mercoledì 18 maggio 2011

MARNIE














Adoro questo genere di film!
E' un thriller psicologico di Alfred Hitchcock del 1964, con Tippi Hedren nel ruolo protagonista di Marnie, appunto; stessa attrice che ha recitato, tra l'altro, in 'Gli uccelli', dello stesso regista. Ma non solo! Vediamo infatti anche un giovanissimo e super sexy Sean Connery, nel ruolo di 'macho-salva-chiappe', Mark Rutland.
Ma torniamo a poppa.
Il film comincia con un furto e con la descrizione di una bella mora, alta un metro e sessantaquattro, con occhi blu e gambe mozzafiato, probabilmente responsabile del misfatto. Un furto e quindi una caccia conseguente! Poi vediamo una folta chioma china su un lavello e delle gocce nere colare, che svelano una magnifica bionda, la stessa che potete vedere nell'immagine che ho messo qui sopra. Lei è Marnie, ma nel film ha molti nomi: Margaret Edgar, Peggy Nicholson, Mary Taylor... S'intasca ben 10,000 dollari e fila verso un quartiere prossimo a un porto, dove ad aprirle la porta è una bella bimba bionda. Marnie entra senza prestare troppa attenzione alla bimba e chiede di sua madre e di li a poco fa la sua comparsa una vecchia signora con bastone. L'atmosfera si fa subito gelida e torbida di mistero. Tra le due donne non scorre buon sangue, è palese...ma perché? Marnie mostra smanie di bimba un po troppo cresciuta, con palesi rancori e conti da saldare e la madre, dal suo canto, non fatica a celare delle cose non dette e tanto, tanto dolore.
A questa strana visita segue una nuova vita per la nostra Marnie, che cercando lavoro incappa nell'impresa Rutland & Co., di proprietà del bel Mark, che s'innamora subito della bionda distaccata e riservata. Il primo contatto tra i due è in una giornata di straordinari di Marnie; un sabato verso le 14:00, giorno piovoso, pieno di lampi e tuoni. La donna è nello studio di Mark e prende indicazioni sul lavoro da fare, ma la tempesta la getta in uno stato di choc incontrollabile, che mette subito in allarme Mark. Qui, una scena stupenda, calorosissima! Mentre Marnie è tra le braccia di Mark, egli percorre con le labbra il viso di lei e in ultimo,affonda nelle sue labbra; un primo piano che ci fa quasi sentire il tocco! Davvero emozionante.
Da questo momento i due diventano inseparabili e non sempre nel senso romantico che tutti noi ci aspettiamo! L'alone di mistero su Marnie s'inspessisce e Mark, che non ci ha mai visto chiaro dall'inizio, comincia a indagare sulla donna venendo man mano a conoscenza di un segreto...

Non è molto corretto da parte mia essere cosi precisa nella descrizione delle immagini e poi lasciarvi cosi, a bocca asciutta e testa piena, ma il "bello" delle recensioni è proprio questo: se vi è piaciuta potete affidarvi al mio umile giudizio e vedere il film con i vostri occhi! Il gusto è sempre personale e sono certa che la pellicola sarà di vostro gradimento.

Dunque, ho detto già molto con il termine thriller psicologico, quindi non mi resta poi molto da aggiungere, se non qualche osservazione. La cromia sulla quale gioca tutto il film è sui 'colori eleganti': il nero, il bianco, il panna, il beige, il perla e il grigio, colori che vengono rotti, quando compaiono le scene sovrastate dal rosso, che acceca la lucidità di Marnie. Essi prevalgono nei vestiti, ma anche nelle tinte delle pareti delle case, nella tappezzeria dei salotti...trasmettono calma, stabilità, ordine, pulizia; aggettivi che in realtà si oppongono, alla personalità frastagliata e tormentata di Marnie.
Notevole come si ripresenti anche qui, il rapporto madre-figlia e l'importanza che questo ricopre nella vita di una persona. Hitchcock pare esserne ossessionato! Chi ha visto il famosissimo Psycho lo sa bene e chi ha visto anche Gli uccelli, può confermarlo.
Marnie è come una bambina con la mamma; le si mette col capo sulle ginocchia, aspettando delle carezze che non verranno mai; la cerca e tenta di conquistarsi il suo amore e le sue attenzioni, proprio come i bambini, quando sono molto piccoli. Non tentenna nel farle presente che non la coccola mai, che non la tocca mai e non teme di mostrare quanto dolore questa cosa, le arrechi. Ma la madre ha le sue buone ragioni e i suoi giusti motivi per non avere gesti d'affetto, nei confronti della figlia.
Facile però analizzare Marnie, vero? C'è un momento nel film, in cui l'attenzione per troppo tempo cristallizzata sulla bella bionda, si sposta su Mark. Lui l'accusa di essere malata e lei, prontamente e sarcasticamente, gli rigetta la stessa frase addosso, con lo stesso effetto di un boomerang! E' proprio qui che sembra concretizzarsi anche il suo ruolo. Lui è innamorato ed è ok; la vuole proteggere e tutelare, la vuole aiutare, ed è ok, ma perché? Chi non si sofferma su risposte troppo facili e "superficiali" come, 'perché è innamorato e basta' può trovarsi d'accordo con me quando dico che Mark è un cacciatore-bisognoso. Come un cacciatore infatti, egli punta la sua preda e più questa è rara, aggressiva, sfuggente e misteriosa, più egli ci si accanisce. La rende il suo motivo di vita, la sua ragion d'essere. Perché in fondo lui non è niente senza quella ragione, senza quella preda; ecco perché è anche un bisognoso! E' un uomo ricco, ma solo, contornato da belle donne, ma sempre a caccia di qualcosa di più, di qualcosa di diverso e speciale e Marnie è la preda perfetta. Egli riesce ad ingabbiarla con l'inganno, col ricatto; mezzo davvero basso per la dimostrazione di un amore, vero? Ma a Mark non vanno solo connotazioni negative. Egli è infatti un signore, che rispetta e ama la sua donna, con venerazione e trasporto, dolcezza e comprensione, come un vero innamorato può fare. E' colui che si sofferma e va oltre alle apparenze, oltre ai giudizi e ai pregiudizi. Anche lui non ha un rapporto fiorente col padre, cosa che lo accomuna a Marnie e che forse lo spinge ad avvicinarsi a lei, per capire di più anche su se stesso. E' solo un caso che i loro nomi hanno le prime 3 lettere identiche?
Sono due persone in fuga, che però si cercano disperatamente; una caccia dove il ruolo di preda e predatore, si mischiano e si scambiano continuamente.
VEDETELO!

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