martedì 28 settembre 2010

...Annegare...

Mi sento risucchiare lo stomaco in un abisso di dolore immenso...
e uscirne è difficile.
Mi sembra di affogare, mi sento affogare e soffocare da quest'acqua melmosa che riempie i polmoni e non lascia scampo.
Vado sempre più giù, mi agito verso la superficie, sgranando gli occhi dal terrore: non voglio perdere la vita, ma il vortice di dolore è troppo grande e mi incatena verso il fondo.
I capelli si aggrappano alle braccia, come funi resistenti e le gambe non hanno forza sufficiente.
Sento l'aria mancare e quel fastidioso, anzi odioso nodo in gola che mi fa venir voglia di vomitare!
E tu sei in superficie e mi guardi annegare;
il tuo sguardo impassibile è frastagliato dalle increspature dell'acqua, ma riesco cmq a vedere un mezzo sorriso sulla tua bocca.
Mi stai lasciando annegare senza neppure uno spiraglio d'umanità.
Dove sta l'uomo che ho amato? Dove sta il principe delle mie fantasie che mi proteggeva e mi tutelava dal mondo brutto e cattivo?
Ho perso tutto e sto per perdere anche me stessa.
Ora il mio corpo cede alla morte imminente e i miei occhi decidono di restare aperti;
vogliono imprimere quelle ultime immagini nella retina e portarti con me nell'altro mondo, dove forse avrò pace.
Lascio tutto, cedo tutto;
disperdo i miei sogni come le lacrime in quest'acqua e le ultime bolle d'ossigeno, che oziose fuoriescono dalla mia bocca.
Il canto del mio cuore che volge al termine è l'ultimo suono che riesco a sentire...poi..
...l'oscurità.

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