venerdì 30 novembre 2012

Il Mistero di Sleepy Hollow


New York alle soglie dell'800, un giovane detective di nome Ichabod Crane sotto la bandiera del progresso e dell'evoluzione scientifica tenta di evidenziare l'ottusagine e la retrogada mente dei Tribunali e della Chiesa del tempo.
Non essendo accettate le critiche da parte del giovane "rivoluzionario", il Tribunale stesso manda Ichabod nel villaggio di Sleepy Hollow, dove alcune persone sono state brutalmente decapitate, senza far ritrovare traccia della testa.
Ichabod parte timorosamente cosi alla volta del villaggio, dove un cunicolo di misteri, sotterfugi e segreti agghiaccianti, lo aspettano.



Tim Burton alla regia di questo film ritenuto da molti critici, il migliore di Burton per scenografia ed effetti è uscito nel 1999 e ha come protagonista Johnny Depp.
Il cast però non si riduce al bravissimo Depp, bensì cito anche Christina Ricci, Miranda Richardson e Christopher Walken.
Notevole l'intreccio che si avviluppa al tema principale della risoluzione del caso "teste scomparse", dove ogni personaggio secondario viene coinvolto, come in un girotondo, senza che nessuno passi inosservato.

Come ogni buon film, ogni dettaglio mostrato sin dalle prime scene ha la sua basilare importanza, ed è fondamento di una comprensione totale della pellicola.

Bello anche il lavoro fatto sul personaggio di Ichabond, dagli sviluppi avvincenti e dolci che lo fanno riscoprire sin nel suo profondo.
Splendide le ambientazioni, le musiche e la suspance che hanno creato, fibra connettiva di tutto il film.
Davvero meritevole, vedetelo e per i più sensibili...vedetelo in compagnia!

mercoledì 28 novembre 2012

SEX AND ZEN 3D


Il giovane Wei s'innamora della bellissima Tie Yuxiang e si sposano.
Durante la luna di miele, Wei ha prestazioni decisamente poco soddisfacenti per la sua compagna e la frustrazione comincia a salire.
Un giorno, Wei decide di far visita al Tempio di un suo amico, ricercatore del piacere e della bellezza, dove il novello sposo assaggia l'arte del piacere fisico diventandone dipendente.
Le visite al tempio diventano sempre più e la bella Tie Yuxiang soffre la solitudine e l'abbandono.
Consapevole della meta del marito, la donna chiede il divorzio e Wei si trasferisce definitivamente al tempio.
Il proprietario di questo luogo- culto del piacere, non ha buone intenzioni con Wei e neppure con la moglie, ma perché?
Quali misteri legano i due protagonisti all'antagonista di turno?

Primo esperimento di film erotico, lo dico.
L'imbarazzo c'è stato e non mi aspettavo scene tanto crude come quelle viste in Sex & Zen 3D, ma i film vanno visti tutti per poter valutare come si deve!
La trama alla fine è intrigante e ho scoperto essere il remake di un film del 1991, tratto da un celebre romanzo erotico cinese intitolato 'Il tappeto da preghiera di carne', della scrittrice Li Yu.

Costumi meravigliosi, colori sgargianti, ambientazioni "stile manga", compatte, ben definite, pulite, in netto contrasto con il genere di Sex & Zen 3D!
Gli interpreti sono splendidi e bravi, ma la demenza nella quale si è spesso caduti, forse per alleggerire l'intero film è stata l'unica pecca trovata.

Non è quel che sembra, ecco come mi sento di giudicare Sex & Zen 3D.

Non è sciocco come può sembrare e i temi affrontati sono numerosi, come il senso d'insoddisfazione che si prova in una relazione dove c'è tanto sentimento, ma poca alchimia, dovuta alle più varie motivazioni; oppure la vendetta, l'odio e il rancore per lungo celati che portano alla pazzia più totale e ancora, la ricerca del piacere, il tanto amato EDONISMO, che sfocia non solo nel piacere della carne, bensì anche nell'amore per l'arte, per l'eccellenza, per il raro e il prezioso.

Se è una curiosità che vi resta consumatela, vedetelo e fatemi sapere! ;)

I FRATELLI GRIMM E L'INCANTEVOLE STREGA


All'inizio sono due imbroglioni che creano mostri, fantasmi e streghe per poi sconfiggerli e intascarsi il bottino, poi la sparizione di 9 fanciulle, li costringe a fare sul serio.
Jacob e Will Grimm vengono incaricati direttamente dal generale francese che governa la Germania ottocentesca, a recarsi al villaggio di Marbaden, dove le sparizioni hanno luogo.
Li i due fratelli si affidano alla guida di Angelika, avvenente fanciulla dalla singolare indipendenza, che conduce i protagonisti nel cuore della foresta antica, dove una torre solitaria svetta verso i cieli.
Ed è proprio da questa torre che pare provenire l'oscuro potere, dove i corvi si annidano e gli alberi prendono vita.

Di Terry Gilliam con Matt Damon e Heathe Ledger, uscito nel 2005 ha tra gli interpreti Monica Bellucci, che incarna la strega della foresta e Lena Headey quelli di Angelika.


