sabato 10 agosto 2013

La Principessa MONONOKE


Creatura dello Studio Ghibli, celebre laboratorio di creazione cinematografica di Hayao Miyazaki, La Principessa Mononoke è uscito nel 1997, a poca distanza dall'altrettanto celebre Titanic.
Il confronto viene da se considerando che l'opera di Miyazaki è stata quella che ha incassato di più prima del lavoro di Cameron e ad oggi è al 488° posto nei 500 migliori film della storia.


La trama è questa:
un giovane principe di un villaggio sperduto viene attaccato e in seguito sconfigge un enorme cinghiale impazzito. Questo però non è un semplice cinghiale, bensì un demone che nello scontro infetta il ragazzo, Ashitaka.
Per salvarsi la vita, Ashitaka viene mandato dalla saggia del villaggio verso Ovest dove incontra la ragazza- lupo, Mononoke, giovane cresciuta dai lupi come fosse un cucciolo e Eboshi, proprietaria di quella che si chiama 'la città di ferro'.
Questi i 3 fuochi principali, accompagnati dallo Spirito della Foresta, che decide la vita e la morte degli esseri viventi e assediati da coloro che cercano di proteggere a tutti i costi la loro casa, le scimmie, i lupi e ovviamente i cinghiali.
Ashitaka decide di farsi messia del                                                      concetto di pace e rispetto per la                                                        natura, riuscirà a guarire e a                                                                riappacificare i clan?
Ho sentito parlare di questo film anni fa e sin dal primo momento mi sono messa sulle sue tracce per averlo, ma mi dicevano che era fuori produzione.
Un amico ce l'aveva e ho realizzato il sogno di vederlo.
Mi aspettavo qualcosa di più tipicamente "Miyazakiese" graficamente parlando intendo, ma contestualizzandolo alzo le mani.
I concetti riportati sono per lo più sul 'salvaguardare la natura dall'irrompere dell'uomo' e dalla sua insaziabile sete di potere.
La delicatezza e al contempo la forza espressiva lo rendono meritevole di esser visto, ma non mi sono particolarmente emozionata.
Confesso di essere stata attratta dal titolo e dal fatto che la protagonista fosse una ragazza- lupo, per la mia passione per i lupi, ma a stringere, il protagonista è Ashitaka, non Mononoke.
Lei è solo l'ingrediente esotico e intrigante che spezza il sapore monotono e banale di Eboshi e Ashitaka, quest'ultimo del tutto insulso.
Sorprendente il valore alla figura femminile delle donne della città del ferro, assolutamente notevole per un film orientale, dove si sa, vivono ancora forti pregiudizi sulle gonnelle.




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