domenica 28 ottobre 2012

Il SEGRETO del mio SUCCESSO


Non siate cattivi con me, ma io ho avuto i miei primi pensieri "strani" proprio con Michael J-Fox in questo film: Il Segreto del mio Successo! E' un film che ha 25 anni suonati, ma ancora adesso, quando lo rivedo mi fa impazzire! Lui è semplicemente adorabile, con quell'aria sbarazzina e un po imbranata, il fisico minuto ma sportivo ... cosa volete dirgli? La famosa botte piccola ...

Regia di Herbert Ross con una magnifica e carismatica Margaret Whitton nei panni della sensuale Vera e Helen Slater in quelli della candida Christy è un film da rivedere con estremo piacere, quando ci si vuole fare quattro risate, con ritmi incalzanti e un bassissimo livello di romanticismo. 
Non ne fanno più di film cosi, questa è la mia opinione!
Oggi fanno sì commedie, ma hanno tutte una colonna centrale di love story che stucca e porta fuori tema, perché: se io mi voglio ammazzare dalle risate, non cerco l'amore!!!

Brantley è un neo laureato che vive nel Kansas e che brama di andare a New York per inserirsi nel mondo degli affari e fare cosi fortuna. E' un ragazzo determinato (come tutti i personaggi di Michael J-Fox d'altronde) e senza pensarci troppo prende e parte. 
Una volta arrivato nella grande mela scopre che l'azienda nella quale era stato da poco assunto è stata assorbita da un'altra sua compeditor e che quindi è disoccupato. Brantley non si perde d'animo e cerca incessantemente un altro posto, senza però successo. In una chiamata alla madre, lei gli suggerisce di contattare un certo zio Howard Prescott che può dargli una mano ed essere cosi, un punto di riferimento, cosi Brantley al limite della speranza, si reca nella grande multinazionale gestita dallo zio e grazie sempre alla sua determinazione, o a quelle che noi chiamiamo 'palle quadrate', inizia a lavorarci come semplice fattorino.

Brantley però non ha dimenticato il suo obiettivo e pur essendo fattorino continua a puntare i piani alti, tanto da posare gli occhi sulla pupilla dell'azienda, la bella Christy, tra le altre cose, amante dello zio. Nonostante però il candido fascino di Christy, Brantley viene letteralmente acchiappato dalla provocante Vera, moglie di Howard e quindi sua zia che però, non sapendolo, ci finisce a letto, dopo una spassosissima scena in cui i due nuotano nella principesca piscina, di casa Prescott. 
Nel mentre che la verità viene a galla, Brantley decide di crearsi una doppia vita all'interno dell'azienda, quella da fattorino e quella da dirigente ... a voi scoprire i dettagli!

E' davvero troppo forte, vi consiglio caldamente di vederlo o di RI- vederlo, perché ne vale davvero!

Mitica la colonna sonora, dove è da ricordare 'Oh Yeah' di Ferris Bueller!

Qui sotto una scena fantastica: da non perdere!

http://www.youtube.com/watch?v=gatR2qyOEZE

P.S. COMPARSA DELLA SPLENDIDA CINDY CRAWFORD ALL'INIZIO DEL FILM, ALL'ARRIVO DI BRANTLEY A NYC!

BIANCANEVE e IL CACCIATORE


Una mela nella mano di una giovane è l'immagine che ci riporta immediatamente alla favola di Biancaneve e i sette nani (prima di Twilight, chiaramente).

Qui però c'è una variante (una sola?), perché si parla sì di Biancaneve, ma di Biancaneve e il Cacciatore.
Rupert Sanders è il regista di Biancaneve e il Cacciatore uscito proprio quest'anno, dove spicca l'oramai mondialmente famosa Kristen Stewart, insieme alla superlativa Charlize Theron.
E' proprio la Stewart ad essere la Biancaneve de'noantri, in quella che secondo me è ... la peggiore rivisitazione del vasto mondo immaginifico!

