domenica 25 agosto 2013

Sabbia

E avevo i pantaloni bianchi risvoltati, come quelli delle pubblicità;
come quelli che stanno bene,
perché io lì stavo bene, irrequieta, ma bene.

Le infradito impanate in qualche angolo di scoglio, vicino alle tue..
ma non troppo, per non disturbare.


Le tue impronte da gigante, pesanti sulla sabbia fresca
inseguivano traiettorie a me sconosciute ma ben definite e io,
io inseguivo te.
Le mie erano tracce fugaci, 
come di un folletto,
confuse, veloci e senza senso.

Sapevo che avrei dovuto memorizzare tutto di quel momento e ancora lo porto dentro.

Il ronfare del mare caldo,
la brezza che mi scompigliava la chioma.


La quiete di noi due..


Avevo paura di infastidirti, ma tu eri un punto d'attrazione troppo forte.
Ti giravo intorno quasi nauseando me stessa, saltando da roccia a roccia per racchiuderti in un abbraccio più grande di me;
spaventata,
col cuore a mille,
incuriosita,
fragile e contenta come una bambina.

Raro e strano quanto due estranei possano parlarsi non dicendosi assolutamente nulla.
Forse è proprio in quei casi che si parla di riconoscimento, di incontro animico.

Mi piaceva stare con te, ma mi piacevano ancor di più quei nostri silenzi;
lì si stava bene.

venerdì 23 agosto 2013

Se Non Mi Guardi Non Esisto




Ma ciò che sento è cosi dolce e bello che mi fa sospirare.
Avrei voluto godere di più della sua presenza, del suo sguardo magnetico. 
Della sua voce calda e diaframmatica che rara si esprimeva.
Si lasciava osservare, scrutare, ma molto raramente penetrare nel profondo.
E' li che s'imbarazzava..
Li ci incontravamo e li stavamo insieme in un posto solo nostro.
Quel profondo, blu come il mare che lambisce la sua terra è intrigo e dolore, segreto, pena, angoscia, rancore.

Vorrei rendergli la vita più leggera, fargli credere in un amore sincero, sano, che vuole e mira solo alla felicità.
Vorrei mi prendesse tra le sue forti braccia e mi sollevasse dalla melma putrida dove sento di stare a camminare.

Portami dove c’è il sole.

Portami dove il tuo profumo è ciò che respirerò entrando in casa e quello che mi farà dimenticare ogni tristezza.
Racchiudimi al sicuro nei tuoi occhi profondi, dove nessuno potrà mai farmi del male.

Tienimi stretta come in quei giorni, stringimi, anche fino a farmi male, che la vita mi fa di peggio e tu sei sale sulle mie ferite.
Prenditi cura di me come io farò di te.


Ho soltanto un enorme amore sincero da donare.

E la nostra era una danza, tu il mio centro, io il tuo satellite.
Dove ti muovevi io ti seguivo e quella caletta si divertiva come pista da ballo.
Tu mi spiegavi dei venti, io scrivevo i nostri soprannomi sulla sabbia col piede e ti paragonavo all'ematite raccontandoti il significato.
Fuori duro e grigio, dentro caldo e rosso..

'Io so sempre dove sei'
e sentivo di esser tua, chissà per quale motivo..
Per quanto fossi sempre io il tuo satellite e tu il mio centro, mi son resa conto con quella frase, che sono stata anch'io il tuo centro.. ma di nascosto, non lo davi a vedere. 

Io sgusciavo tra la folla e la musica, tu avevi agganciato i tuoi occhi a me e da lontano mi tutelavi..
chissà..
idee sciocche di una sciocca che crede ancora e brama quel tipo d'amore.

L'amore è ossessione, desiderio, qualcuno senza cui non vivi, che ti toglie la fame e la sete e ti insegna a respirare, facendoti vivere, forse per davvero.

E ho portato con me il tuo ricordo proteggendolo e nutrendolo ogni giorno, nell'attesa di un tuo ritorno.

