sabato 27 novembre 2010

The Rocky Horror Picture Show


Grandissimo successo del 1973, diretto da Jim Sharman e tratto dall'omonimo spettacolo teatrale di Richard O'Brien, che nel film interpreta il servitore gobbo, Riff Raff.
La giovane coppia Janet e Brad sono in viaggio nel bel mezzo di una tempesta e quando gli si rompe la macchina, decidono di andare a chiedere soccorso a un misterioso castello, dove pare si tiene una festa. E' qui che i giovani fanno la conoscenza del maggiordomo Riff Raff, della domestica Magenta e del padrone di casa Frank-N-Furter, scienziato travestito, che li accompagna poi ad assistere alla nascita di Rocky, l'amante perfetto.
La coppia d'ora in avanti è la protagonista e la spettatrice di cose mai viste o sentite; la loro purezza e castità viene violata dal perverso Frank, che li seduce scatenando in loro confusione, rabbia, rancore e dolore, tutti sentimenti fino ad allora sconosciuti, non accettati o repressi. Si scopriranno intrecci tra i singoli personaggi e risvolti psicologici, che faranno accapponare la pelle e la verità stessa della vicenda viene svelata solamente negli ultimi minuti.
Tim Curry interpreta il folle Frank-n-Furter con singolare scioltezza, conferendo al suo già molto caratteristico personaggio, dei colori e un realismo tali da renderlo quasi appetibile, nonostante l'aspetto. La psicologia di Frank è particolare; egli si presenta come un semplice, 'dolce travestito proveniente da Trans-sexual, Transilvania', quindi innocente, ma in realtà è l'essenza stessa dell'istinto umano. In lui sono concentrati, in un mix esplosivo: curiosità bruciante, perversione, sessualità, sensualità, primitività e intelligenza, il tutto che sfocia poi, in ferocia e cattiveria inaudita. In chiave religiosa può essere considerato come il Diavolo, in quanto essere capace di annientare la ragione, il pudore, i limiti mentali e pratici; in quanto rivoluzionario animato da sacri e validi propositi. Anche se resta costante il dubbio di:'vittima o carnefice?'
Janet(Susan Sarandon) e Brad rappresentano la purezza per eccellenza, lo yin e lo yang; entrambi sensibili e virtuosi, pieni di principi ed etica. Ma a differenza della loro apparente solidità, essi sono poi i primi ad essere plasmati da Frank, ad essere completati da lui, come se fosse il Dio stesso creatore. Egli da loro l'opportunità di arrivare in fondo a se stessi, di provare le più alte trasgressioni, gioie e dolori, come fosse anche una guida o il Fato. La coppia è inizialmente restia a lasciarsi andare, ma è anche palesemente combattuta, perché in fondo desidera abbandonarsi totalmente. Sono gli eroi della vicenda che attraversano il bosco scuro e tenebroso, pieno d'insidie e pericoli e poi giungono al termine del viaggio purificati e più completi.
Riff-Raff, Magenta e Columbia sono fedeli servitori ma anche vittime delle volontà di Frank, che spesso hanno prevaricato i ruoli dei suddetti, arrivando persino alle loro vite private, vedi Columbia con Eddie; cosa che, in ultimo ha portato a crepare il rispetto/timore verso Frank.
La pellicola non è stata considerata alla sua uscita, ma in breve è diventato un cult che tutt'oggi raccoglie fans sfegatati in giro per tutto il mondo. Le rappresentazioni teatrali americane vanno avanti dagli anni'70 e hanno scavalcato senza fatica, le iniziali e ovvie critiche ricevute, a causa dei temi trattati e delle oscenità rappresentate. Favoloso il 'Time Warp', che resta nelle memorie come un piacevole tarlo e la sigla iniziale, rappresentata dalla bocca rosso sangue su sfondo nero, che racchiude emblematicamente con quei colori, il titolo stesso del film.
Numerosi anche i riferimenti alla cultura: il discorso delle dimissioni di Nixon, che pare consacrare l'inizio delle avventure di Janet e Brad; la Creazione e il David di Michelangelo e l'antenna dell'R.K.O nella scena finale.
Esiste anche un seguito! S'intitola 'SHOCK TREATMENT'.
Consiglio vivamente la visione non di questo film, ma di questo pezzo di storia dissacrante e sorprendente.

venerdì 26 novembre 2010

Io Abooorrrrrooo!!