La trama è pressoché la stessa della favola, con giusta eccezion fatta per il personaggio della regina, che qui è più rimpolpato, studiato, spulciato in ogni fibra del suo passato ed essere, si chiama Ravenna e che desta,  inizialmente sdegno perché completamente folle, poi pena e oserei dire, quasi tenerezza. 
Ma ricordiamoci che parliamo sempre di Charlize Theron, mica di pizza e fichi!



A R. Sanders poi, si vede che la Stewart è piaciuta davvero tanto in Twilight (...già, solo li...) soprattutto nelle scene del capitolo New Moon dove salta dalla scogliera e quella dove correndo nel bosco, dopo essere stata mollata da Edward, cade a terra e sviene; quella nel capitolo Twilight dove si contorce a causa del veleno di James e pure il triangolo amoroso con Jacob!
E' puro sarcasmo il mio, spero sia chiaro! Adoro la saga di Twilight e sono una fan sfegatata dei libri, ma c'è un limite alla decenza!
Era per dire che queste scene sono state riprodotte FEDELMENTE da Sanders, anche in Biancaneve e il Cacciatore!
Per la serie ' visto che so venute tanto bene, perché non rifarle?! 
CHE TRISTEZZA IMMONDA.

Mi sono piaciuti molto gli effetti speciali, la grafica e la fotografia, ma un enorme 'Perché?' si staglia di fronte la fine, lasciata decisamente a buffo.

Insomma ... il tutto si imposta su lei che storicamente è legata affettivamente a lui, galante e giovane, tanto da cercarlo con spasimo non appena possibile; poi lei viene presa in contropiede dall'altro, selvaggio e ciliegina irresistibile, con un cuore infranto tutto da medicare e poi ... poi? Poi boh, sta a voi immaginare, ecco come ci lascia il regista! WTF?!

Procediamo per ordine.




  • Ravenna è sì la matrigna di Biancaneve, ma divenuta tale per quale motivo? Perché ha ingannato il padre della principessa finendo per sposarlo, al solo e unico scopo di ottenere il potere. Di che potere si parla però?

Qui c'è il grande e forse unico merito della pellicola. Mentre per routine, il termine potere indica soldi e possesso materiale, qui gli si da anche un'altra connotazione. Il potere che Ravenna va ad ottenere è il POTERE FEMMINILE! Essa è terrorizzata dall'invecchiamento, dal tempo e quindi dalla morte e teme di perdere potere su chi la circonda (ed ecco un'altra accezione della parola potere); teme di non essere più al centro dell'attenzione, di non essere più quella che TUTTI guardano con occhi trasognati.
Quale donna, se onesta fin nell'anima con se stessa, non teme tutto ciò? Non ci sarebbero tante creme, cremine e cremette, sieri e via dicendo contro l'invecchiamento, no?
E anche una frecciata di critica all'epoca che viviamo, con la frase 'Darò a questo mondo corrotto, la regina che merita' va ricordata che consolida, a mio parere, Ravenna come il mio personaggio preferito!



  • Biancaneve è la ragazzina spaesata piena di perché e neo 18'enne, che si ritrova sola al mondo, con una pazza che la rinchiude in una torre non sapendo neppure il perché (ma non era Rapunzel, mentre Biancaneve finiva a fare la sguattera? Ma, va bé, sorvoliamo pure qui).
Cresce circondata dall'amore dei suoi genitori che l'hanno tanto voluta, con l'amore del suo popolo che non vede l'ora di vederla al trono e persino con l'amore dei suoi nemici, come Finn, fratello della regina, che le fa visita e la osserva mentre dorme (ansia!!!). Finisce, come se non bastasse, per essere scortata da due baldi giovani che silenziosamente se la contendono, rivendicandone l'uno la tipica giocosità adolescenziale con una sorta di 'ti ricordi quanto ci divertivamo insieme da piccoli?' e l'altro, il senso di protezione assoluta che può dare un uomo adulto e con esperienza.  Anche in Biancaneve e il Cacciatore, la Stewart fa quella infoiata che bacia e guarda i suoi protettori, con ardore maggiore di quello mostrato in genere da un uomo e le espressioni del suo viso sono aimé, le medesime di TUTTE le sue pellicole; direi che è il momento di lavorarci un po sopra, non trovi Kris? Occhio anche al portamento! Insomma una principessa è decisamente meno goffa di un'adolescente, non trovi?

