente di amarlo, senza per questo affermare che è l'uomo o la donna che voglio sposare!". Se preferite però potete continuare a inserire le 't' al t.v.t.b.(=ti voglio tanto bene) e inviarlo ai vostri amici, per me, il senso è lo stesso. Perché nelle teste di molti c'è ancora questa concezione assurda, antica; l'amore è un concetto vasto e per questo applicabile a tutte le situazioni, con sfumature diverse.
Tornando a Xena e Olimpia; nel corso della serie si scopre che le due amiche hanno le loro vite legate nel destino e che si rincontrano poi nel futuro, in altre vesti e ruoli.
Le due attrici sono anche molto versatili! Sanno infatti essere comiche e ironiche facendo smorfie buffe e per niente scontate, con facce espressive e divertenti!

XENA(nome suggerito da Dino de Laurentiis e significa 'Straniera')
Interpretata da Lucy Lawless. Lucy ha avuto una vita movimentata e si è adattata a fare tutti i lavori, persino a lavorare in una compagnia mineraria, fin quando ha conosciuto Robert Tapert, produttore della serie di Xena ed è stata scritturata per quel ruolo.
Una bruna beltà alta 1,80, con occhi color ghiaccio e un fisico scultoreo. Un temperamento focoso, sotto tutti i punti di vista; impulsivo, aggressivo, violento, vendicativo, sfrenato e incredibilmente coraggioso. Una donna forte fisicamente e caratterialmente, che però sa anche come calibrare il suo valore, a seconda delle esigenze. Dimostra scaltrezza e intelligenza, pazienza nei momenti giusti e velocità in altri. Rappresenta l'istinto e la primitività in tutta la sua complessità. E' l'eroe redente, in cerca di pace ed equilibrio. E' lo yang. E' il Sole. Nella serie spesso viene vestita con abiti, veli e armature nere, proprio per sottolineare la sua indole. Nelle situazioni reagisce sempre sguainando la spada e lanciando il suo urlo fighissimo, quasi mai tenta un approccio comunicativo. Ovvio che il motivo risiede nel suo turbolento passato, ricco di battaglie all'ultimo sangue, sfide terribili, nemici divini e pericolosi, che l'hanno strutturata in un certo modo.

OLIMPIA(Gabrielle nella versione originale, che vuole riferirsi all'arcangelo Gabriele)
Interpretata da Renee O'Connor. Renée ha lavorato sin da piccola nella televisione e ha avuto anche dopo Xena dei ruoli in altri film; cosa non proprio facile quando si lavora per tanto a un personaggio, perché si finisce per restarvi intrappolato. Le sue attitudini all'attività fisica, l'hanno portata a praticare sport come il Taekwondo e lo Shinkendo, facendosi conoscere anche come stuntwoman.
Un angioletto di 1,65 cm, con bellissimi capelli ramati, occhi cerulei e un fisico: DA PAURA! Ovviamente nelle prime stagioni non viene ne messo in evidenza, ne notato, perché il suo personaggio è ancora acerbo, ma col tempo e col cambiamento di abiti, esso appare in tutto il suo splendore. E' tonica, forte, muscolosa ma non tozza; ha una pelle rosata, liscia come la seta, delicata; la bocca ben disegnata e un sorriso dolce. Quando decide di mettersi in viaggio con Xena, Olimpia è una fanciulla che non ha visto nulla del mondo e che non sa niente della vita. E' pura, casta, pacifica ogni oltre limite, tanto che spesso ha infastidito persino me. E' piena di buoni propositi, sani principi ai quali appellarsi e in lei scorre una morale salda e inarrestabile. Nei loro viaggi incontra spesso personaggi nei quali ardono gli stessi bei principi, ed essa si lascia conquistare da loro, come la falena dalla luce. Confesso che mi urta! Vede e soprattutto CREDE alle parole dei primi che passano, come con Nerissa, una tipa apparentemente nel giusto, che in breve si dimostra una squilibrata che sente le voci! E' bastato un secondo di presentazione e Olimpia alla parola 'pace' si è intontita, trascinandosi in un'altra battaglia, dalla quale ha salvato la pelle, grazie a Xena. Lo stesso con Ottaviano! Xena l'aveva incaricata di vedere che tipo era e alla parola 'pace', Olimpia non ha dubitato di lui e dei suoi ideali e cosa è successo? Ottaviano si è dimostrato un porco schifoso, che dopo aver cresciuto Eve, la figlia di Xena, voleva sposarsela!!! Sono errori dovuti sicuramente alla mancanza di esperienze, ma santo cielo! Svegliaaa!!! Ovviamente lei rappresenta la femminilità, la grazia, l'eleganza, la purezza, lo yin, la luna. Compensa la figura oscura di Xena ed è proprio lei a darle equilibrio nel corso della vita.

