lunedì 10 marzo 2014

LA MAFIA UCCIDE SOLO D'ESTATE



« - Ma la mafia ucciderà anche noi?
- Tranquillo. Ora siamo d'inverno. La mafia uccide solo d'estate»
(Il padre al piccolo Arturo, prima di andare a dormire)

Un inizio alla 'Senti chi parla', con tanto di scene in stile cartone 3D, che inquadrano il viaggio degli spermatozoi e un narratore esterno, non sono a mio avviso sufficienti, per qualificare come Vincitore del Premio del Pubblico del Torino Film Festival, questo film. Vogliamo emozionarci per qualcos'altro per favore?!

La mafia uccide solo d'estate è uscito lo scorso 2013 ed è il primo esperimento registico di Pierfrancesco Diliberto, in arte, Pif.

Il mio senso critico e il mio cinismo urticante mi portano purtroppo, a dover bocciare completamente questa pellicola che, seppur all'inizio mi ha intrigato, anche con un pizzico di divertimento, si è rivelato in breve un film vuoto, senza spessore.

L'ennesimo docufilm sulla mafia siciliana e su un testimone che ha vissuto in prima persona gli avvenimenti tragici di quel tempo, con una trama blocchettata, confusa, popolata da numerosi 'copia e incolla' di filmati, foto e fermi degli anni 60'.
Definito commedia- drammatico, La mafia uccide solo d'estate non mi ha ne fatto ridere, tanto da poterlo chiamare commedia, ne mi ha particolarmente toccato, tanto da chiamarlo drammatico.

Dov'è temporalmente collocato poi?
E' chiaro come il film voglia essere 'a cavallo' tra quegli anni e oggi, un ponte, dove il protagonista Arturo fa il suo percorso eroico, ma il risultato è caotico!
L'unico punto che rimane chiaro e continuativo è l'eterno tema del 'ragazzo innamorato della biondina di classe da oltre 20'anni, che però se la tira e non cede'.
BASTA!

Cioè... oltre allo scopo informativo- giornalistico, sul quale però non si può fare un film, perché è una modalità troppo noiosa (o forse troppo impegnativa per chi è alle prime armi) quale altro era l'obiettivo di Pif?
Si procede minuto dopo minuto in una vaghezza assurda, con un ritmo lento e pieno di non sense; si è riempiti solo dall'elencare incessante di date e nomi che Pif sciorina e quando il film finisce, la sala è avvolta in un silenzio cosmico, privo persino del brusio di dissenzo: bah!

BOCCIATO!
- tema scontato, trito e ritrito;
- ritmo stranamente lento;
-vaghezza nei contenuti;
-confusione.

Un +1 va invece alla recitazione dei giovani attori, interpreti del medesimo Pif e Cristiana Capotondi.

A volte mi sembra che basta presentarsi a dei concorsi con un film sulla mafia, per poter vincere un qualunque premio.

Vorrei veder vincere a un concorso un buon film fantasy italiano, che dite ce la faremo?
Vorrei accendere la tv e vedere serie divertenti e magiche, anziché quei mattoni angoscianti di polizieschi, drammi familiari e storici: ce la possiamo fare, o no?!

Fantaghirò dove sei?!



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