Meravigliosi effetti speciali, trucco e locations rendono I fratelli Grimm e l'incantevole strega  una pellicola che si rivede sempre con piacere, perché non banale e perché è quel genere di film che ben si destreggia tra i difficili generi del fantasy e l'horror.

Ho visto questo film per la prima volta, forse un anno fa e sono rimasta impressionata dalla crudezza delle scene, soprattutto di quella dove Sasha, bambina del villaggio di Marbaden perde tutta la faccia!

La Bellucci si commenta da sola, pur "facendo scena" per la sua indiscutibile bellezza, a livello cinematografico è completamente vuota, mi chiedo se sia un'apposita scelta registica oppure se sia lei a non saper dare di più.
Per quanto riguarda invece Lena Headey, la trovo super!
Perfetta per ruoli da film storico- fantasy, come quello di Ginevra nella miniserie tv 'Merlino', oppure nella Regina Gorgo di '300' rende sia per la sua elegante bellezza, sia per la sua bravura nel recitare.

Anche ne I fratelli Grimme l'incantevole strega vi è la lotta tra realtà e finzione, incarnati dai due fratelli, dove la realtà è Will, radice, materia e materialista della coppia, mentre Jacob è finzione, fantasia e mito.
Chi vincerà?

sabato 24 novembre 2012

IN COMPAGNIA DEI LUPI



Licantropia, Cappuccetto Rosso e filosofia: In Compagnia dei Lupi è un film del 1984 con Angela Lansbury nei perfetti panni della nonna e Sarah Patterson in quelli di Cappuccetto, che qui si chiama Rosaleen.

Il film si snocciola su 3 piani della realtà e va di pari passo con l'Ego, l'Io e il Super Io filosofico.
Il primo piano è quello dei giorni nostri, dove una ragazza dorme, nel mentre che la sorella, alla porta bussa per farla svegliare.
Il secondo piano è quello in cui la protagonista Rosaleen è una ragazza di un villaggio nel bel mezzo di un bosco infestato da leggende circa i lupi e 'gli uomini dalle sopracciglia unite al centro'.
Il terzo e ultimo piano è quello in cui vengono mostrati i retroscena storici, come le leggende raccontate dalla nonna a Rosaleen.

In un continuo sali-scendi, la storia mescola realtà, favola e leggende all'inizio confondendo, poi grazie alla circolarità della trama, tutto trova il suo ordine.

Ambientazioni da favola accompagnate dal brivido dell'istinto violento del lupo, buon pizzico di horror e scene splatter.
In compagnia dei lupi è sorprendente perché psicologico, ma lento ritmicamente; a volte sembra perdersi, dimenticandosi del dove vuole arrivare, per poi improvvisamente ritrovarsi e proseguire anche con una dose di ironia.


Scartabellando su internet trovo titoli come questi accompagnati da recensioni fantasmagoriche, che di certo vivono di contestualizzazione. Per quei tempi, infatti, questa pellicola era certamente notevole e il regista, Neil Jordan, un visionario.

Tratto dalla raccolta La camera di sangue di Angela Carter, In compagnia dei lupi è ricco anche di morale, come il classico diffidare dal bosco se non ne conosci i misteri e dagli uomini dalle sopracciglia folte, sinonimo di disonestà.
Ma anche una ripresa all'eterna lotta tra istinto e ragione, tra primordi ed evoluzione che qui si esprimono nella nonna, chiaro lume di ragione per la giovane Rosaleen e i lupi, minaccia di un impulso irrefrenabile, sempre alle spalle.























Effetti speciali niente male, anche se ad oggi sono poco più che pupazzi di gomma!

JANE EYRE (Film 2011)



Uscito nell'Ottobre 2011, JANE EYRE è il film tratto dal celebre romanzo di Charlotte Bronte, che narra la vita di un' orfanella, prima bistrattata dalla matrigna, poi spedita per anni in un collegio per ragazze.
Jane Eyre però ha un temperamento reattivo e per quanto la sua esistenza sia ricca di duri colpi e di un'oceanica assenza d'amore trova sempre la forza per rialzarsi.

Aver letto il libro e vedere poi il film è il caso più comune di delusione.
Jane Eyre è tra l'altro, uno dei miei libri preferiti; letto una sola volta basta per restarti dentro a vita, tanto perfettamente carico di una moltitudine di emozioni e sentimenti umani. Il freddo tipico della solitudine, si mischia al gotico delle ambientazioni e alla nebbia di mistero che filtra in ogni momento della vita di Jane Eyre e si oppone poi alla tenerezza dell'anima della ragazza, al suo calore, al suo amore incondizionato.

La pellicola è stata approssimativa, superficiale; si è limitata a narrare a blocchi e freddamente gli eventi della vita di Jane Eyre, cogliendo e subito donando allo spettatore "il guaio di quel periodo".
Pecca enorme se si pensa alla magnificenza del libro, che invece non si permette di passare sopra con cosi tanta "nonchalance" e anzi ci tiene a modellare la sua protagonista delle più vivide colorazioni umane, spesso contrastanti.
Unico punto a favore del film è stata la capacità di rappresentare alla perfezione la società di quei tempi, con annessi risvolti psicologici, come le assurde credenze, il bigottismo, la superstizione e il cattolicesimo.