FUNNY GAMES (1997)



Una bella famigliola è in viaggio con una barca a vela attaccata al rimorchio.
I 3 ascoltano musica classica, quando la colonna sonora viene interrotta dai 'Naked City', gruppo americano caratterizzato da un rock violento.
I dialoghi lenti e vaghi spingono a mantenere alta la concentrazione e quasi ci si chiede se il film è quello giusto.
Quando i protagonisti arrivano nella località di vacanze, si fermano di fronte alla casa di loro amici, che però si dimostrano freddi e strani.
Ignorando la cosa, i 3 continuano il viaggio fino a raggiungere la loro casa.
Accolti da un cancello bianco, padre e figlio vanno subito al lago a mettere in acqua la barca, mentre la madre è in cucina intenta a preparare la cena.
Mentre Anna è affaccendata in cucina, qualcuno bussa alla porta.
Ed ecco che dalla zanzariera bianca latte spunta un ragazzo dal volto paffuto vestito da golf e completamente di bianco.
Gentile e introverso, il giovane chiede ad Anna delle uova e questa altrettanto cortese va a prendergliele.
Da questa semplice richiesta si entra in un circolo vizioso lento ed estenuante, dove il ragazzo Peter, prima fa cadere le uova poi torna accompagnato dall'amico Paul chiedendone ancora, perché il cane da guardia lo aveva spaventano e gliele aveva fatte ricadere.
Attirato dal continuo abbaiare del cane, Georg entra in casa e vede la moglie decisamente infastidita con i 2 giovani; di li a poco, anche il figlio Schorschi raggiunge i genitori e col quadretto al completo, si darà l'avvio a una serie di 'giochini divertenti'.


Del 1997, diretto da M.Haneke, Funny Games si ispira al caso di Leopold e Loeb del 1924 (i due ragazzi- modello uccidono un ragazzino di 14 anni per creare l'omicidio perfetto).
Molto in stile Arancia Meccanica, Funny Games è un giallo più che un horror; un giallo psicologico.
Più che inorridire, infatti, il film stanca a forza di capire cosa c'è dietro tutta quell'apparente lentezza.
I dialoghi sono formali, freddi, distaccati, sembrano appartenere ad un'altra trama e si viaggia per quasi 2 ore sul filo del rasoio della tensione.
Zero colpi di scena e forte prevedibilità non ne fanno un capolavoro attuale, ma contestualizzandolo certo si nota un qualche spessore.
Il regista ne ha fatto un remake 10 anni dopo, cambiando il cast e già con Michael Pitt la storia ha un sapore diverso.

sabato 10 agosto 2013

La Principessa MONONOKE


Creatura dello Studio Ghibli, celebre laboratorio di creazione cinematografica di Hayao Miyazaki, La Principessa Mononoke è uscito nel 1997, a poca distanza dall'altrettanto celebre Titanic.
Il confronto viene da se considerando che l'opera di Miyazaki è stata quella che ha incassato di più prima del lavoro di Cameron e ad oggi è al 488° posto nei 500 migliori film della storia.


La trama è questa:
un giovane principe di un villaggio sperduto viene attaccato e in seguito sconfigge un enorme cinghiale impazzito. Questo però non è un semplice cinghiale, bensì un demone che nello scontro infetta il ragazzo, Ashitaka.
Per salvarsi la vita, Ashitaka viene mandato dalla saggia del villaggio verso Ovest dove incontra la ragazza- lupo, Mononoke, giovane cresciuta dai lupi come fosse un cucciolo e Eboshi, proprietaria di quella che si chiama 'la città di ferro'.
Questi i 3 fuochi principali, accompagnati dallo Spirito della Foresta, che decide la vita e la morte degli esseri viventi e assediati da coloro che cercano di proteggere a tutti i costi la loro casa, le scimmie, i lupi e ovviamente i cinghiali.
Ashitaka decide di farsi messia del                                                      concetto di pace e rispetto per la                                                        natura, riuscirà a guarire e a                                                                riappacificare i clan?
Ho sentito parlare di questo film anni fa e sin dal primo momento mi sono messa sulle sue tracce per averlo, ma mi dicevano che era fuori produzione.
Un amico ce l'aveva e ho realizzato il sogno di vederlo.
Mi aspettavo qualcosa di più tipicamente "Miyazakiese" graficamente parlando intendo, ma contestualizzandolo alzo le mani.
I concetti riportati sono per lo più sul 'salvaguardare la natura dall'irrompere dell'uomo' e dalla sua insaziabile sete di potere.
La delicatezza e al contempo la forza espressiva lo rendono meritevole di esser visto, ma non mi sono particolarmente emozionata.
Confesso di essere stata attratta dal titolo e dal fatto che la protagonista fosse una ragazza- lupo, per la mia passione per i lupi, ma a stringere, il protagonista è Ashitaka, non Mononoke.
Lei è solo l'ingrediente esotico e intrigante che spezza il sapore monotono e banale di Eboshi e Ashitaka, quest'ultimo del tutto insulso.
Sorprendente il valore alla figura femminile delle donne della città del ferro, assolutamente notevole per un film orientale, dove si sa, vivono ancora forti pregiudizi sulle gonnelle.