Non è per cattiveria...ma io di politica non so niente! Perché? Perché capisco poco di storia e secondo me le due cose vanno di pari passo. Mi dicono:' Tu non segui la politica, non puoi parlare!' e io penso: è vero, la politica non la seguo, non mi interessa e penso anche che arrivati a un certo punto, si debba fare una bella cosa: MANDARE TUTTI A FANCULO! Esattamente. Mi sembra che sin dall'inizio della politica, si è cercato di risolvere i problemi e di fare i "buoni", ma che poi ci siamo un pò persi per strada e alla fine ci ritroviamo impelagati in questioni sempre maggiori, come fossimo aggrovigliati in un gomitolo! Ma se a quel bel gomitolo gli dessimo fuoco? Via, si ricomincia, con gente nuova, nuove teste, nuovi ragionamenti. Magari non si risolve un cazzo e si sta da capo a 12, ma almeno si può dire di averci provato, di aver tentato. Invece qui vige la religione, l'omertà, il coltivare il singolo giardinetto personale, senza curarsi dell'esterno. Ribadisco: IO NON SEGUO LA POLITICA..però è come un'ombra che mi segue..ovunque si vada si parla di politica e di quanto va male in Italia (io per prima ne parlo) , però ancora viene votata gentaccia che ci rimpinza di stronzate giornalmente (e qui mi astengo). E se nessuno votasse più? Insomma...votare è un diritto-dovere, quindi se nessuno, in Italia parlo, non votasse più: che succederebbe? Me lo chiedo, perché molti votano meccanicamente, senza riflettere...o magari non votano ed è la stessa cosa. Poi mi chiedo anche: ma votare ha ancora un perchè? Le elezioni subiscono variazioni e c'è sempre qualcuno che si diverte a cambiare i risultati, manco fossimo a na partita de Monopoli, quindi vince chi ha detto di 'dover' vincere. E noi fessacchiotti restiamo fregati, in tutti i modi. Tempo fa si facevano rivoluzioni sostanziose e si, ci scappava spesso il morto, ma almeno era lo 'start' per un cambiamento! E mo che si fa? Manifestazioni, si strilla un pò in piazza...ma chi è che cambia davvero le cose? Si ha paura del cambiamento perché spesso questo, ci porta in condizioni radicalmente diverse, che non si conoscono...MA IO LO VOGLIO!
E voi?

sabato 20 novembre 2010

CasaBlanca

Finalmente l'ho vistooo!!! Posso dire di averlo visto e anche: CHE MI E' PIACIUTO!
Inizio della Seconda Guerra Mondiale, Casablanca, città di rifugio e galera, per tutti coloro che non potevano attraversare l'Europa, per raggiungere gli USA. L'affascinante e fascinoso Rick(Humphrey Bogart), ex contrabbandiere d'armi gestisce un locale, quando si trova coinvolto nella sparizione di due preziose lettere di permesso, a lui affidategli dal criminale Ugarte. Nello scompiglio generale fa capolino, nella vita di Rick, Ilsa(Ingrid Bergman), suo grande amore nella Parigi pre-guerra, col marito Victor Laszlo,(Paul Henreid) grande rappresentante della Resistenza cecoslovacca. Ilsa aveva amato Rick credendo il marito morto nel campo di concentramento, ma non lo aveva mai dimenticato. I due si rivedono e la passione si riaccende, gettando nella confusione Ilsa, che ora è contesa tra due grandi amori. Quando però la donna viene a sapere delle lettere e che queste le aveva Rick, tenta di farsele dare da egli stesso, per far fuggire il marito in salvo, lontano da Casablanca. Rick inizialmente rifiuta, poi, quando anche Victor tenta di farsi dare le lettere, non per lui, ma per la moglie, si lascia commuovere e organizza un piano. Bellissimo film del 1942, diretto da Michael Curtis, inserito nel 1998 tra i cento migliori film americani, di tutti i tempi. Casablanca ti prende e ti trascina dolcemente nella musica degli anni '30-40, senza mai annoiarti o stancarti, riportandoti anche ai vecchi amori...DA VEDERE!