CORILO.
Appare nella serie come uomo che tenta in tutti i modi, di entrare in un esercito e fare carriera come grande guerriero. Risultati catastrofi! Viene scartato da tutti gli eserciti e ha un tentativo con quello di Callisto, ma invano. Conosce Xena e Olimpia proprio tramite Callisto e in breve cade vittima del fascino di Olimpia, senza mai uscirne. Confessa il suo amore alla sua bella, solo nella quinta stagione, ma Olimpia non ricambia. Dopo la sua apparente morte, Corilo si sposa con Melania (sosia di Xena, ma di ben altra tempra) dalla quale ha anche dei figli, tra i quali, Virgilio. Nonostante il suo essere imbranato, Corilo ha un cuore grande e resta accanto alle sue amiche in ogni situazioni, sapendo sperperare anche ottimi consigli. E' l'occhio della telecamera, perché assiste e partecipa alle avventure delle eroine mantenendo sempre una buona oggettività. E' interpretato da Ted Raimi, fratello del regista, che per il suo aspetto ha recitato spesso anche in altri film, come per esempio in 'Alla ricerca della pietra verde', con Michael Douglas e Catherine Turner, dove ha fatto una piccolissima comparsa all'inizio del film, come cliente di un ristorante.

MARTE.
Ragazze mie, chi può dimenticare il fighissimo Marte? Interpretato dall'affascinante Kevin Smith, morto disgraziatamente nel 2007, l'attore ha con la serie di Xena, conquistato il mondo non solo per il suo fascino, ma anche per la sua abilità d'attore. Anch'io posso dire che non era niente male a recitare; era espressivo e reale; capace di essere divertente, pericoloso, eccitante e drammatico. Un artista completo, che alla sua morte ha lasciato un grande vuoto, sia nel cast di Xena, sia nella sua vita privata. Le ragioni della sua morte sono dovute a delle profonde ferite alla testa riportate in seguito a una caduta...in pratica una cazzata, che però gli ha costato la vita! Rosicata immensa. Prima di morire aveva iniziato delle riprese per un film con Bruce Willis e la Nuova Zelanda si è unita nel dolore, il giorno del suo funerale.
Il suo personaggio ruota letteralmente intorno alla bruna battagliera, ma è anche molto combattuto con la sua natura disonesta, che lo porta a recare continuamente danni a Xena. Più e più volte afferma di amare la guerriera, ma allo stesso tempo non riesce a vincere la sua natura da ingannatore e opportunista. Dopo infatti aver recato innumerevoli danni a Xena, darà un figlio a Speranza, sedurrà Eve, poi una guerriera che vuole prendere le grazie del dio uccidendo Xena, sedurrà Varia la regina delle amazzoni e in un certo senso, ci proverà pure con Olimpia. Senza speranze? Senza ritegno? Può essere, ma alla fine Marte ama Xena e i due sono palesemente uniti da fili non oggettivamente visibili.

VENERE.
La dea dell'amore è interpretata in maniera molto buffa da Alexandra Tydings, personaggio che resta per tutta la serie fedele alle sue caratteristiche. Amante dell'amore, dei bei ragazzi...di se stessa! Pasticciona, ma amorevole con le due eroine fino alla fine. Verso la fine è molto amica di Olimpia che lei stessa definisce 'la mia migliore amica'.