Croci Spezzate


Ricordiamoci che Gesù parlava di amore, elogiava l'amore, lo incoraggiava in tutte le sue forme. Gesù è amore.
E oggi milioni di persone pensano di abnegare la loro essenza, le loro azioni, le loro stesse scelte, sciacquandosi la coscienza nella ciotola di preghiere o sulle pareti delle chiese, mentre dimenticano che la capacità e la possibilità di scelta è nel momento esatto in cui la scelta si presenta.
Si nascondono dietro a una croce ripetendo a pappardella parole senza respiro, senza vita.
Gli ipocriti che camminano tra noi lasciano impronte sudice del sangue di chi a differenza loro, cerca di respirare, cerca di vivere!
E vivere è dare sfogo al proprio spirito.
Toglietemi le mani di dosso e slacciate le dita dalla mia gola.. è inutile, non vi seguirò.
Comprensione, perdono, compassione..amore! Non ne sapete nulla e anzi lo pretendete strizzandoci l'anima, estraendocelo dalle gocce che perdiamo!
O tentate di cacciarlo via da noi, pestandoci a sangue..ma inutilmente.
I vostri occhi vitrei e omertosi si vergognano di chi siete e vi nascondete ancora dietro a quella croce, ripetendo a pappardella parole senza respiro, senza vita, invidiosi della capacità che abbiamo ancora di far battere il nostro cuore e quel battito voi, non lo fermerete mai.
MAI.


Davanti a quella croce siete imperfetti come tutti noi e perfetti proprio per questo.
Davanti a quella croce le vostre scelte sono come lo nostre; noi altri non giudichiamo le vostre, perché voi scagliate le pietre a noi, per le nostre?


giovedì 8 agosto 2013

I SEGRETI DI BROKEBACK MOUNTAIN


Wyoming, anni 60'.
Due ragazzi arrivano all'ufficio del sig. Aguirre per chiedergli un lavoro stagionale.
Ennis, non ha altro con se che un sacchetto di carta, Jack scende da una macchina nera scoppiettante prendendola a calci.
Tra i due ci sono vari scambi di sguardi, di nascosto, ma insistenti e all'arrivo del titolare, i due vengono assunti per fare i guardiani a un gregge di pecore, nella zona di Brokeback Mountain.
I giovani hanno personalità del tutto opposte, nonostante questo riescono a convivere bene; Jack è esuberante e solare, mentre Ennis è taciturno e introverso.
Qualcosa però bolle negli animi dei due, qualcosa che scoppia letteralmente con lo stringere del freddo e con l'andare del tempo a Brokeback Mountain, dove l'isolamento dal mondo intero li porta a covare pulsioni e sentimenti prima nuovi.
Jack e Ennis stappano i loro desideri, consumando una passione sconcertante nella tenda dell'accampamento, promettendosi, il giorno dopo, che la dove tutto ha avuto inizio, finisce.
Nonostante la decisione presa e la confusione dei ragazzi fino ad allora eterosessuali (?), Jack e Ennis continuano a bruciare l'un per l'altro, notte dopo notte, con una dolcezza estrema, trapelando infiniti non detti.

Una mattina, il signor Aguirre li vede giocare e poi scambiarsi un bacio; poco dopo vengono informati che non lavoreranno il mese di Agosto e i due sono costretti a terminare l'esperienza lavorativa e sentimentale.
Lo strappo è forte e porta non pochi dubbi, sia sulla loro natura, sia sui sentimenti che sono ormai nati, ma sia Jack sia Ennis decidono di separarsi e di andare per le loro strade.
4 anni dopo, Ennis è sposato con 2 figlie e conduce una vita alla stregua degli stenti, mentre Jack che tenta la fortuna al rodeo incontra e sposa Laureen, la figlia di un ricco commerciante e ha un maschio, ereditando l'attività di famiglia.

Una mattina Ennis riceve la cartolina di Jack che lo invita ad incontrarsi e dal momento in cui si abbracciano, la passione riprende il sopravvento.
Proprio mentre il fuoco divampa e i due appartandosi si baciano appassionatamente, Alma, la moglie di Ennis, li vede.
La donna chiude il segreto in se, attonita, ma da questo momento comincia a fratturarsi il rapporto col marito.
Jack e Ennis riprendono a vedersi, anche se sporadicamente e nel giro di qualche anno, Alma chiede il divorzio al marito.
Ennis si trova ora solo, senza più scuse da accampare a Jack che nel frattempo gli chiede di mollare tutto e fuggire con lui, ma Ennis resta fermo sulla sua decisione di continuare a lavorare, mandando ogni mese l'assegno di mantenimento alla famiglia, a vedere le figlie e Jack, di nascosto.
Jack è contrario e per riempire il vuoto e il senso di tradimento lasciato da Ennis, si reca in Messico dove si concede ai prostituti.
Il rapporto si crepa e la distanza, prima solo motivo di eccitanti fughe romantiche è ora forse, un oceano troppo grande tra loro.