In ultimo, sia Ravenna sia Biancaneve sono chiaramente l'una l'alter ego dell'altra, gli opposti, una bionda l'altra mora, ma che inversamente dalle comuni credenze sono in questo caso, la prima cattiva e la seconda buona. 

In sostanza?
Se non avete altro film che vi stuzzica date un'occhiata a Biancaneve e il Cacciatore, altrimenti ... inventatevi qualcosa da fare!


venerdì 26 ottobre 2012

LABIRINTO DI PASSIONI


Una Madrid del 1982 spogliata da tutti i pudori che vivono di giorno. La pellicola di Pedro Almodovar (dove fa la sua prima comparsa Antonio Banderas), non poteva non essere chiamata: 'Labirinto di passioni'.
Nello scenario, due protagonisti indiscussi: Sexilia e Riza Niro.










La prima è una ninfomane bisessuale con un rapporto ostile col padre, illustre ginecologo (ironico, vero?); il secondo è invece l'erede di un imperatore musulmano, che però ha evidenti gusti omosessuali e rifugge dal suo destino reale.
I due protagonisti fanno da ancore a personaggi secondari, le cui vite s'intrecciano in ironiche casualità con i primi e colpi di scena, sotterfugi, fughe, segreti e misteri, il tutto si mescola col tipico stile 'almodovariano', riportandoci alla colorata Spagna e alle sue eccentricità.
Interessanti gli spunti psicologici, come la sindrome di Electra e quello di Edipo; il gioco del doppio, del giorno e della notte, di ciò che è socialmente giusto e di ciò che invece va nascosto nel cuore della notte, per poi essere cancellato all'alba.

E' un po lento, ma è divertente, si prende molto in giro ed è leggero. Caotici i colori, i costumi e le scenografie, ma tipiche di quegli anni, per cui pertinenti.

Antonio Banderas era assolutamente adorabile ... vedere per credere!


lunedì 22 ottobre 2012

THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DOWN (parte I)

Eccoci qua, agli sgoccioli di una delle più belle storie create negli ultimi anni, la love- gothic- story creata da Stephanie Meyer tra un'adolescente, Bella Swan e un vampiro centenario, Edward Cullen: The Twilight Saga- Breaking Dawn (Part 1).
Per chi non avesse seguito l'ultimo episodio do un veloce ripasso: Bella è inseguita da una roscia assassina sanguinaria ,(non io Xp) Victoria, compagna dell'ormai defunto James, che per vendicare l'amato, si mette sulle tracce della moscissima protagonista in questione. A difesa della fanciulla: lo schieramento dei vampiri e quello dei licantropi, che per questa volta si uniscono sospinti anche da ragioni comuni. Al termine dell'episodio,  con Victoria fuori dai piedi, Edward "si scoccia" di dover rincorrere sempre Bella e la chiede in moglie (awwwww).















Ora partono i sontuosi preparativi per il matrimonio dell'anno e tutti sono in agitazione. Le famiglie di Bella si riuniscono, i vampiri si acchittano e i lupimannari mettono al guinzaglio la voglia di far fuori tutti. Vengono portate le panchine fatte di rami intrecciati e muschio, agghindati gli alberi di casa Cullen e la sposa viene finalmente presentata sotto le spoglie della bella ragazza che di fatto è. Edward è emozionato come tutti i giovani sposi innamorati e i preparativi sono a posto. La sposa avanza con passo incerto sui tacchi chilometrici in un vestito candido, accompagnata da un ancor più emozionato padre e in fondo al viale gremito di gente e amici, c'è lui, il volto dell'amore: Edward. L'emozione e l'agitazione della ragazza svaniscono nel momento esatto in cui mette a fuoco il suo futuro marito, per convolare alle tanto sospirare nozze.