Jane Eyre però è dotata, oltre a una straordinaria forza d'animo, anche di una sorta di fatalismo, per cui seguendo una sottile linea interiore di speranza riesce a rimodellare la sua vita dandole un aspetto non cosi tanto sgradevole.

Quanto può contare una carezza per una ragazza mai sfiorata prima da calore umano?

Ribelle quanto basta, Jane Eyre è lo specchio dell'evoluzione della donna, un'anima ferma e sicura di se che esula dalle altre figure femminili, opache sullo sfondo sociale. Desiderosa di vita, ma al contempo rispettosa di se stessa, dignitosa, regale nella sua semplicità. Ecco il vero tesoro di Jane Eyre.

Regia di Cary Fukunaga ha come interpreti principali Mia Wasikowska e Michael Fassbender.

Se vi annoia l'idea di leggere il libro ... fatevela passare perché merita come potete solamente immaginare.
Se vi incuriosisce il film vedetelo, ma sappiate che è solo la copertina di un'immensa storia.

venerdì 23 novembre 2012

Sei il mio TUTTO






Ti guardo e vedo... TUTTO.
Sei il mio TUTTO, oltre il quale non vi è altro;
oltre il quale gli altri desideri si disintegrano in polvere sul contorno della tua figura;
oltre il quale vi è solo una gioia infinita e risate ... le nostre risate...

Sei il TUTTO che fa male, che brucia come il marchio dell'Amore Impossibile sulla pelle,
fai male come quelle cose bellissime, come le stelle, che però non puoi raggiungere, ne sfiorare e

fai male.

Fai male come il pugno nello stomaco che da crampi e nausea.
Fai male perché la tua bellezza fa male,
il tuo rilucere di purezza fa male.

Fa male quando sorridi o t'incazzi,
fa male quando mi parli e la tua voce è un grido di desiderio interiore, che solo tu che mi capisci puoi ascoltare.

Tutto questo fa male, perché è lontano, troppo lontano da me.

E troppo vicino è l'errore egoico di volerti che può solo danneggiarti.
Come te, me.

Resami conto di non poterti avere, di poterti solo guardare da lontano come il comune uomo fa con le stelle, io mi allontano...
...perché preferisco bruciare arsa da quelle stelle toccandole, piuttosto che vivere in eterno mirandole solamente.



L'uomo vive di emozioni nelle quali si immerge, o contro muri verso i quali decide di schiantarsi, comporti quel che comporti. 

Io non voglio prendere la vita di striscio, ci voglio entrare e farmi pervadere completamente, perché credo sia l'unico senso che ha.

Con te cosa si può avere? E' solo un Amore Impossibile.

lunedì 19 novembre 2012

THE DREAMERS



1968 Matthew è un giovane universitario che vive in Francia per imparare bene la lingua. Affascinato dalle pellicole proiettate al Cinémathèque francaise, finisce per esserne cliente assiduo e un giorno vi incontra Isabelle e suo fratello gemello Théo, anch'essi amanti del cinema e attivisti contro la repressione e la censura cinematografica.


In assenza dei genitori dei gemelli, Matthew si trasferisce da loro per un mese, quindi si trova a convivere con i suoi nuovi amici e a scoprire, nell'intimo, il rapporto che li lega.
Incesto(?), malizia, sesso, perversione, cultura, filosofia e politica, il tutto innaffiato da dosi massicce di alcol e cibo rimediato, in un grande e sporco appartamento cunicolare stile barocco, pieno di vite sature di storia, con pareti tappezzate di icone come Mao Tse Tung e Che Guevara.
La casa di Isabelle e Théo è un nido pari a un microcosmo, dove l'essenza stessa dei ragazzi è velata dalla necessità impellente di apparire in un modo profondamente diverso da quel che in realtà sono.

Come le migliori strutture filmografiche, i personaggi principali sono 3, numero perfetto e simbolo di equilibrio.

ISABELLE.

E’ bella e provocatrice, ma come spesso accade ai personaggi con queste caratteristiche è cosi perché gioca. Il suo femminile è quello tipico di una ragazza molto giovane, che sperimenta il suo “potere” nel bene e nel male, a volte perdendo la misura tra questi due. La realtà è un’altra e lo dimostra la sua camera, che rappresenta l’anima stessa di Isabelle, un forte contrasto con gli ambienti in cui generalmente vivono i ragazzi e col resto della casa. Isabelle è romantica, sognatrice, ingenua e infantile; è la Reginetta amata, servita e riverita dai suoi amici- amanti; impartisce ordini e organizza giochi con tanto di penitenze da lei stessa imposte ai perdenti, vissute col tipico gusto del carnefice. Epica la scena proprio nella cameretta di Isabelle, dove lei perde il controllo, al sentire il fratello in compagnia di un’altra ragazza. Isabelle è morbosa verso Théo, tanto che non è MAI uscita con un ragazzo all’infuori di lui, nonostante sia una bellissima ragazza. S’invaghisce di Matthew proprio perché per lei rappresenta l’evoluzione, la crescita e quindi la guarigione alla dipendenza da Théo.

THEO.