CESARE.
Interpretato da Karl Urban. Ecco, su questo attore vorrei dire due cosine.
Bellissimo, x carità, bravo pure, ma nella serie ha fatto più di un personaggio! Cos'è avevano finito i fondi??? Ha interpretato prima un ragazzo Maell, che voleva uccidere il fratello e il padre per arrivare al potere; poi Cupido; Kor, guerriero di una tribù barbara avversa alle Amazzoni e infine Cesare! Per carità, bello vederlo cosi spesso, ma lascia un po pensare sulla serietà della serie stessa!
La storia di Cesare la sappiamo tutti. Grande condottiero, imperatore di Roma, colui che l'ha portata definitivamente alla gloria eterna e alla ricchezza. Uomo avventuroso, ambizioso e per certi versi spietato. Nella serie, il suo lato negativo è accentuato oltre ogni misura e io che amo tanto la sua figura storica ho avuto problemi ad accettarlo. Cesare era si un condottiero valoroso e affamato di ricchezza e gloria, ma era anche un uomo molto intelligente, profondo, consapevole del suo ruolo e dei suoi doveri per un progetto che alla fine, realizzerà. Ha amato Cleopatra, che tutti dicano pure il contrario, ma io credo davvero che tra loro due ci sia stato un amore con la A maiuscola! Recentemente ho scoperto che era gay...sono rimasta scioccata! O_O Fonti mi hanno confermato quest'ultima cosa, ma continuo a pensarla a modo mio :P
La bravura dell'attore è indiscussa, anche se trovo un po troppo statiche le sue espressioni. Questo fattore è probabile lo abbia portato a fare quasi esclusivamente ruoli da 'bad-boy', o comunque ruoli tendenti all'oscurità e con un temperamento ruvido, come Eomer de 'Il signore degli anelli'.
CALLISTO
Interpretato da Hudson Leick è forse uno degli antagonisti più importanti. E' considerata la nemesi di Xena, perché rappresenta il primo passo di guarigione della guerriera. Apparsa nel 21° episodio della prima stagione, intitolato 'Xena e la freccia avvelenata', Callisto è una bella donna piena di odio e vendetta verso Xena. Essa le ha infatti distrutto la famiglia, in un passato in cui attaccò il suo villaggio e da allora Callisto non ha più trovato pace. L'importanza di Callisto risiede nel percorso che fa in tutta la serie. Parte con progetti di vendetta, attacca Xena da più fronti uccidendo persino il marito di Olimpia(il che, a mio parere, più che una tragedia è stata 'na salvata'), giunge allo scontro con Xena e alla sconfitta mortale. Ma non finisce qui. Riesce a tornare sulla terra e a rimettersi a caccia della sua nemica; mette le mani, in un episodio di Hercules, sull'Albero della Vita e mangiando una sua mela diventa immortale. Xena la libera, per farle sconfiggere un'amazzone divenuta immortale mangiando l'ambrosia e nello scontro, Callisto cade in un baratro di lava. Viene in seguito liberata da Speranza, figlia di Olimpia, che la prende come complice nei suoi efferati misfatti. Muore nuovamente per mano di Xena, ma esse si rincontreranno in uno scontro...divino, oltre la vita. La figura di Callisto torna in altre vesti, come per esempio, nel ruolo di guida nel mondo di Illusia, o come apparizione angelica. E' importante perché rappresenta uno "scoglio" molto grande per il passato di Xena, un peso difficilmente scrollabile di dosso, una macchia enorme sulla coscienza della protagonista.