Uscito nel 2005, il film ha ovviamente avuto parecchi ostacoli prima di vedere la luce con Ang Lee.
Molti i registi che non volevano realizzarlo, altrettanti gli attori ai quali era stata proposta "l'esperienza" che hanno rifiutato drasticamente (tra cui Joaquin Phoenix).
Il regista, notato precedentemente per la sua capacità di fondere aspetti conflittuali della società e dei sentimenti provina numerosi attori e alla fine sceglie Heathe Ledger e Jake Gyllenhaal, ritenuti "ben assortiti sullo schermo"(cit.).

Il film è tratto dal racconto di fantasia di Annie Proulx intitolato 'Gente del Wyoming' e ha vinto numerosi premi come:
- Il Leone d'oro alla Mostra di Venezia;
- Golden Globe;
- BAFTA;
- Broadcast Film Critics Association Award;
- PGA Award;
- Indipendent Spirit Awards al Miglior Film e MIglior Regia;
- 3 Oscar (su 8) alla premiazione del 2006 

ed è il migliore film del 2005 e uno dei migliori nel decennio 2000- 2010.
Il film vanta inoltre la partecipazione di Michelle Williams nei panni di Alma, la moglie di Ennis e Anne Hathaway in Laureen, quella di Jack.

Sorvolerò sulla retorica dell'uguaglianza tra i sessi, sull'abbattimento dell'omofobia e sul bigottismo di certe teste, che troviamo tristemente, anche oggi.
Sottolineerò invece l'espressività di questa pellicola, che mi ha fatto sorridere teneramente e piangere con trasporto.
Un film che per quanto sia forte, ti trascina con lo stesso stupore e la controvoglia (quasi) di Ennis e che ti invoglia a "stare in sella" con la stessa energia e volontà di Jack.

Ho apprezzato la profondità degli sguardi, porte che svelano spesso molto più di quanto le parole riescono a dire e la bravura degli attori, che hanno palesemente lavorato a fondo per emozionare anche con dei piccoli dettagli.
Non si è ben capito se anche il padre di Ennis era un omosessuale represso; Ennis lo suppone raccontando dello shock avuto da bambino, quando il padre portò lui e il fratello a vedere il corpo straziato di un tale che, si diceva, viveva con un altro.

"Due uomini che vivono insieme, non si può fare, non qui"(Ennis cit.)

Trasposta questa, in una storia classica, diciamo, ritrovo le 2 personalità must del 'sentimentale ed estroverso' e quella del 'timido e represso', che mischiate rendono intrigante qualsiasi trama.
Quali differenze ci sono quindi? Il sentimento ha sesso?
Il sesso ha sentimento?

Iper consigliato.

mercoledì 31 luglio 2013

La fluidità delle FARFALLE



Le farfalle non sanno che vivranno un giorno.

Noi non sappiamo quanto vivremo, proprio come le farfalle.

A differenza delle farfalle noi ci preoccupiamo del domani.

Le farfalle volano ovunque, non solo nei posti belli e apprezzano dove vanno, non hanno pensieri negativi, o giudizi.

Le farfalle volano.

martedì 23 luglio 2013

Parole false

Comincio a vomitare senza sosta pensieri allucinanti e incontrovertibili.
Gli uomini li disprezzo, sono vili e falsi; lasciano sole, mentono, stuprano, prendono e spariscono.

Vorrei coltivare i miei pensieri di cose belle e positive, ma alla luce delle ultime esperienze tutto si riduce a polvere; alla polvere che ricopre certe attenzioni, alla polvere che soffoca certe parole, troppo deboli per poter sopravvivere in rilievo.

La mia solitudine mi sta uccidendo e mi da al contempo nuovi occhi con cui guardare questo pazzo mondo.

Le persone sono riflessi su uno specchio appannato, lontane come voci di un sogno, dove le loro parole sono inconsistenti, irreali. E le senti quando fuoriescono dalle loro bocche; quelle parole sono false e spingono su pensieri falsi; non sono ciò che sentono o ciò che pensano, non sono incollate sulla loro anima, ma procedono come pietre lanciate, seguendo traiettorie tracciate dalla mente, che è limitata.

La stupidità assoluta per me ha un nome: limitazione.

domenica 19 maggio 2013

Troppo fuori o troppo dentro?

