venerdì 23 agosto 2013

FUNNY GAMES (1997)



Una bella famigliola è in viaggio con una barca a vela attaccata al rimorchio.
I 3 ascoltano musica classica, quando la colonna sonora viene interrotta dai 'Naked City', gruppo americano caratterizzato da un rock violento.
I dialoghi lenti e vaghi spingono a mantenere alta la concentrazione e quasi ci si chiede se il film è quello giusto.
Quando i protagonisti arrivano nella località di vacanze, si fermano di fronte alla casa di loro amici, che però si dimostrano freddi e strani.
Ignorando la cosa, i 3 continuano il viaggio fino a raggiungere la loro casa.
Accolti da un cancello bianco, padre e figlio vanno subito al lago a mettere in acqua la barca, mentre la madre è in cucina intenta a preparare la cena.
Mentre Anna è affaccendata in cucina, qualcuno bussa alla porta.
Ed ecco che dalla zanzariera bianca latte spunta un ragazzo dal volto paffuto vestito da golf e completamente di bianco.
Gentile e introverso, il giovane chiede ad Anna delle uova e questa altrettanto cortese va a prendergliele.
Da questa semplice richiesta si entra in un circolo vizioso lento ed estenuante, dove il ragazzo Peter, prima fa cadere le uova poi torna accompagnato dall'amico Paul chiedendone ancora, perché il cane da guardia lo aveva spaventano e gliele aveva fatte ricadere.
Attirato dal continuo abbaiare del cane, Georg entra in casa e vede la moglie decisamente infastidita con i 2 giovani; di li a poco, anche il figlio Schorschi raggiunge i genitori e col quadretto al completo, si darà l'avvio a una serie di 'giochini divertenti'.


Del 1997, diretto da M.Haneke, Funny Games si ispira al caso di Leopold e Loeb del 1924 (i due ragazzi- modello uccidono un ragazzino di 14 anni per creare l'omicidio perfetto).
Molto in stile Arancia Meccanica, Funny Games è un giallo più che un horror; un giallo psicologico.
Più che inorridire, infatti, il film stanca a forza di capire cosa c'è dietro tutta quell'apparente lentezza.
I dialoghi sono formali, freddi, distaccati, sembrano appartenere ad un'altra trama e si viaggia per quasi 2 ore sul filo del rasoio della tensione.
Zero colpi di scena e forte prevedibilità non ne fanno un capolavoro attuale, ma contestualizzandolo certo si nota un qualche spessore.
Il regista ne ha fatto un remake 10 anni dopo, cambiando il cast e già con Michael Pitt la storia ha un sapore diverso.

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