I MESSAGGI.
Tutta la serie ruota attorno ai concetti di pace e guerra. 'E' giusta la guerra oppure no?'; 'E' giusta la pace nel mondo? E'una cosa naturale o un ideale da raggiungere?'. Le due eroine si amano e spesso si odiano, per le nature che le diversificano e riflettono molto sul senso stesso della vita e della morte. Una serie profonda, che tocca vari temi e li affronta con saggezza e originalità. Molte risposte le ho trovate nell'episodio di 'Xena e il Dragone Verde', dove in Cina, la nostra eroina entra in contatto con la cultura orientale e i suoi messaggi rivoluzionari. Lao Ma, imperatrice del Celeste Impero, la inizia a un percorso di guarigione personale e interiore, allontanandola dalle questioni materiali, dalle guerre e dalla morte. Con i suoi insegnamenti, Xena torna a vivere e abbraccia una parte di se che è da troppo dormiente. Altri temi affrontati sono: l'amicizia, la lealtà, il tradimento, la responsabilità, la capacità di lasciar andare cose e persone che hanno abbandonato il nostro percorso. La responsabilità del singolo, come riflesso di un contesto più vasto è il filo centrale dell'intera serie; molte volte, infatti i personaggi non spariscono al termine dell'episodio, ma si ripresentano più e più volte nel corso della serie e il loro ruolo è cosi dilatato nel tempo e nei fatti, in un sistema causa-effetto logico e lineare.

AMBIENTAZIONI.
Tutte le riprese sono state fatte in Nuova Zelanda, terra verdeggiante dai paesaggi spaziosi ed evocativi.

COLONNA SONORA.
Realizzata da Joseph Lo Duca, che ha successivamente creato una raccolta con tutti i brani, nei quali ricordo quello della sigla iniziale, tratto da un canto bulgaro che s'intitola 'Kaval sviri' (potete trovarlo su Youtube...è bellissimo!). In tutti i canti che accompagnano le avventure di Xena appaiono vari stili e moltissimi strumenti di vario tipo, come le cornamuse stesse. Troviamo molti riferimenti all'Oriente, con quei tipici strumenti dal suono dolce e meditativo; riferimenti arabi, indiani e nordici...insomma: uno stile per ogni paese toccato dalla guerriera! Ho tutte le canzoni e le trovo stupende! Alcune incitano alla battaglia e fanno raggelare il sangue, altre sono conturbanti e sensuali e ci portano a pensieri osceni: ce n'è per tutti i gusti!

COSE POSITIVE.
Chi ama il genere fantasy-mitologico godrà dall'inizio alla fine, lasciandosi contagiare dalla profondità dei messaggi, dalle ambientazioni, dalle scenografie, dalle musiche e quant'altro! Riderà con Xena e Olimpia e piangerà con loro, perché sembrerà di essere proprio li, a condividere tutto. Vorrà gettarsi per boschi e imparare a fare l'urlo di battaglia di Xena; vorrà imparare a bloccare il mitico afflusso di sangue al cervello! Vorrà imparare ad ascoltare oltre i suoni che ci circondano e dentro al nostro stesso cuore; vorrà apprendere l'immensa comprensione e l'amore di Olimpia, il coraggio inarrestabile di Xena, la pazienza e la saggezza di Corilo. Ci sono molti episodi divertenti, che alleggeriscono un po la pesantezza generale e ricordo con piacere il 4°episodio della quarta stagione, che s'intitola 'Xena e la fuga di Argo', dove Xena rincorre il suo cavallo e nella corsa arriva in un villaggio bisognoso d'aiuto. Durante la caccia però, Xena prende i pidocchi e Olimpia viene contagiata da un'irritazione, che le squama la pelle. Ci sono battute divertenti e scene davvero comiche, che riescono a strappare le risate anche ai più duri di cuore. Chi vorrà vederla amerà questa serie come l'ho amata io e amarla significa accettarla con pro e contro, perché ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro.

COSE NEGATIVE.
Come ogni serie che si rispetti, ci sono anche queste.
La cosa che mi è balzata agli occhi è stato il multiplo utilizzo di uno stesso attore per più personaggi: mai visto prima! Mi ha deluso fortemente e mi ha spinto a chiedermi: perché? Senza però mai trovare risposta. Gli effetti speciali usati sono veramente molto brutti e ricordano gli scenari dei videogiochi, che andavano qualche anno fa. Alcune scene sono fini a se stesse e palesemente riempitive, senza un nesso logico con l'episodio successivo; altre sono assolutamente inutili e si può procedere senza vederle.

Non vi dirò che è tutto, perché rivedendomi spesso la serie noto sempre cose nuove, vi dirò ARRIVEDERCI e spero che questo piccolo schema possa aiutarvi in una maggiore comprensione!