domenica 27 febbraio 2011

Ray


Chi di noi non conosce 'I got a woman' o 'Georgia' del grande Ray Charles?
Molti... e sono rari quelli che invece non conoscono un'H di lui.
Ma chi era Ray Charles? Che tipo di uomo era?
Quali erano i suoi talloni d'Achille? I suoi punti di forza? Le sue più grandi paure?
I suoi sogni e i suoi incubi?
Ciascuna di queste domande trova poi risposta in questo amplissimo film uscito nel 2004 e diretto da Taylor Hackford.
Ray Charles Robinson nasce e cresce nel Sud della Florida. Sua madre è una donna forte, indipendente e una grande lavoratrice, che pur di non far mancare nulla ai figli preferisce spaccarsi la schiena. Ho parlato di figli?
Si, perché Ray aveva un fratellino di nome George, che però è morto quando questo aveva solo pochi anni, in un disgraziato e aggiungerei sciocco, incidente. Questo fatto è lo 'start' ai problemi di Ray, che poco dopo diventa cieco e che viene allontanato dalla madre, per andare a studiare alla scuola dei ciechi. Scopre la passione per il piano all'età di sette anni e da grande si avventura nel mondo cercando un lavoro come pianista. La sua carriera comincia a Seattle e in pochi anni conquista tutto il mondo scaturendo nel cuore della gente, ardore e shock allo stesso tempo. La sua musica è una completa fusione tra gospel, country, jazz e soul e non ha sempre raccolto consensi, perché ritenuta sacrilega e blasfema nei confronti della "santità" originale di quegli stili.
Girando l'America, Ray entra a contatto con gente competente e incompetente, con brava gente e cattiva gente, con i soldi e con le fregature, con le donne, gli amori, le semplici passioni e infine, fa la conoscenza con l'eroina.
Perché il grande Ray Charles era un'eroinomane, un dipendente dalla moglie e dalla sua musica. Era un uomo tormentato dal senso di colpa, per la perdita del fratellino, che guarda caso è stata precedente alla perdita della vista. La madre lo ha accusato di non averla chiamata, di non aver fatto niente ed è come se Ray avesse scelto di 'non voler più vedere', 'non volersi più prendere la responsabilità di ciò che gli accadeva intorno' e cosi facendo è diventato si un uomo forte e determinato, ma anche sfacciato, spregiudicato, quasi gelido e lo ha costretto a una vita di solitudine e abbandono.
Il buio dentro e fuori di lui lo ha accompagnato per la vita e la musica, la SUA musica era l'unica luce in quell'oscurità; l'unica cosa che non era disposto a mollare. E' cosi che è nata poi la stella, l'eroe, il genio. E' passato per un inferno privo di fiamme luminose, ma ricco di ombre e dubbio; ha superato la solitudine e lottato con la dipendenza e infine ha vinto.
Un film caldo, pieno e ripieno di tutto. C'è eros, c'è amore, passione, c'è determinazione e sofferenza, c'è il tormento e il perdono. Un film che ASSOLUTAMENTE va visto, per ricordarci di Ray Charles, non come un grande musicista, ma come UN GRANDE UOMO.

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