Fascinoso, bohémièn, il più attivo tra i gemelli dal punto di vista politico, misterioso (quasi pericoloso), vive un rapporto conflittuale e al contempo pieno di stima e rispetto col padre; il classico scontro generazionale che si può sintetizzare con queste due frasi ‘ ai miei tempi’ e ‘ il futuro è …’, dove entrambi desiderano apportare un cambiamento positivo nel mondo, con ciò che loro la vita ha insegnato. Un bohémièn come ho detto, si, ma borghese, pieno di se e dei suoi libri, poco predisposto alla messa in discussione.
Théo non si rende conto della particolarità di relazione che ha con la sorella e sgrana gli occhi, realizzandolo, quando Matthew li obbliga a vedere che non è normale, anche per due gemelli stare SEMPRE insieme, persino al bagno.

MATTHEW.

E’ un ragazzo bravo, onesto, pudico, sincero come i suoi grandi fanali blu. Cresciuto in una famiglia standard dove raramente gli lasciano casa per lunghi periodi, Matthew sente però forte il desiderio di evasione, di perversione, di provare cose nuove, al limite dell’umano e s’innamora subito dei suoi amici francesi, proprio perché gli offrono tutto questo. Con i gemelli, Matthew ritrova l’entusiasmo giovanile alla vita, alle risate, alla condivisione con qualcuno che “parla la sua stessa lingua”. La funzione di Matthew nel triangolo è l’essere oggettivo. Egli è molto attento al rapporto dei gemelli; dapprima ne è affascinato, poi ne è spaventato, poi si lascia coinvolgere e in ultimo sollevando il velo d’apparenza e ipocrisia sceglie per se, in rispetto di se.

THE DREAMERS (I SOGNATORI) è del 2003 ed è diretto da Bernardo Bertolucci. Basato sul racconto di Gilbert Adair 'The holy innocents', The Dreamers ha come interpreti dei 3 ragazzi: Eva Green (Isabelle), Michael Pitt (Matthew) e Louis Garrel (Théo).
Gli attori sono stati semplicemente eccezionali, perché il film è carico in ogni scena di una forte tensione, sia fisica, sia emotiva, sia mentale e sono stati in grado di amalgamarsi, ma allo stesso tempo di differenziarsi, caratterizzandosi molto.

Il film è un'opera d'arte, fluido e avvincente trascina completamente ed è intelligentemente alleggerito da alcuni rimandi a vecchi film di quegli anni:

  • Bonde a part: i 3 ragazzi corrono per il Louvre;
  • Il corridoio della paura: film proiettato all'inizio del film che Matthew guarda alla Cinémathèque;
  • La cinese: un poster del film appare appeso in casa dei protagonisti;
  • Venere Bionda: recitata da Isabelle;
  • Freaks: citato dopo la corsa al Louvre con «Lo accettiamo, uno di noi!»;
  • La regina Cristina: mitica scena in cui Isa memorizza la stanza;.
  • Fino all'ultimo respiro: con la frase «New York Herald Tribune!» la prima notte in cui i 3 stanno insieme;
  • Mouchette: quando Isabelle tenta di uccidersi con il gas;
  • Gioventù bruciata.
I principi cardini sui quali gira la pellicola sono certamente l' apparire e l' essere, ma anche l'ipocrisia tipica dei borghesi che fanno grandi discorsi sulle rivoluzioni e sui poveri, ma se ne stanno comodi in casa a bere vini costosi e a straparlare senza prendere fisicamente parte attiva nelle rivoluzioni stesse.
Matthew è un elemento importante che offre ai gemelli, la possibilità di crescere, uscendo dal loro guscio, dalla loro casa, dove tutto è ovattato e ben protetto.
Saranno in grado Isabelle e Théo di cogliere l'evoluzione?

SPLENDIDO!

lunedì 12 novembre 2012

L'ululato-The Howling


Una presentatrice televisiva, Karen viene perseguitata dalle chiamate di un maniaco che semina il panico per la città, Eddie. Per risolvere definitivamente il caso, Karen si offre come esca e fissa un incontro con Eddie in un peep show, dove Eddie viene ucciso ... o cosi sembra.
Karen resta del tutto scioccata dall'accaduto, di cui ormai ricorda solo qualche flash e non riuscendo a riprendere una vita normale, il Dott. Waggner le consiglia di passare un paio di settimane nella colonia montana di sua proprietà.
Karen accetta e parte con il marito Bill per la colonia, che si scopre essere formata da gente che come lei ha trovato pace tra quei boschi ... o cosi sembrerebbe.
Mentre i giorni passano, Karen nota un certo interesse di Marsha, componente della colonia, sexy e misteriosa, verso suo marito Bill e in cerca di un sostegno morale chiama alla colonia i suoi amici e giornalisti Terry e Fred, che dall'incidente di Karen non hanno mai smesso di investigare su Eddie trovando cose interessanti ...



Film uscito nel 1981 è uno dei primi (se non il primo stesso) a mostrare la trasformazione di un uomo in licantropo.
Regia di Joe Dante, la pellicola esce un paio di mesi prima di un altro film che tratta la licantropia: Un lupo mannaro americano a Londra.
Tecnicamente parlando, il film non è malaccio, c'è un buon ritmo, la suspance si sente e sono belle le ambientazioni, ma certo che vedere un film del genere quasi nel 2013 fa un po ridere, sopratutto per gli effetti speciali.
La trasformazione stessa, gioiello di punta del film è lentissima, tanto che persino la protagonista volge altrove lo sguardo, decisamente privo di paura, anzi oserei dire, carico di noia.