I giovani partono per la luna di miele e arrivano a Rio de Janeiro, dove prendono un motoscafo e si dirigono verso l'Isola Esme; un'intera isola a loro completa disposizione. Una casa perfettamente attrezzata, arredata con gusto ed eleganza (alla Cullen's style insomma), che si affaccia con ampie vetrate, su un mare sereno. Si da inizio alla prima notte della luna di miele. Bella è più rigida del solito mentre si prepara per il grande passo: l'unione fisica con Edward; impazzisce alla ricerca di un qualcosa di carino da mettere, si depila, si lava i denti, si rinfresca e alla fine nuda, si arrotola in un asciugamano e raggiunge il marito, che paziente l'attende immerso nelle calde acque brasiliane.








Dopo la prima notte, la totale distruzione del letto e qualche livido su Bella, Edward decide di non avere più rapporti con lei per salvaguardarla. Lei (chiaramente) non è d'accordo e fa di tutto per "fargli venire l'acquolina in bocca", non ottenendo però alcun risultato.



Come si dice? Se non riesci una volta prova ancora? Grazie a un sogno Bella riesce ad ottenere un'altra notte di passione, ma proprio da quella notte, le cose per lei cambiano drasticamente. Il mattino dopo si sveglia con una gran fame e divora del pollo che però rigetta quasi subito. Confusa e dubbiosa, Bella capisce infine di essere incinta. Edward è sconvolto e riporta di corsa la sposa a casa, dove Carlisle & Co. aspettano gli sposini per valutare il da farsi con la gravidanza di Bella. Lei però, che non viene minimamente consultata in merito e che come tutte le donne, si sente strana per la sconcertante scoperta, chiede alleanza a Rosalie per sostenere la gravidanza.



Viene coinvolto anche Jacob, migliore- muscoloso- licantropo amico di Bella e (ovviamente) innamorato perdutamente di lei, che tenta in ogni modo di dissuaderla nel procedere con la gravidanza e nel mettere al mondo un altro 'succhiasangue'. La ragazza è determinata e non sente ragioni, nonostante il feto sia incompatibile col suo corpo perché più forte, le sta spezzando le ossa dall'interno e la sta facendo morire di fame.



Ce la risolviamo in casa questa storia? Ma anche no.
Il clan dei licantropi ha scoperto che Bella aspetta un bambino- vampiro e per tenere fede al Patto tra loro e i Cullen decidono di attrezzarsi per fare fuori sia Bella sia il bambino, uccidendo chiunque ostacoli la loro mission. Jacob che non tollera il piano, si rivolta a Sam, il capo dei licantropi e fugge ad avvertire i Cullen.




Ora ... io ho letto il libro circa 8 volte, quindi sono un po un caso patologico, però ... NON TROVATE SIA ROMANTICO????!!!! 
Nonostante il libro sia migliaia di volte meglio rispetto al film, anche questo è degno di alcune lodi, come gli effetti speciali, le locations, la scenografia e le musiche!
C'è il classico sogno di tutte le donne: uno splendido matrimonio senza ubriaconi sbarellanti, con uno splendido marito innamorato, che non ha occhi che per te e una favolosa luna di miele in un paradiso terrestre. Essere coccolate, viziate, rassicurate dell'essere al sicuro, di non doversi preoccupare di nulla, di poter vivere, anziché sopravvivere!
Ti fa stare bene, fino a un certo punto, dove tutta questa gioia e questo benessere vengono rapidamente sostituiti con la tragedia più nera, con l'incubo più cupo che una donna può immaginare.
Mi è piaciuta moltissimo la scena del mattino post-prima notte, dove Bella è davanti allo specchio e ricorda i momenti della notte prima. Lo fa facendoli riemergere dal collo, dai capelli, dalle labbra; li rievoca toccando proprio i punti dove si era memorizzata l'emozione. Con questa scena sono stati in grado di fermare un momento importante per ogni donna, il momento dopo la crescita effettiva, dopo la prima volta, sapendo far vedere la delicatezza e la tenerezza che la donna prova ricordando.
La pellicola è stata suddivisa in 2 parti sostanziali che chiamerò cosi:

  1. La parte romantica e piacevole e
  2. La parte horrorifica e agghiacciante.
Della seconda parte amo particolarmente la scena del parto e la sorprendente metamorfosi fisica che sono stati in grado di riprodurre su Kristen Stewart, il climax crescente e la tensione, la rabbia dei personaggi, ma anche la paura e il dolore reso perfettamente da Kristen che è stata particolarmente espressiva.
E chiaramente il colpo di scena su Jacob realizzato davvero con maestria.

