lunedì 7 marzo 2011

IL GRANDE DITTATORE

TRAMA.
Sul finire della Prima Guerra mondiale, un barbiere ebreo tenta di aiutare l'ufficiale Schultz. I due cadono dall'aereo sul quale viaggiano e alla caduta, il barbiere perde la memoria. Per i successivi 20'anni, il nostro piccolo eroe resta all'oscuro degli avvenimenti che intanto si sono verificati nel mondo è ignaro persino della minaccia nazista, che ha il controllo sulla Tomania. Scappa dall'ospedale e torna alla sua bottega, che nel frattempo è decaduta e palesemente dimessa, ma come se niente fosse comincia a ripulirla. Nel medesimo istante nota la scritta 'Jew' sulla finestra della bottega e senza esitare prende uno straccio e va a cancellarla; ma proprio mentre comincia a pulire, due guardie delle Camicie Grigie lo bloccano. Il barbiere si divincola e riesce comicamente a liberarsi, anche grazie all'aiuto di Hannah, domestica in casa del signor Jaekel, che combatte la dominazione con tutti i mezzi e il coraggio che ha. Tra i due in breve nasce un'intesa, pudicamente mascherata dal contegno sociale. Le Camicie Grigie però, non dimenticano l'umiliazione e la faccia del barbiere e in un'altra occasione, lo legano a una corda e tentano di impiccarlo. Nel momento esatto in cui viene issato il corpo, fa la sua comparsa il generale Shultz, che riconosce nell'ebreo, l'uomo che gli ha salvato la vita in guerra e ordina alle guardie di non dargli più fastidio. Da questo momento il ghetto può vivere in pace, senza la minaccia delle bravate delle Camicie Grigie, ma quando il generale Shultz viene dimesso dal suo incarico dal dittatore Adenoid Hynkel, le cose tornano a precipitare e le prime prede sono il barbiere e Hannah. Nella casa del signor Jaekel si scopre rifugiato il generale Shultz e tutti gli amici del signor Jaekel lo appoggiano nel proteggerlo. Shultz e il barbiere scappano quando le Camicie Grigie vengono a cercarli di casa in casa e nella corsa vengono catturati e inviati al campo di concentramento. Non è qui però che ha termine la loro avventura.

ANALISI.
L'intero film è una satira contro il regime nazista e ciascun nome è infatti chiaro scherno del sistema.
-Tomania= Germania;
-Adenoid Hinkel= Adolf Hitler;
-Fui= Fuhrer.
Persino le opere d'arte riprese e modificate, presenti nel film sono ironiche, come
-La Venere di oggi= La Venere di Milo (che nell'originale è senza braccia, mentre nel film ha solo quello destro alzato) e
-Il Pensatore di domani= Il Pensatore di Rodin.
La voce narrante del film è anch'essa sarcastica, formale, quasi meccanica e si oppone ai toni severi dei discorsi che fa il dittatore, come a ricordare i traduttori simultanei delle comuni trasmissioni televisive. I discorsi stessi sono presi in giro; quelli molto lunghi esprimono concetti in realtà molto corti e viceversa, come quando Hinkel si fa battere a macchina una lettera dalla segretaria.
Le scene più impresse nella memoria collettiva sono sicuramente quelle dei discorsi, in cui si racchiude il sarcasmo stesso e quella del mappamondo, dove Hinkel ha un momento in cui comincia a sognare di dominare il mondo e gioca con un palloncino a forma di mappamondo, finché questo non scoppia nelle sue mani, come a voler essere presagio dei suoi sogni.

PERSONAGGI.
Il personaggio di Hinkel riprende alla perfezione quello di Hitler, tanto che anche Hitler in persona, quando ha visto il film, si è compiaciuto della bravura di Chaplin(che puta caso è distante dalla nascita del dittatore, solo di 4 giorni). Sia il barbiere sia Hinkel sono interpretati da Chaplin, che assunse talmente tanto le sembianze e i modi di fare di Hitler, che aveva comportamenti sgarbati persino con gli altri membri della troupe. Lui diventava il personaggio, non lo interpretava, ed è forse anche per questo, che il successo di un film di cosi difficile accettazione per quel periodo è stato applaudito.
Nel film sono disseminate anche altre parodie, come il simbolo della svastica, che viene trasformato in due X, una sopra l'altra; oppure i nomi di altri uomini di potere, come per esempio Napoloni= Mussolini, anch'egli interpretato magicamente, da Jack Oakie.
Esilarante il dibattito tra Hinkel e Napoloni nella sala del banchetto, dove entrambi esprimono a 360° se stessi, lasciando andare la diplomazia e l'educazione.

CURIOSITA'.
Paulette Goddard, che nel film interpreta la bella Hannah è in realtà la seconda moglie di Chaplin e durante le riprese de 'Il grande dittatore' si stavano separando!!!

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