Lei non mi è piaciuta molto, a un certo punto mi infastidiva tanto era piagnucolona! E poi c’è quel viziaccio delle attrici di quegli anni, che quando urlano o interpretano una parte drammatica scuotono molto il capo, ricoprendosi il viso di capelli; decisamente poco realistico per me.
Come ogni fiutato successo, L’ululato ha un seguito (7 per la precisione, che se avrò modo vedrò e recensirò), l’ultimo dei quali è uscito lo scorso anno.

La Donna Lupo

Sarebbe bello poter dire che La Donna Lupo è stato un gran film, ma purtroppo non è cosi.
Questo è il caso di dire che il titolo mi ha fregata e mi ha sedotto proiettando, nel mio immaginario, un film dalla trama sconvolgente.

La realtà è che qui c'è una ragazza che di giorno lavora come assistente sociale e che di notte si concede a qualsiasi tipo di uomo, per puro sesso e basta.
E non ci sono nemmeno avventure di chissà quale tipo!

La protagonista cambia sempre nome e dà ai suoi amanti fugaci, dei numeri sbagliati di telefono.
Si rende irrintracciabile e monta sempre storie diverse di se stessa, sui suoi filmati-documentari.
Chi è? E perché ha scelto questa vita?





1999 regia di Aurelio Grimaldi, con Loredana Cannata, La donna lupo è il mistero di questa ragazza che ama tuffarsi nel mare di Sicilia, di notte e persino quando fa freddo...epurazione fisica e spirituale? Semplice trovata registica per agganciare gli sguardi allo schermo?
Al suo posto mi sarei annoiata un sacco nello spogliarmi di continuo, ora in riva al mare, ora in una piscina e ora nella camera, con zero tensione sessuale, zero lavoro sulla trama o sulla storia.
Unico quesito: posso i video della protagonista essere una chiave di lettura fondamentale per l'intera pellicola?

A voi giudicare.

venerdì 9 novembre 2012

GIOVANI STREGHE


Ho visto questo film che ero poco più di una bambina e mi ha completamente affascinata, tanto da ricordarne perfettamente attrici e scene intere.
Giovani Streghe è del 1996 ed è diretto da Andrew Fleming, regista di 'Ti presento i miei'.

TRAMA.
Sarah è una sedicenne che si trasferisce nella luminosa Los Angeles col padre e la nuova moglie e affronta il primo giorno nella nuova scuola, facendo i conti con una realtà immediatamente dura: le ragazze la deridono e gli altri studenti la emarginano. 
Sarah nota però 3 ragazze, anch'esse emarginate e misteriose e al contempo viene avvicinata da Chris, bello e atletico che subito mostra un certo interesse per la giovane. 
Chris le dice che le 3 sono streghe e che sono strane e Sarah si sente subito intrigata all'idea di conoscerle. I due escono e al rifiuto di Sarah di andare da Chris, egli il giorno dopo mette in giro la voce che hanno avuto una relazione deludente.
Scoperta la bugia e l'idiozia di Chris, Sarah manda giù l'umiliazione pubblica di tutta la scuola e si avvicina alle 3 ragazze: Nancy, Bonnie e Rochelle.
Le giovani sono streghe per davvero e grazie all'entrata di Sarah nel giro, che si scopre essere dotata di poteri come loro, riescono ad invocare la loro divinità: Manon.
Tanti poteri però, nelle mani di giovani streghe sono un pericolo e infatti ci saranno notevoli risvolti negativi, morti, incubi che diventano realtà e magia: tanta magia!



ANALISI.
La morale del film può essere riassunta con un: 
'Stai attento a ciò che desideri' o con un 
'Non fare agli altri ciò che non vorresti venisse fatto a te'(presente come battuta, nel film stesso), ma la realtà è che è stato fatto un buon film compatto, con una trama che 'ci sta' e un buon cast, senza per forza che questo sia permeato da chissà quale spessore morale.
Prodotti cosi li apprezzo, poiché almeno puntano senza pretese, su un effetto meramente estetico, che lascia quantomeno lo stupore.
Il cinema deve farmi sognare, mi deve prendere e se cosi non è lo evito, perché ho la realtà a saziarmi in altro!

Notevole l'interpretazione di Fairuza Balk (Nancy), certamente agevolata nella parte da schizzoide grazie al suo viso molto espressivo. 

Sempre fascinosa e piacevole da vedere, Neve Campbell (Bonnie) che riconferma la sua versatilità e la sua intensità d'attrice di film di un certo tipo. 

Decisamente inutile invece, il personaggio e anche l'interpretazione di Rachel True (Rochelle), che mi è sembrata un semplice: '3 streghe è vecchia come cosa: facciamone 4!'.

Per quanto riguarda invece Robin Tunney (Sarah) penso sia stata brava nella parte e mi dispiace di non averla seguita troppo nella sua carriera (ero troppo piccola per ricerche di questo tipo), ma posso sempre rimediare! ^.^



Che dire invece di Skeet Ulrich nella parte di Chris? Somiglia incredibilmente a Johnny Depp e come lui, gli danno sempre parti del bello e stronzo, che ci sta, ma che dopo aver visto Scream: ok, abbiamo capito!