Mi ha emozionata, non c'è che dire e non vedo l'ora di vedere il secondo e ultimo capitolo!




mercoledì 17 ottobre 2012

FULL METAL JACKET


Storico film del 1987, Full Metal Jacket è il nome del rivestimento in rame, delle pallottole usate dai Marines, ed è un film tratto dal romanzo 'Nato per uccidere' ('The short timers') di Gustav Hasford. Come tutte le pellicole firmate Stanley Kubrick che si rispettino, Full Metal Jacket si piazza nella memoria collettiva, grazie ad alcune scene epiche, che gli fanno occupare il 95'esimo posto nella classifica AFI's 100 Years ... 100 Thrills.



Trama & Analisi.

La pellicola può essere analizzata suddividendola in due parti. 
Nella prima parte vengono presentati i personaggi principali, come Joker e Palla di lardo, due cadetti in addestramento a Parris Island, dove il terribile e al contempo comico, sergente istruttore Hartman addestra le sue reclute con durissimi allenamenti quotidiani e una ferrea disciplina. 



Joker si distingue dagli altri suoi compagni, grazie a uno spirito critico e ad una sfacciata ironia, che ne farà il "personaggio- camera" dell'intero film; ovvero quel personaggio che è parte integrante della pellicola e al contempo telecamera, o "occhio segreto" che permette allo spettatore di osservare la trama sviscerandone aspetti  più ampi. 




Palla di lardo è invece la pecora nera dell'intero gruppo. 'Grosso e bambacione' si direbbe gergalmente, Palla di lardo affronta il suo primo incontro con Hartman ridendogli letteralmente in faccia, cosa che gli fa subito affibbiare il ridicolo soprannome e marchiare a vita nel gruppo come imbecille e pappa molla. Nonostante il continuo disprezzo che Hartman mostra verso i ragazzi, i suoi modi rigidi cominciano a portare i suoi frutti e persino Palla di lardo alla fine, si rivela valido in qualcosa: come tiratore. Messo in coppia fissa con Joker, perché ritenuto sprono, Palla di lardo cova segretamente un rancore profondo che esplode la notte in cui recitando il 'Credo del fuciliere' (http://it.wikipedia.org/wiki/Credo_del_fuciliere) uccide Hartman e poi si spara in bocca, sotto gli occhi attoniti di Joker, che tenta fino in ultimo di fermarlo e farlo ragionare.



Nella seconda parte della pellicola viene vissuta invece la guerra del Vietnam attraverso gli occhi di Joker, che rifiutandosi alla violenza stando negli squadroni è il giornalista della rivista militare Stars & Stripes. Anche in questo contesto, Joker si mostra la voce fuori dal coro, opponendosi alla richiesta della rivista di 'un bel finale', ovvero di scrivere articoli contenenti morti, sangue e assassinii, anche dove non se ne sono visti (?), cosi, per fare rumore. Stizzito dal sarcasmo di Joker, il capo redattore lo manda proprio nel cuore del conflitto, dove rincontra il suo vecchio compagno di addestramento, Cowboy. 

