sabato 11 febbraio 2012

A.C.A.B.

Capitale italiana, giorni nostri.
Tre poliziotti escono indenni dall'ennesimo scontro con gli estremisti di zona, ultrà, black bloc, no tav, skin heads.
Gli anni, per i nostri protagonisti, si fanno sentire e gli 'anta' hanno già suonato.
Il lavoro è duro e farlo collimare con le rispettive vite private non è affatto un gioco.
C'è chi cerca di fare il proprio dovere di padre e di poliziotto, ma crea solo tensioni e distanze con i familiari.
C'è chi lascia scoppiare tutte le insoddisfazioni latenti e c'è chi, inseguendo un valore trovato fino a quel momento in quel mestiere, dimentica l'umanità e il valore stesso di quest'ultima.
Adriano è giovane, spinto e sospinto da sani ideali, ed è la nuova recluta del reparto dei celerini.
Per una vita migliore per se e per sua madre, costretta allo sfratto e impossibilitata ad occupare la casa che le spetta, Adriano si fa occhio vigile di chi è tenuto a 'far rispettare la legge' svelandone pecche e ambiguità, arrivando a focalizzarne l'umanità.
Stefano Sollima esce dal successo di Romanzo Criminale e mantenendo la sua lucidità torna sul grande schermo con A.c.a.b., un film crudo, pieno di violenza, ma della violenza che è reale e che non disgusta come uno splatter. Il suo realismo non si mistifica in romanzate alla 'volemose bene' è ben saldo su ciò che ha di fronte e fedele alla cronaca, per quanto questa possa disturbare chi non vuole vedere una quotidianità che vive sotto ai nostri occhi.
Pienissimo di messaggi importanti, carico di ironia e sarcasmo, Acab si fa beffe dei pregiudizi e si mostra al pubblico italiano con un 'è cosi, che vi piaccia o meno' scagliandosi contro il ruolo del politico e il suo egoismo; contro chi determina un modus operandi e poi è il primo a non rispettarlo; contro un passato non troppo passato e per una lotta per il futuro.
La sua trama circolare, i suoi ruoli intercambiabili e la relatività, caratteristiche che ne fanno un film memorabile, da rivedere più e più volte per appuntarsi tutto.
A volte siamo talmente invasati nel perseguire fedelmente dei nostri ideali ritenuti giusti fino a quel momento, che ci dimentichiamo di guardare il caso specifico e di vedere se effettivamente si è nel giusto; il giusto di se.
Cosa mi ha completamente avvolto di Acab?
'Tieni gli occhi sempre ben aperti e impara a guardare CAMALEONTICAMENTE la vita'.

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