Tecnicamente il film è stato fatto bene ho visto pochissimi errori e buoni effetti speciali (contestualizzandolo sempre). Bella la scena di Nancy che cammina sull'acqua, di seguito la riporto


e anche l'incontro di Sarah con Bonnie, dove lei capisce che Sarah è una strega.










A me è piaciuto molto!

martedì 6 novembre 2012

RECENSIONE The 2nd LAW- MUSE



Generalmente recensisco film, ma voglio sperimentarmi anche nella musica e per iniziare, provo con i MUSE.

Il loro 6° album, The 2ndLaw uscito il 1° Ottobre scorso era già stato annunciato come un qualcosa di totalmente diverso dal classico stile Muse che tutti noi amiamo e il risultato infatti, lo conferma.

Nella mia pagina Facebook (Valentina Ivy Angelucci) li ho definiti 'Teatrali, viscerali, quasi laceranti, urla interne: SUPREMI!!!'  postando la canzone Supremacy che secondo me, insieme a Madness è la più riuscita.

Pur distaccandosi notevolmente dal loro stile, apprezzo che si sono sperimentati in generi "nuovi"; secondo me, la grandezza di molte band risiede proprio nella capacità di potersi sperimentare con versatilità, tenendo conto:
  • di una base del loro stile
  • del mercato attuale, 
  • della forte crisi e quindi 
  • della rarità dei successi musicali
Se avessero continuato col loro genere la gente (che comunque avrà sempre da ridire) avrebbe cominciato a dire: ' vabbè, il solito insomma ... niente di che ', mentre cosi facendo hanno preso tutti in contropiede, creando un prodotto buono che dà al contempo una sferzata d'innovazione, di sperimentazione.

Dopotutto anche nel cinema se uno finisce per fare SEMPRE le stesse cose, annoia e porta la gente ad allontanarsi, no? 
Anche se certi esperimenti non riescono al 100%: che se ne parli male, ma che se ne parli... sbaglio?

Nel complesso l'album mi è piaciuto, ma se fosse tutto rosa e fiori non starei qui a scriverne. ^.^
Ho trovato troppe somiglianze con i Queen, Skrillex, George Michael e gli U2, tanto che Madness stessa, mi sembrava, ascoltandola senza troppa attenzione, Numb!
Save me invece riprende molto Dear Prudence dei Beatles e Explorers è praticamente uguale, armonicamente parlando, a Don’t stop me dei Queen.

Scartabellando sulle curiosità relative a The 2nd Law ho scoperto che il bassista Chris  Wolstenholme ha contribuito anche alla composizione e all’interpretazione di un paio di brani: Save me, appunto, e Liquid State, che affrontano il tema della lotta all'alcolismo, con giri di basso davvero travolgenti.
E viene confermato dal gruppo stesso, l'ispirazione al sopra citato Skrillex, perciò siamo autorizzati a non prenderla come una scopiazzatura!

Merita.

lunedì 5 novembre 2012

Il MATRIMONIO del mio MIGLIORE AMICO


Indimenticabile!
Il matrimonio del mio migliore amico è certamente una di quelle commedie romantiche che più restano nel cuore, per cast, leggerezza e senso profondo intrinseco.
Protagonista, Julia Roberts, nei panni dell'intelligente e sentimentalmente inafferrabile Julianne, che scappa a gambe levate da tutte le relazioni, annoiata dagli uomini e dalla loro prevedibilità. 

Una sera, Julianne riceve la chiamata inaspettata del suo migliore amico, Michael ( Dermot Mulroney) che le annuncia le sue nozze.

In quel momento Julianne realizza che rischia di poter perdere forse l'unico uomo col quale è stata in grado di relazionarsi per tanto tempo, vivendo con esso gioie e dolori, viaggi e sogni, passione e dolcezza. L'unico col quale si è concessa totalmente senza pregiudizio o riserve, proprio perché senza aspettative alcune da parte di entrambi.

Determinata a non volerlo concedere alla bionda Kimmy, interpretata dall'eterna figlia benestante Cameron Diaz, Julianne fa le valigie e parte, con la missione di riprendersi Michael e perché no, diventare lei, sua moglie. Nonostante i consigli di George (Rupert Everett) capo e amico di Julianne, essa ne combinerà di tutti i colori, incasinando sempre più sia la sua situazione, sia quella di chi la circonda e in particolare di Michael.

Julianne non sa cosa va a fare o per cosa combatte, come una bambina lei sa solo che rivuole quelle attenzioni che prima Michael le riservava, ma che ora da a Kimmy ed è disposta a fare cose pessime pur di raggiungere il suo scopo. 

La sua determinazione cieca le farà correre il rischio non solo, infatti, di perdere per sempre Michael, ma di perdere se stessa.