Anni fa vivevo un sogno.
Cresciuta com'ero con la certezza ferrea che avrei incontrato facilmente, qualcuno che mi avrebbe amato totalmente e follemente incontrai un giorno il mio primo amore.
Come poterlo scordare?
Un sogno.
Il sogno però finì miseramente e mi lasciò con un vuoto cosmico interiore che forse ancor oggi stento a riempire.
Ed eccomi qui, innamorata ovviamente di un amore impossibile, circondata da nuvole di persone che hanno odori diversi ma stessi sguardi vaghi, con un lavoro turbolento come il mio animo, col cuore che scrolla le ali, pronto a librarsi verso mete sconosciute.
Vengo amata pazzamente da persone verso le quali nutro un affetto sincero, ma non di più; vengo odiata da gente che a malapena sa il mio nome e credetemi ben pochi fatti per motivare l'astio. Vengo allontanata perché 'non è il momento'...ed è cosi che ruzzolo per tentativi, con una strana sensazione nello stomaco, con un ricordo lontano che mi attrae verso un pensiero credo pericoloso: il vero amore.
Maledette le favole e le fiabe! Maledetti i racconti da bambina e gli innamorati per strada! Maledetta questa felicità cosi lontana da me che beffarda mi sorride!
Dicono che arriverà, ma non ci credo più.
Dicono che non devo temere, che è normale e che sono giovane.
Ma è cosi difficile capirmi? E' cosi difficile poi starmi accanto con la volontà e l'amore?
Forse si, perché se il mondo va avanti e io resto qua, perché se chi mi circonda si unisce a gente che alla fine comprende e accoglie con occhi lucidi d'amore, mentre io li saluto per l'ennesima volta svanendo nel loro passato...forse, forse c'è qualcosa che in me non va.
Sono sbagliata per questo mondo? Sono davvero cosi fuori? O forse sono troppo dentro?
Dove diavolo voglio andare? Quali viaggi voglio intraprendere e quali compagni voglio scegliere?
Cosa voglio portarmi dietro di questa blanda e faticosissima vita?
Un viaggio...forse mi serve un viaggio.

giovedì 2 maggio 2013

BREAKING DAWN PART 2- THE TWILIGHT SAGA


Si è risvegliata.
Finalmente Bella potrà vivere per sempre col suo amato Edward e la figlioletta Renesmee.
Al risveglio in quella che è ormai la sua seconda vita, Bella scopre subito i vantaggi dell'essere un vampiro.
La sua vista si è accentuata, riuscendo a cogliere ogni più piccolo dettaglio dell'ambiente che la circonda, come i granelli di polvere o una goccia d'acqua che cola da un vaso.
La velocità che ha acquisito la fa volare subito tra le braccia di suo marito, che ansioso l'aspettava "dall'altra parte" e insieme affrontano il momento per me più bello di tutto il film: la prima caccia.

Bella è scalza e indossa un semplicissimo vestito blu, la sua pelle è candida e marmorea, e i suoi occhi ... di fuoco!
Corre felice, sorpresa e divertita tra i boschi di Forks, aumentando la velocità sempre di più, sempre di più, sfidando il marito in una corsa divertente e liberatoria, finché Edward non la blocca e le fa ascoltare il mondo, con il suo nuovo udito.
Tra i rumori della foresta, Bella cattura un cervo e li scatta, pronta a nutrirsi. Poco prima del balzo fatale per la bestia, Bella annusa in una folata d'aria, un profumo irresistibile, qualcosa che le brucia nel naso e fin giù nella gola, che le impedisce di respirare e la fa impazzire e che le infiamma ancor più gli occhi da neonata: l'odore del sangue.
Un arrampicatore infatti, sta scalando una montagna nelle vicinanze. 

Bella scatta senza badare a Edward che le urla di fermarsi, corre, corre con una potenza mai avuta, spinta dall'irrefrenabile sete di sangue. Con un balzo è ora arpionata alla roccia e si arrampica veloce fin quasi a raggiungere la sua vittima, finché Edward la blocca e la fa ragionare.
Bella scappa e finisce per nutrirsi di un puma.

Di ritorno dalla sua inebriante prima caccia, Bella è ora pronta per conoscere sua figlia, Renesmee, metà mortale e metà immortale.
La piccola è dotata come il padre e la zia Alice, di uno strano dono: tramite un semplice tocco infatti, la bimba comunica i suoi ricordi, i suoi pensieri. Bella si rivede cosi all'ultimo respiro da umana, stanca e col viso affossato.
Tra le novità ecco sbucarne una sconvolgente per la neonata Bella: Jacob ha avuto l'imprinting con Renesmee. Furiosa per la notizia, Bella fa a pugni con Jacob rivendicando il suo diritto di madre, ma il ragazzo si difende mostrando semplicemente il suo cuore, la volontà di rendere Renesmee un giorno felice.
Tutto sembra riappacificarsi, rasserenarsi; Bella è nutrita e coccola la figlia, Edward le è a fianco amorevole come sempre e la famiglia Cullen rientra dalla caccia notturna.