Analisi dei personaggi

Il film è costellato da tanti personaggi, ma quelli più salienti che vale la pena analizzare sono certamente Joker e Palla di lardo.
Joker-Il Rifiuto-La Ribellione Sarcastica si muove nel contesto bellicoso con un senso lontano, vago, come se fosse in un sogno; come se realmente non volesse stare li, ma ci fosse finito per caso e si ritrova ad assistere ad una realtà atroce, con conseguenti risvolti psicologici agghiaccianti. E' il primo a rompere il gelo di disciplina, calato alla presentazione del sergente istruttore Hartman, ed è il primo a spogliarsi di quella finzione di cui gli altri sono invece coperti, prendendosi oneri e onori. Questo suo modo beffardo gli fa guadagnare rispetto e stima da parte dei suoi compagni e da Hartman e in seguito, il ruolo di "insegnante" di Palla di lardo. Dopo aver assistito al suicidio di Palla di lardo, Joker è come se subisse una sveglia; in quel momento gli si accende la famosa lampadina e il rifiuto di quella filosofia bellica si fa certo al 100%. E' proprio questo rifiuto a spingerlo a viversi la guerra da dietro le quinte, scrivendone gli orrori, descrivendone le assurdità prendendole però di striscio. Il suo stesso personaggio è spaccato a metà, il che è palese dalla spilla col simbolo della pace che indossa sopra la mimetica e dall'ironico 'Born to kill' che ha scritto sull'elmetto, visto che non ha mai ucciso nessuno. Egli si prende in giro da solo, oltre che a sfottere tutti gli altri e tutto il contesto in cui vive. 
Palla di lardo-Il Tentativo d' Omologazione-La Ribellione Estrema è l'alter-ego di Joker. E' quella parte che tenta di unirsi a quella realtà, esserne parte integrante, ma che per incapacità naturale non riesce ad essere. Egli accusa tutti i colpi, fisici e verbali, sia da parte del sergente Hartman sia dai suoi compagni e si muove senza considerazione minima delle conseguenze; lezione che però impara presto dopo aver nascosto una ciambella nel suo baule e dopo aver fatto pagare il prezzo di questo, a tutti i suoi compagni eccetto che a lui. Il sergente Hartman infatti, stanco di punire Palla di lardo capovolge le responsabilità dall'individuo al gruppo intero, punendo tutti per errori commessi solo da Palla di lardo. La sera stessa viene legato e imbavagliato e colpito da tutta la camerata, questo gli fa capire che il suo modo di fare non è tralasciabile e che la punizione poi sarà maggiore dello smacco. Arrivato a saturazione di insulti e punizioni, stanco di essere in un contesto inaccettabile pur avendo imparato a viverci, Palla di lardo si toglie la vita perdendo completamente se stesso e il senno, ribellandosi definitivamente a quel tutto.
Joker e Palla di lardo si fanno specchio e continuano a farlo anche dopo la morte di Palla di lardo. Entrambi sono fuori da quel contesto, non lo vogliono eppure sono costretti a viverci. Entrambi subiscono cose per loro inaccettabili; Joker l'assurdità dei valori militari, la violenza e la morte, Palla di lardo l'umiliazione profonda e il disprezzo. Entrambi attuano una Rivoluzione Silenziosa, fino allo scontro faccia a faccia nel bagno della camerata, in cui Joker di fronte a Palla di lardo con in braccio il fucile e pronto a far fuoco dimostra quanto poco coraggio ha nel prendere e andare via da li, rifiutando per davvero quella vita, in confronto al compagno che, seppur in maniera folle, FA qualcosa per uscirne. Joker accetta silenziosamente quella vita, ci si trova un posticino in cui vivere e va avanti a colpi di sarcasmo; Palla di lardo accusa quella realtà, finge accettazione e finisce in un colpo, quello che si spara in bocca.

Visto cosi, Full Metal Jacket ha ben poco a che fare con la guerra; in realtà credo fermamente che il contesto sia stato scelto solo per estremizzare ancor più una situazione psicologica di per se devastante, come può esserlo il senso d'accettazione propria e di un gruppo o più in grande, di una realtà (quale migliore di quella bellica?). Anche il senso d'alienazione, il rifiuto, la dualità e la sempre più certa sindrome borderline di cui ciascuno è preda sono temi che costellano il film; non ultimo il razzismo, la diversità intesa in senso generale e l'accettazione di questa.