E' importante secondo me evidenziare, quanto le donne possono diventare completamente stupide di fronte a una semplice questione di competizione femminile; venderebbero tutto pur di vincere e forse è per questo che nel lavoro sono tanto forti!
Julianne vuole solo vincere questa piccola battaglia, non per Michael, ma per dimostrare a se stessa e sentirsi ancora potente.
In realtà il cambio che le imminenti nozze le provocano, le daranno molto di più; le faranno capire quanto è pronta ad avere altro, capire cosa vuole e la forza che è in grado di tirare fuori per ottenerlo.
Del 1997, diretto da P.J.Hogan, Il matrimonio del mio migliore amico merita davvero di essere visto.

SCREAM


Come si fa a non ridere? 
Lo so che dovrei cominciare la recensione con una frase shock tipo 'tremate oh voi tremate', ma non posso proprio! Scream è il successo direi storico, del 1996 prodotto sulla scia dei grandi successi del genere horror come Halloween, la notte delle streghe e Nightmare, di cui numerose citazioni si possono trovare proprio in Scream.

Una piccola cittadina viene sconvolta da una serie di agghiaccianti omicidi in cui giovani studenti vengono squarciati come pecore e appesi agli alberi. Protagonista indiscussa, Sidney, anch'essa studentessa che vive in prima persona le terribili uccisioni, ma che più di tutti sente gravare sulle sue spalle. Il suo recente passato infatti è marchiato indelebilmente dall'assassinio della madre, sulla quale però in paese girano voci e viene etichettata come poco di buono.


Sidney fa a cazzotti tra il rifiuto dell'idea che la madre fosse cosi e l'aver mandato in galera un uomo ritenuto da lei stessa responsabile.
Il killer della cittadina intanto segue e chiama le sue vittime accoltellandole poi nelle loro stesse abitazioni e Sidney è finita sulla lista nera.
A farle compagnia, il suo gruppo di amici: il suo ex Billy, il folle Stu con la bionda Tetum e il paranoico Randy.

Per chi avesse già visto questo must risparmio note sul come va a finire, ma su chi avesse ancora questo vuoto pongo una domanda: Secondo voi come andrà a finire? E più in generale: Chi si salverà?

Il film è un continuo prendersi in giro e persino Tetum in una sua battuta paragonerà la situazione della città a un film di Wes Craven ... e indovinate chi è il regista di Scream?

Come ogni successo che si rispetti, anche Scream ha un seguito e per la precisione ben 4, tutti da vedere, anche se le critiche dicono che il primo è indiscutibilmente il migliore di tutti.

Con Scream c'è un buon intreccio e si respira bene l'ansia tipica da horror americano, nonché apprezzo molto i colpi di scena, che rinfrescano continuamente la storia senza perciò farla stagnare.

Semplicemente divine le regole di Randy per sopravvivere in un horror, che qui di seguito elenco:

  1. MAI fare sesso;
  2. MAI ubriacarsi o drogarsi, perché farlo sarebbe peccato ed estensione del primo punto;
  3. MAI, MAI, MAI dire 'Torno subito'.

E chiaramente la sua battuta finale 'Non sono mai stato cosi felice di essere vergine'.

VEDETELO!

CAPPUCCETTO ROSSO SANGUE


Mah... quasi incommentabile.
Cappuccetto Rosso Sangue è l'immediato lavoro successivo a Twilight, della regista Catherine Hardwicke ed è uscito nel 2011.
Differentemente da quanto si può pensare basandosi solamente sul titolo, Cappuccetto Rosso Sangue non è la "rivisitazione figa" della favola di Cappuccetto Rosso; non è niente in realtà, forse solo un prodotto meramente commerciale e commerciabile, creato approfittando di un'onda di successo del genere gotico-fantasy. Cappuccetto Rosso Sangue infatti, non è ne la versione coatta, ne quella gotica, ne quella tecnicamente parlando di ultima generazione, ne quella imbottita di romanticismo, che però almeno fa  sognare.


Anche la Hardwicke come Sanders ha usato alcune scene ben riuscite della saga di Twilight, riproponendole in Cappuccetto Rosso Sangue, come il tema stesso, tanto per iniziare; la storia di un'adolescente che si trova improvvisamente invischiata, prima in un'atmosfera capeggiata dalla minaccia di un lupomannaro, poi in un triangolo amoroso, nel quale si distinguono per bene, due tipologie di baldo giovane, che fanno sempre gola.
Da una parte l'elegante, gentile e delicato Henry promesso sposo della protagonista Valerie, dall'altro il tenebroso e passionale Peter, amico di Valerie d'infanzia e suo grande amore.


Un'altra noticina di similitudine tra Twilight e Cappuccetto Rosso Sangue è la scena in cui Peter si dichiara sbagliato per Valerie (come Edawrd fa con Bella nel bosco), dove lei gli risponde 'non mi interessa' (come fa Bella) pure con stesso tono ed espressione facciale!

Sono un'amante del genere fantasy, ma sto lentamente prendendo consapevolezza che è davvero RARO fare un film fantasy decente; uno che quantomeno spinga ad essere rivisto più volte. Ahimé, mi tocca ammettere che queste difficoltà, non le incontra solamente il cinema italiano, che almeno si risparmia certi prodotti non osando e quindi rimanendo nel suo range di azione, ma anche il cinema americano fa grossi flop, come appunto Cappuccetto Rosso Sangue.
Resto poi sconcertata di fronte l'uso degli attori.
Si era vociferato che Catherine Hardwicke usasse 'amici suoi' per fare film, quindi non scegliendo gli attori in base all'oramai antica meritocrazia. In Twilight si diceva che avesse scelto Nikki Reed e Sarah Clarke perché sue grandi amiche nella vita privata e questo potrebbe confermarlo il ripetuto utilizzo di queste anche nella pellicola Thirteen, nonché il fatto che nel libro, la madre di Bella è solamente citata, mentre la Hardwicke le ha fatto spazio per vere e proprie scene.









