giovedì 2 maggio 2013

Ironic


E' ironico.
Lo è davvero ...
Passi una vita convincendoti che quello che sei è quello che gli altri vedono e dicono di te.
Vagabondi ubriaca di 'tu sei', di 'io so che tu un giorno' e rutti sola consapevolezza altrui.
Ti trastulli in 'un giorno dopo l'altro, un giorno dopo l'altro' finché perdi di vista persino il perché ti sei messo su quella strada e cosa diavolo ci stai facendo ancora.
Poi arriva un giorno uno stronzetto nella tua vita, ti dice un paio di cose e se ne va. 
E tu resti come un'idiota impalata, a faticare a metabolizzare quelle parole e la tua vista ruota fino a trascinarsi via Tutto.
Resti a fissare un cielo scuro puntellato di stelle fioche, lontane e ricominci ad interrogarti su te stessa, proprio nel momento in cui tutti quei 'tu sei' e quei 'io so che tu un giorno' ti stavano, tutto sommato, convincendo.
Ritorni a casa stordita e affaticata, come Forrest Gump dopo aver corso per anni; ritorni e ti siedi a un tavolo dove la tua famiglia ti guarda incuriosita, ma anche un po spaventata.
Loro ti chiedono cose in varie tonalità emotive, ma tu raccogli poco e niente. Allora ti alzi e vai in camera tua, dove un pc freddo e solitario ti aspetta e sa che con lui potrai darti da fare.
Il cursore lampeggia sulla pagina bianca, quasi a ritmo del tuo cuore, attende paziente che tu prenda il coraggio a 2 mani e ricominci a scrivere; stavolta partendo da te stessa.

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