Agora

Fine IV secolo, Alessandria d'Egitto, gli scontri tra la religione cristiana e il paganesimo mettono a ferro e fuoco le città. In questo scenario di dispersione, disperazione e morte, come fosse una bolla protetta dal resto del mondo, Ipazia(Rachel Weisz), affascinante filosofa riporta alla luce gli studi compiuti da Aristarco, che ponevano il Sole al centro del sistema solare. Ipazia però, non può astenersi per sempre dal suo contesto storico- politico e si trova a fare i conti anche col suo ruolo di donna, trovandosi contesa dall'allievo Oreste e il suo schiavo Davo. Quest'ultimo, fedele fino alla morte alla sua padrona, si lascerà conquistare dalla religione cristiana e si convertirà, abbandonando cosi, il suo grande amore.
Regia di Alejandro Amenabar uscito in Italia nell'Aprile 2010 viene presentato a vari concorsi, tra cui quello di Cannes, come film fuori concorso. Amando teneramente Rachel Weisz, per la sua eleganza e la sua raffinatezza, non posso certo dire che la sua interpretazione è stata brutta, ma ammetto che il film può risultare, a volte, eccessivamente "spaccato"; quasi ci si dimentica, infatti, della storia di Ipazia e sembra quasi che il regista abbia voluto usare il pretesto della figura di Ipazia, realmente esistita ma di dubbia origine i suoi studi, per mostrare la durezza di quel periodo. A parte questo è un film che vale la pena esser visto, perché interessante, fatto tecnicamente bene e poi...e poi perché c'è Rachel Weisz!!!

venerdì 19 novembre 2010

LoSt In TrAsLaTiOn

Tokyo, un attore americano insoddisfatto e amareggiato dalla vita incontra Charlotte, sposata da due anni, con un ragazzo che non le dà attenzioni e non la coinvolge nella sua vita. Il desiderio di fuga, la solitudine e l'insoddisfazione avvicinano i due protagonisti insonni che, lentamente riscoprono il gusto nel ridere, nel comunicare e nel vivere. Pensavo fosse solo un'esperimento quello di 'Somewhere', film della stessa regista, Sofia Coppola proposto al Festival di Venezia di quest'anno...ma ahimè non è cosi. La lentezza, il simbolismo e il profondo tratto intimista sono la firma della regista che però, con questo film ha vinto Oscar e vari premi di riconoscimento. Da notare quante palesi differenze ci sono, nel viversi un rapporto sentimentale, come per esempio, quando Charlotte rivede delle foto e nota l'onnipresente primo piano del marito e la sua eterna posizione marginale; oppure il fatto che la moglie di Jack lo chiama continuamente, mentre lui mai a lei e si dimentica il compleanno del figlio. Mettiamo una lucetta anche alle nostre relazioni, che ne dite?