Ad accentuare queste (mal)dicenze, il fatto che in Cappuccetto Rosso Sangue ... t'oh, sbuca Billie Burke, che in Twilight fa il papà di Bella, mentre qui quello di Valerie! Poi vabbè meglio non andare ad indagare, perché sennò ne escono di cose, però purtroppo sono curiosa e ho scoperto che Peter di Cappuccetto Rosso Sangue, era stato notato per interpretare Edawrd e che si è conteso il ruolo con Pattinson fino all'ultimo.
In Cappuccetto Rosso Sangue, la Hardwicke ha stabilito un vero e proprio smack-down per poter scegliere gli attori che avrebbero interpretato i due contendenti di Valerie, con la vittoria finale di Shiloh Fernandez per Peter e Max Irons per Henry. Ma non solo!
Per il ruolo di Peter, la Hardwicke voleva Taylor Lautner, per la serie 'ce sei piaciuto tanto come lupo che te ne facciamo fare un altro!'
Santo cielo: ritegno?!

Più vedo questi film, più capisco che vince molto l'impatto visivo, la presentazione di questo e a Cappuccetto Rosso Sangue, posso almeno dare il vanto di aver avuto una locandina attraente, creata con un giusto gioco di colori: bianco, nero e rosso, che conferiscono immediatamente l'idea del genere, a chi la guarda.


Però dai, voglio essere discretamente equa e dare a questo film anche una buona colonna sonora (made by Brian Reitzell) e un buon incastro di pezzi della classica favola di Cappuccetto Rosso, in particolar modo della tiritera di Cappuccetto 'Nonna, che occhi grandi che avete ... per poterti vedere meglio ...' incastrata in una scena dove la nonna di Valerie, interpretata dalla mitica Julie Christie, fa drizzare i peli credete a me!
Normale, come sempre, l'interpretazione di Amanda Seyfreid, che non riesce a mio parere, a dare spessore di un qualche tipo ai suoi personaggi, che cadono nel film come la goccia di pioggia su un tappeto di neve: sparendo.
Alto, nel complesso, il non- sense del film che lascia alla fine solamente questo: 'Ma non avevate proprio altro da fare?'

domenica 4 novembre 2012

CHE PASTICCIO BRIDGET JONES!


Quella pasticciona di Bridget Jones ne combina al solito di tutti i colori! 
Direte che ora che si è finalmente fidanzata avrà realizzato tutti i suoi sogni, no? NO. 
Pur essendo infatti innamorata cotta del suo fidanzato Mark, di cui ne decanta le prestazioni e la bellezza, Bridget agogna il matrimonio! (Per la serie MAI ACCONTENTARSI!)
Come sapete, Mark è abbastanza arido dal punto di vista di manifestazioni e a parole poi non ne parliamo, cosi Bridget tenta in più modi di fargli intendere di un futuro più concreto insieme, ma Mark (che come tutti gli uomini non ci pensa e non ci vuole pensare, soprattutto) rimane spiazzato e senza risposte soddisfacenti.
Ad accentuare il tutto, un ricevimento dell'ordine degli avvocati di Mark, dove fa la sua comparsa la bellissima giraffona Rebecca, collega e a causa della sua bellezza, rivale acerrima di Bridget. 
A questo ricevimento, Bridget nota sempre più le differenze sostanziali con Mark e indica l'impossibilità per i due di continuare a stare insieme. 
Nelle settimane successive, Bridget vola in Thailandia con un inaspettato e indesiderato (?) collega e li ne combina altre delle sue.




Resta alla mia attenzione che è Bridget a sentirsi continuamente inadeguata e per questo essa riversa nel cibo, nell'alcol e nella scurrilità il suo senso di disagio. Non è contenta di se stessa e continua a puntare il dito su Mark per quello che non va, aspettandosi tra l'altro che sia lui a muoversi per riconquistarla.
A complicare le cose il personaggio di Daniel Cleaver, che per Bridget rappresenta una non- evoluzione, un lascia passare per continuare a restare quella che è senza crescere, senza ammettere i suoi errori, senza maturare minimamente. Con Daniel infatti, Bridget è se stessa (?) ma ha una relazione inappagante, incompleta, e del tutto senza basi per costruire un futuro, mentre lei desidera proprio questo.
La verità la prenderà in considerazione quando sarà costretta da forza maggiore o per uno scherzo meschino del Fato (per chi ci crede) a guardarsi in faccia, confrontando la sua vita e il suo Mark con altri esempi di vita e da li in poi, le cose cambieranno.

Fa sempre tanto ridere e anche se non amo molto la Zellweger, per sua fisionomia e modo di stare sullo schermo è un film piacevole e dolce.

Per essere una sfigata però non le vanno cosi male le cose! Ha pure 2 uomini che litigano per lei!