Alice, che non dimentica mai gli avvenimenti importanti, ricorda a Bella il suo compleanno e le dona una piccola chiave d'ottone. Conduce poi l'amica e il fratellastro Edward nel folto del bosco, dove una piccola casetta è illuminata da alcuni lampioncini: casa loro.

I due amanti entrano e mostrano a noi spettatori una casa piccola, semplice, ma curata in ogni singolo dettaglio con gusto e raffinatezza.... fino ad arrivare alla camera da letto, dove Bella ed Edward hanno cosi finalmente modo di rifarsi, dalle ultime fatiche (se cosi si può dire parlando di 'vampiri mai stanchi').
La scena d'amore di Bella- vampira è senza dubbio più fluida di quella della prima notte di nozze. Lei è più sciolta, più rilassata e al contempo più feroce, più vogliosa del marito che le strappa i vestiti di dosso senza più badare al rischio di ucciderla: quei tempi sono ormai lontani.
Tutto bello fino a adesso, ma non c'è rosa senza spine.
All'oscuro dalla trasformazione della figlia, Charlie chiama continuamente i Cullen per avere notizie sul suo stato di salute, senza però avere mai nulla di concreto. 
Jacob nel frattempo decide di mostrare a Charlie che è un lupo e che le cose nel mondo quindi sono diverse da quanto crede. Messo in ginocchio di fronte quella verità cosi difficile da digerire, Charlie viene invitato a casa Cullen per rivedere la figlia e ... la nipote, che date le sue origini "innaturali" cresce a un ritmo innaturale appunto.
L'incontro va bene, Bella trattiene la sua sete di sangue e tutto fila liscio, ma proprio mentre la vita sembra aver nuovamente ingranato nel verso giusto, Irina, una delle cugine di Denali vede la piccola Renesmee passeggiare con la madre e Jacob nel bosco e pensando fosse una bambina trasformata e quindi un crimine nei confronti della legge, si reca in Italia dai Volturi, dove questi si preparano per attaccare e distruggere la piccola Cullen.
Alice ha la visione di questa faccenda e subito allerta la famiglia per trovare una soluzione. Carlisle decide di radunare più testimoni, suoi amici possibili che lo aiutino a sostenere la verità: Renesmee non è una bambina immortale, bensì figlia naturale di Bella ed Edward.

La ricerca allontana misteriosamente Alice e Jasper e raduna in casa Cullen 17 vampiri provenienti da tutto il globo, persino dall'Amazzonia.
I personaggi adesso sono moltissimi e tutti variopinti.
In particolare ci sono Tanya e Kate del clan di Denali, il clan irlandese, il clan egizio, un paio di coppie di nomadi, Alistair un nomade asociale, Vladimir e Stefan dalla Transilvania che approfittano della sfida ai Volturi per vendicarsi di un'antica offesa da loro arrecatagli e Garrett, un patriota che Carlisle ha incontrato in guerra. 
Mentre aumentava il numero dei vampiri a Forks, aumentava anche il numero di giovani Quileute che si trasformavano.
La squadra si stava formando, ma Bella non riusciva a capacitarsi della fuga di Alice. Una sera, Bella trova un indizio lasciato dall'amica, che la conduce a Seattle, da un certo J. Jenks.
Arrivata all'appuntamento, Bella scopre che Alice aveva pianificato un secondo piano di fuga, che prevedeva però solo Renesmee e Jacob. 
Resasi conto dell'esito dello scontro con i Volturi, Bella si prepara sconfortata all'attacco.
Come finirà il finale epico che vivrà...per sempre?
Chi vincerà?
Renesmee sarà alla fine salva?
Ci sarà l'happy ending o una strage agghiacciante?

Inutile dire che alla vista dell'ultima parte della saga ero più che eccitata ero SOVRAECCITATA!
Finalmente vedevo Bella sgusciata dall'involucro da umana, finalmente corre anche lei nei boschi col suo amato e non è più la pecora nera della famiglia.
Un senso enorme di libertà mi ha pervasa, quando si è lanciata dalla rupe, fuggendo all'odore di sangue umano e un'incredibile dolcezza mi ha afferrata, quando ha rivisto la figlia dopo la trasformazione.
Ho pianto e riso in sala e ho urlato di puro stupore ad alcune scene non previste.
Ripeto ho letto i libri infinite volte, ma il vedere quelle scene sul grande schermo mi ha fatto sobbalzare il cuore!
Lo rivedo ancora, praticamente ogni giorno e vengo colta dalle stesse, trascinanti emozioni.

