giovedì 2 maggio 2013

A mio Padre

Ed è ad un quarto di secolo che tu torni nella mia vita,
trasportato ruzzolante,
come le conchiglie che tanto ami raccogliere.

Ho smesso di respirare quando il tuo nome ha lampeggiato
e mi fischiavano le orecchie sulle infinite possibilità di quell'avvenimento.



La tua voce ... quasi l'avevo dimenticata ...

Sentirti pronunciare quegli adorabili nomignoli che da piccola mi dicevi,
quando al vederti mi si illuminava lo sguardo e ti correvo incontro per abbracciarti
incurante dell'olio di macchina sulla tua inconfondibile tuta blu
e delle mie macchie verdi sulle calze candide da Principessa... dovevo stringermi a te.

Vedere poi i tuoi occhi, che sono i miei
colmi delle stesse emozioni che di riflesso si specchiano e quasi acciecano,
ma che subito si ricompongono dietro l'orgoglio che ci riveste di dignità.

Per quanto t'ho cercato tra i volti dei passanti?
Per quanto ho sobbalzato pensando di averti intravisto qui o laggiù?



Ho la tua emotività e la tua follia,
la tua fame di sonno e di sogni,
il gioco,
la voglia di rendere eccezionale questa vita, nonostante le infinite difficoltà;
di non abbandonarsi mai alla mediocrità: MAI!

Ho le tue stesse ferite e la tua rabbia,
il senso di giustizia ci pervade e sono fiamma, figlia del tuo stesso fuoco!
Il tuo sangue ribolle nelle mie vene se vengo ferita, in una connessione che solo un padre con una figlia possono avere.



Tua figlia...
Mi fa strano pronunciare questa parola e mi scopro amarla, amarla sempre più.
Io t'appartengo, sono tua
e forse mai in vita mia qualcun'altro potrà vantare dei diritti su di me, quanto te.
Sono per davvero carne della tua carne!
Se facessi esaminare la mia pelle ad un esperto risalirebbero a te, te ne rendi conto?!
Tu mi hai creata e ti somiglio in un modo che mi scalda il cuore.



Per una vita sono fuggita da coloro che mi davano la caccia,
bramosi di appendere le mie vestigia su una parete da collezione;
bramosi di cogliere quell'arcano motivo di fuga e farlo loro.

Per una vita ho scacciato chi si nascondeva dietro finta piccolezza, solo in attesa di sferrare un attacco mortale diretto nei miei confronti;
per una vita, ho ridicolizzato e spolpato l'ipocrisia dalle loro ossa
di quelli che si presentavano come principi e si dimostravano vermi....indegni!
Forse, inconsciamente, l'ho fatto per te,
perché nessuno in fondo poteva meritarmi per davvero.

Conoscere quel tormento eterno che ci vive dentro,
vivere e quasi cullare quel pianto profondo,
blu come l'Oceano che per me ti rappresenta.



Se chiudo gli occhi e ti penso...io vedo il mare pà...
un grande, vecchio, saggio, brontolante mare,
che fa dei suoi sbuffi spumosi la sua voce roca.
Forte e fermo, distrugge chi non lo rispetta,
unisce e separa...
spietato e amorevole, non conosce vie di mezzo,
proprio come te, a cui solo ora mi rendo conto
aver vocato tutto il mio amore per l'altro sesso.
Io ti amo pà,
vergognosamente ti amo!
Sono l'Electra che uccise la madre per amor del padre,
sono la volontà di essere la prima, sempre!
Sono quella che ama pur maltrattata,
quella che divinamente ama, seppur colpita.
Quella che però non tace,
quella che sguaina la spada al momento opportuno e mozza teste senza pietà.
Quella che spazza via l'inutilità con l'armata del rispetto.



Ora che sei tornato nella mia vita,
vedo sorridere di nuovo serena, la bimba che mi vive dentro.
Ha ancora tanta paura che tu vada via, che l'abbandoni un'altra volta,
spezzandole il cuore e facendola piombare in quell'orrido oblio dove per tanto ha vissuto.
Ma la paura la tengo a bada pà,
perché adesso mi sento più completa...
adesso che sei con me.

Ti voglio bene!


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