ED WOOD

Un aspirante regista, squattrinato, sfortunato, privo di talento, con la passione per gli abiti femminili, ma amante del cinema tenta in tutti i modi di creare un film "da botteghino". Siamo nell'Hollywood degli anni'50, dove talenti come Bela Lugosi, grande interprete di Dracula sono ormai passati di moda per tutti, ma per il giovane protagonista sono miti da rispolverare. Film del 1994 del genio gotico di Tim Burton che, anche qui, mantiene il suo stile noir, stavolta si contorna da spumosi riccioli rosa. Una commedia biografica frizzante, grottesca e curiosa. Il paradosso per eccellenza, dell'esperienza di un uomo che viene ricordato, per il contrario di ciò che voleva.

martedì 9 novembre 2010

Il Circo Dei Fantasmi

Quanto ama, il Circo Burlesque rendere una realtà diversa da com'è veramente! Il Circo Burlesque si muove e fa muovere la gente, gli umori cambiano in base allo show proposto. Se un attore si mette la maschera della commedia, allora li che tutti ridono a crepapelle; se un attore si mette la maschera della tragedia, allora giù coi lacrimoni! Il Circo Burlesque non ammette i "fuori coro", quelle persone che non ridono quando c'è da ridere e che non piangono, quando c'è da piangere. Li prende dal pubblico e li mette al centro dell'arena. Li sfotte, li prende in giro fa di loro uno spettacolo. Ma questa è la storia di un bambino, che è riuscito a capovolgere la situazione e che ha rimesso il Circo Burlesque, al suo posto.
Antoine era sempre cresciuto con l'idea del circo, come del Paese dei Balocchi. La sua cameretta aveva le pareti tappezzate coi ritagli di giornale, ogni volta che parlavano del circo. Tra tutti i circhi in viaggio, Antoine amava però il Circo Burlesque! Il più grande, il più spettacolare e a dire della gente, il più divertente di tutti. Una sera, i genitori di Antoine regalarono al bambino un biglietto per il Circo Burlesque e grande fu la gioia che lo pervase. Il giorno dello spettacolo, Antoine non era più nella pelle e non vedeva l'ora di ridere e di piangere. Lo spettacolo cominciò e i clowns diedero il meglio di loro stessi, mandando la folla in visibilio. Ma Antoine non rideva. Gli pareva strano, ma non riusciva a ridere. Quelle battute non gli facevano ridere, non lo rendevano contento, anzi lo intristivano! Più lo spettacolo proseguiva, più Antoine era deluso e i genitori non sapevano cosa fare. D'un tratto, dall'arena un clown vide il volto serio e crucciato di Antoine e indignato lo prese per mano e lo portò al centro dell'arena. I clown cominciarono a fargli i peggio scherzi e le battute più pesanti, ma Antoine non riusciva a ridere. Li guardava attonito e quasi per chiedergli: dovrei dire qualcosa? I clowns caricarono di più la loro ironia, ma senza risultato, quando all'improvviso, il capo dei clowns disse:-Ma insomma! Com'è possibile che questo bambino non ride? Non siamo forse il miglior circo in viaggio?- disse il grassoccio clown rivolgendosi sorridente al pubblico. Il pubblico non rispose e attese la parola di Antoine. Il bambino prese fiato e con meraviglia disse:- La verità è che non mi fate ridere!-.Allora tutti i clowns urlarono di stupore e il capo clown, con sguardo severo, si diresse davanti al bambino e gli chiese spiegazioni. Antoine continuò:- Voi siete solo tristi e mi fate tristezza; ridete per non piangere e quando piangete è solo uno sfogo. Non siete reali! E poi pretendete che tutti ridano e piangano quando lo fate voi, non è giusto!A me non fate venir voglia di ridere e se mi viene da piangere è solo perchè non siete bravi!- Tutta la platea scoppiò in un 'Oooh' che persino il più lontano dal tendone poteva sentire e grande fu la vergogna dei genitori di Antoine, per le cose che aveva detto il figlio. Antoine non voleva più stare li, cosi corse verso l'uscita, seguito dai genitori.
Il giorno dopo, su tutti i giornali venne messa in prima pagina, la notizia del bambino che aveva "tirato giù il tendone del circo". Il Circo Burlesque fallì di li a pochi mesi, dopo le parole di Antoine, e l'ironia e il dramma vennero rivalutate. Non si rideva più per far contenti altri e non si piangeva più, perché ce lo chiedevano gli altri.