Non commento ulteriormente, poiché se ne sono dette di cotte e di crude sulla saga e io stessa sono stata protagonista di forti critiche, ma nel complesso credo che un film debba lasciarti qualcosa dentro e se riesce a farlo, indipendentemente dalla trama o da come è stato fatto, si può ritenere un successo.

Per me, questo film lo è stato.

Ironic


E' ironico.
Lo è davvero ...
Passi una vita convincendoti che quello che sei è quello che gli altri vedono e dicono di te.
Vagabondi ubriaca di 'tu sei', di 'io so che tu un giorno' e rutti sola consapevolezza altrui.
Ti trastulli in 'un giorno dopo l'altro, un giorno dopo l'altro' finché perdi di vista persino il perché ti sei messo su quella strada e cosa diavolo ci stai facendo ancora.
Poi arriva un giorno uno stronzetto nella tua vita, ti dice un paio di cose e se ne va. 
E tu resti come un'idiota impalata, a faticare a metabolizzare quelle parole e la tua vista ruota fino a trascinarsi via Tutto.
Resti a fissare un cielo scuro puntellato di stelle fioche, lontane e ricominci ad interrogarti su te stessa, proprio nel momento in cui tutti quei 'tu sei' e quei 'io so che tu un giorno' ti stavano, tutto sommato, convincendo.
Ritorni a casa stordita e affaticata, come Forrest Gump dopo aver corso per anni; ritorni e ti siedi a un tavolo dove la tua famiglia ti guarda incuriosita, ma anche un po spaventata.
Loro ti chiedono cose in varie tonalità emotive, ma tu raccogli poco e niente. Allora ti alzi e vai in camera tua, dove un pc freddo e solitario ti aspetta e sa che con lui potrai darti da fare.
Il cursore lampeggia sulla pagina bianca, quasi a ritmo del tuo cuore, attende paziente che tu prenda il coraggio a 2 mani e ricominci a scrivere; stavolta partendo da te stessa.

A mio Padre

Ed è ad un quarto di secolo che tu torni nella mia vita,
trasportato ruzzolante,
come le conchiglie che tanto ami raccogliere.

Ho smesso di respirare quando il tuo nome ha lampeggiato
e mi fischiavano le orecchie sulle infinite possibilità di quell'avvenimento.



La tua voce ... quasi l'avevo dimenticata ...

Sentirti pronunciare quegli adorabili nomignoli che da piccola mi dicevi,
quando al vederti mi si illuminava lo sguardo e ti correvo incontro per abbracciarti
incurante dell'olio di macchina sulla tua inconfondibile tuta blu
e delle mie macchie verdi sulle calze candide da Principessa... dovevo stringermi a te.

Vedere poi i tuoi occhi, che sono i miei
colmi delle stesse emozioni che di riflesso si specchiano e quasi acciecano,
ma che subito si ricompongono dietro l'orgoglio che ci riveste di dignità.

Per quanto t'ho cercato tra i volti dei passanti?
Per quanto ho sobbalzato pensando di averti intravisto qui o laggiù?



Ho la tua emotività e la tua follia,
la tua fame di sonno e di sogni,
il gioco,
la voglia di rendere eccezionale questa vita, nonostante le infinite difficoltà;
di non abbandonarsi mai alla mediocrità: MAI!

Ho le tue stesse ferite e la tua rabbia,
il senso di giustizia ci pervade e sono fiamma, figlia del tuo stesso fuoco!
Il tuo sangue ribolle nelle mie vene se vengo ferita, in una connessione che solo un padre con una figlia possono avere.



Tua figlia...
Mi fa strano pronunciare questa parola e mi scopro amarla, amarla sempre più.
Io t'appartengo, sono tua
e forse mai in vita mia qualcun'altro potrà vantare dei diritti su di me, quanto te.
Sono per davvero carne della tua carne!
Se facessi esaminare la mia pelle ad un esperto risalirebbero a te, te ne rendi conto?!
Tu mi hai creata e ti somiglio in un modo che mi scalda il cuore.



Per una vita sono fuggita da coloro che mi davano la caccia,
bramosi di appendere le mie vestigia su una parete da collezione;
bramosi di cogliere quell'arcano motivo di fuga e farlo loro.

