mercoledì 11 maggio 2011

Scontro tra titani: scimmione vs. il Principe!




VS.








Ho capito una cosa, anzi, forse più di una.

Gli uomini, non hanno più il coraggio di farsi avanti verso le donne di loro interesse. Lasciano andare, sopprimono i loro desideri per chissà quale ragione, architettano stratagemmi agghiaccianti per poter arrivare a loro, o per fargli arrivare le loro attenzioni e, nelle peggiori delle ipotesi, si fanno avanti in modi bruschi, o poco eleganti.

Perché? Cos’è successo antropomorfo logicamente?

Prima c’era lo scimmione, che viveva del suo istinto e che per ragioni, appunto, istintuali e pragmatiche, puntava la sua donna, la faceva svenire con un colpo di clava e se la portava in una grotta, dove essa veniva sedotta e ingravidata. Poi è nata la galanteria e gli uomini impiegavano mesi, anni, per potersi fare avanti verso la donzella del loro cuore. Le sorridevano timidamente in chiesa, si levavano il cappello al suo passaggio, facevano misteriose e improvvise visite a casa loro, “lisciandosi” i genitori e mostrando le loro rendite e le loro proprietà. Quando i genitori approvavano (il perlopiù ‘viscidone’), si procedeva a passeggiate lungo un lago, un tè in veranda, sempre però sorvegliati da occhi indiscreti e pronti a riferire tutto, in caso di comportamenti eccessivi.

Da un estremo all’altro insomma.

E ora? Ora c’è un pò di tutto. Il che, a te donna fa fare il segno della croce e sperare che ti capiti il galantuomo però risoluto, che mostra il suo interesse con virilità e allo stesso tempo, eleganza.

La maggior parte dei casi qual è? E’ l’uomo che combatte con se stesso; è la dicotomia interiore umana che prende il sopravvento e che mette a ferro e fuoco la lucidità, in uno scontro cruento tra scimmione e principe.

Lo scimmione si batte con veemenza, brandendo la sua clava di legno, rivendicando il suo territorio e la necessità che ha di “dover mandare avanti la specie”.

Il principe, con tanto di piuma su cappello, calzamaglia imbarazzante, fioretto e cavallo legato a un albero di mele fa uno sproloquio infinito, ridondante, pomposo, che ovviamente lo scimmione non capisce, sull’importanza che ha la donzella dalla folta chioma(ma con la quale non c’ha mai scambiato una sola sillaba).

Ovviamente tutto questo trambusto è interiore, perciò nessuna di voi può vederlo … e all’esterno? All’esterno qual è il risultato?

Care signore e signorine, il risultato di questa lotta è un uomo balbuziente, uno contraddittorio, uno che gesticola molto e/o che gli sudano le mani. Oppure è un uomo in versione ebete, che ci guarda con occhio vitreo, bocca semi aperta (e pregate che non abbia anche un rivolo di saliva) e che finge cosi, di starci pure a sentire. E’ la scena di un uomo al quale manca solamente, come sottofondo, il suono dei grilli, come nei film, quando c’è un momento d’imbarazzo, o di “vuoto cerebrale”.

E noi donne di fronte a tutto questo? Come ci comportiamo? Qual è quello che io credo sia, l’errore madornale?

Vuoi per evoluzione, vuoi per solidarietà, per bontà d’animo o vuoi anche, per semplice deficienza: li incoraggiamo!

Quando abbiamo l’uomo in quelle condizioni, in noi scatta il fottuto istinto materno, che ci fa pensare ‘Ma che carino! Che dolcioso! Oh, ma guardalo è cosi imbarazzato! Etc, etc …’ entriamo nel loop della donna-madreprotettiva-comprensiva e gli spianiamo la strada! Ci resettiamo e cerchiamo di capire:

a- a- a-cosa vuole dire;

b- b- cosa c’è dietro quell’espressione (se c’è qualcosa) e

c- c- c- come possiamo arrivare a una qualche risposta.

Cosi finiamo per essere sempre flessibili con i nostri ometti, sempre comprensive e dimentichiamo che è gratificante, oltreché sano essere corteggiate. Costerà all’ometto qualche fatica e sacrificio? Se è interessato lo farà senza alcuno sforzo e anzi, con entusiasmo e gioia! Questo li responsabilizzerà di più e magari (si spera), li spingerà di più a chiedersi se davvero sono interessati. Da questa riflessione, ne convengono automatici modi di fare, che definiscono più velocemente la situazione. Una volta, se uno ti voleva e voleva davvero solo TE, poteva attraversare oceani, mietere vittime, erigere templi, castelli, ponti, statue o quant’altro per dimostrarti il suo amore e la sua dedizione. Ora a stento riusciamo a ottenere un invito a cena … e manco al ristorante: da McDonald’s!!! Davvero triste.

Mi spingo ancora oltre. Perché gli spianiamo la strada?

Risposta: perché abbiamo paura di stare sole. Siamo disposte ad accettare di “scendere” al loro livello, per poterli capire, per poterli ASPETTARE, solo perché speriamo che in essi un piccolo aiuto(il famoso calcio nel culo), li possa sbloccare definitivamente e far diventare finalmente, ‘gli uomini perfetti per noi’. Grande illusione e pericolosissima convinzione. Pericolosa solo per noi fanciulle? No, anche per gli ometti. Ci si costruiscono infatti intere relazioni su questo giochetto; anni e anni di matrimonio (spesso, ahimé, infelice); figli, case, intrecci di vario tipo. E chi soffre sono entrambi, uomini e donne.

Anche il fattore tempo influisce in tutto questo caos. Pensiamo che se gli diamo del tempo, avremo dei buoni risultati e le cose andranno meglio. Succede invece, che lui si adagia sugli allori, perché SA che voi lo capite, che non gli mettete fretta o pressione; SA che ha delle difficoltà, dei blocchi e che comunque non è tenuto a farci niente, perché lui vi va bene anche cosi. Pensiamo inoltre che se investiamo tutto questo tempo, tutte queste preziose energie, verremo riconosciute, un giorno magari e avremo comunque una targhetta onoraria, da mettere sul camino. Ma NESSUNO MAI, ci riconoscerà niente se non noi stesse; se non la nostra coscienza. Gli altri chiacchiereranno sempre; sempre e comunque. Vi sto forse invitando ad essere più dure? NO. Vi sto invitando ad ascoltarvi di più, ad avere più fiducia in voi stesse e in quello che sentite e ad ESSERE voi stesse, sempre. Non vi sta bene una cosa? Comunicatela e vedete che succede. Cercare di plasmarsi al partner è una cosa naturale ma al contempo dannosa, perché si rischia di perdere la propria individualità, il proprio IO. E perché? E per chi?

Oggi ho chiarito tutto questo in me e non sono più disposta a mettermi da parte, per un qualche tipo che non ha voglia di darsi da fare e di far vedere di che pasta è fatto. Offro la possibilità di un confronto, di mettersi in discussione, di crescere. Potrò risultare dura e fredda? Sappiate che però non è cosi. E’ un gioco che offro, a chi è alla pari con me; a chi sente di voler partecipare.

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