sabato 5 febbraio 2011

Racconto: 'In quel di Calcata'


Tutto ebbe inizio un pomeriggio d'inverno, durante una bella passeggiata a Calcata, antico borgo medievale, in provincia di Viterbo. Carolina e Caterina passeggiano serenamente godendosi il sole, i profumi che provengono dai ristorantini e lo splendido paesaggio che si si stende dalle numerose terrazze e che si getta nella vallata. D'un tratto Caterina punta dritta in un minuscolo negozio semi nascosto in un vicolo e si lascia attirare dal luccichio di numerosi accessori d'argento e pietre. 'Guarda questo! E guarda quello!' dice Caterina perdendosi ora nell'ammirazione di un anello e ora nella contemplazione di una collana. Carolina ammira in silenzio lasciandosi condurre dall'entusiasmo dell'amica. D'un tratto Caterina, ponendo come al solito la maschera da 'faccia da...' , si gira verso il titolare del negozio e lo riempie di domande, sul come aprirsi un'attività a Calcata e sulla storia del paesino. L'uomo, un pò preso in contropiede, un pò divertito dalla bizzarra ragazza tenta di fare del suo meglio per soddisfare la curiosità della cliente; intanto Carolina sorride al titolare, come a scusarsi dell'irruenza e nel contempo divertita dalla contagiosa amica. Il racconto comincia e poi si ramifica in altri mille e le due giovani perdono completamente la cognizione del tempo; solo il freddo pungente che cominciano ad avvertire ai piedi, le risveglia dalla piacevole conversazione. Il titolare del negozio, il signor Alberto è un appassionato e grande intenditore dei Maya, cosi, dopo che Carolina ha comprato una campana tibetana d'argento, per sua sorella decide di far loro un piccolo regalo. E come fosse uno di quei maghi che vendono oggetti antichi, in posti lugubri ma affascinanti, Alberto estrae un libro chiaramente molto usato, da una mensola e si ferma in una pagina, dove c'è una cartella con simboli e colori. Le due giovani sono affascinate e si lasciano ammaliare dalle parole di Alberto, come se questi avesse risposto a una loro silenziosa e interiore necessità. I giorni e le date di nascita delle ragazze fanno capire ad Alberto chi ha di fronte: un'Viandante del cielo solare' e una 'Tempesta blu intonante dell'onda dell'aquila'. Carolina è sbigottita e anche molto colpita da ciò che le ha detto l'uomo e comincia a riflettere sulle parole cercando di dar loro un senso il più ragionevole possibile; lei un Viandante del cielo solare ... chi l'avrebbe mai detto? Al turno di Caterina, la ragazza ha gli occhi lucidi dall'intensità della situazione creatasi. L'intero pianeta sembra essersi fermato solo per loro due e intanto, il verdetto di Alberto comincia a farsi sentire. Lei è la Tempesta e l'aquila allo stesso tempo; lei è distruzione e creazione, visione e purificazione. Il telefono squilla e Alberto risponde; nel frattempo Caterina tenta di smorzare la serietà e la grandezza di quel momento, cominciando a immaginarsi Tempesta/distruttrice/creatrice guidata dalle indicazioni del Viandante/Torre 9 e le due scoppiano in grasse risate, che gli risollevano l'animo. 'Se io sono la tempesta che, dovunque va porta distruzione e tu la Torre che guida il mio operato, ci ritroveremo da sole, in mezzo al nulla più assoluto!' dice Caterina col sorriso sulle labbra 'Hahahaha che bella coppia!' le risponde Carolina ' immaginaci in un campo bruciato, con gli alberi sradicati e le case distrutte: tutto merito nostro!' continua la ragazza. Le risate le fanno piegare in due e con le lacrime agli occhi dalla gioia, poco dopo salutano il loro nuovo amico e si dirigono a prendere un tè. Alla tèria si rifocillano dalle grandi emozioni davanti a una bella tazza di tè fumante e una buonissima fetta di torta e al momento del conto, la titolare mostra di essersene dimenticata. Carolina allora decide di far tesoro delle nuove scoperte e incita Caterina a fare da Tempesta. La ragazza accetta le indicazioni dell'amica e con passo deciso si reca alla cassa per il conto. Carolina ride al tavolo e si gode la scena, in cui Caterina tra la determinazione e l'imbarazzo, si fa valere e quando torna al tavolo, le due continuano a creare scenette. Ora Caterina-Tempesta oltre al vento e alla pioggia è provvista si piccole bombette e Carolina-Torre, la segue dall'alto con i nuovissimi occhiali da sole, che la rendono davvero una buona vedetta. Le due amiche, cariche dalla giornata lasciano Calcata col cuore sereno e pieno di speranza e s'incamminano verso casa sperando di tornare presto a sorridere :D

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