Per una vita ho scacciato chi si nascondeva dietro finta piccolezza, solo in attesa di sferrare un attacco mortale diretto nei miei confronti;
per una vita, ho ridicolizzato e spolpato l'ipocrisia dalle loro ossa
di quelli che si presentavano come principi e si dimostravano vermi....indegni!
Forse, inconsciamente, l'ho fatto per te,
perché nessuno in fondo poteva meritarmi per davvero.

Conoscere quel tormento eterno che ci vive dentro,
vivere e quasi cullare quel pianto profondo,
blu come l'Oceano che per me ti rappresenta.



Se chiudo gli occhi e ti penso...io vedo il mare pà...
un grande, vecchio, saggio, brontolante mare,
che fa dei suoi sbuffi spumosi la sua voce roca.
Forte e fermo, distrugge chi non lo rispetta,
unisce e separa...
spietato e amorevole, non conosce vie di mezzo,
proprio come te, a cui solo ora mi rendo conto
aver vocato tutto il mio amore per l'altro sesso.
Io ti amo pà,
vergognosamente ti amo!
Sono l'Electra che uccise la madre per amor del padre,
sono la volontà di essere la prima, sempre!
Sono quella che ama pur maltrattata,
quella che divinamente ama, seppur colpita.
Quella che però non tace,
quella che sguaina la spada al momento opportuno e mozza teste senza pietà.
Quella che spazza via l'inutilità con l'armata del rispetto.



Ora che sei tornato nella mia vita,
vedo sorridere di nuovo serena, la bimba che mi vive dentro.
Ha ancora tanta paura che tu vada via, che l'abbandoni un'altra volta,
spezzandole il cuore e facendola piombare in quell'orrido oblio dove per tanto ha vissuto.
Ma la paura la tengo a bada pà,
perché adesso mi sento più completa...
adesso che sei con me.

Ti voglio bene!


giovedì 21 febbraio 2013

Resti...





Ti ho dedicato tanto di quel tempo da sfinirmi le dita sopra innumerevoli penne e matite;
ti ho dedicato tante di quelle canzoni, da non poter quasi più accendere la radio.
La tua storia, il tuo capitolo è foderato di rosso e di nero,
di tutta la passione che ci esplodeva e di tutto il rancore e il dolore che, dopotutto, ci ha formati.

E torni nuovamente a farmi visita, seppur da vie traverse e il singulto nello stomaco è il medesimo di mesi fa.
E allora, perché non te ne vai per davvero?
Perché resti ancora dentro di me? Non ti ho forse affrontato e risolto?
Perché ancora tutte queste lacrime dopo quasi un anno che te ne sei andato?



Sei stato tanto importante per me, questo mi dico ed è l'unica spiegazione che riesco a darmi.

Perché tanta acqua passa ed è passata sotto ai ponti e tanta altra ne passerà, ma te resti, come un'antico scoglio che non si vuole sbriciolare alle onde.
Resti con potenza e con quel sorriso che un anno fa squarciò la mia realtà per catapultarmi nella tua.



venerdì 25 gennaio 2013




Ho deciso di aspettare, ho deciso di aspettarti, 
Perché amare in fondo è rispettarsi 
e se piombassi come una belva in fuga nella tua vita,
presto vedresti perché è cosi ardua sta partita.
Ci aggroviglieremmo come animali, questo è certo
e rovisteremmo nei nostri passati, quasi per diletto;
smonteremmo cardini da anni arrugginiti 
per poi dirsi addio, in languidi ruggiti.
Amarti è per me sacro come il rispetto alla libertà,
amarti è un altare che mai essere profanato dovrà.

Per questo t'aspetto, ci aspetto, perché ti amo troppo per ucciderti con le mie mani.
Se col cuore questa supplica leggerai, saprai e sentirai il dolore che mi vive in petto, al mettere in stand-by la nostra storia d'amore.

Ti amo, ti amo e ti amo,
ti amo con tutto il mio cuore.

lunedì 7 gennaio 2013

Cantami...



Cantami, Oceano padre, 
di quel giovane cosi ardimentoso, 
che osò sfidare le tue ire per raggiungere il mio cuore.

Cantami, cantamene ancora, 
che la mia anima ha sete di quell'Amore,
che sovente brama di toccare ancora
quel viso scolpito nel marmo d'Atene.

Cantami di come i suoi occhi magnetici chiamavano i miei languidi;
cantami di come la sua vicinanza faceva vibrare le viscere degli abissi;
cantami del suo tocco sulla mia pelle di Sirena...

Ora, cantami ancora del viaggio che intraprese 
alla volta di Terre a me lontane..

ora...lasciami cantare del mio Tritone