sabato 5 marzo 2011

Il gusto dell'anguria

Ooooooooooooooook!
Compito arduo, ma ce la posso fare.
Film di Tsai Ming-Liang del 2004 ambientato in Taiwan, in una grave crisi di siccità, che costringe la gente a razionare l'acqua e a dissetarsi con il succo d'anguria. In questo scenario di contegno sulle tinte del bianco e del rosso, due ragazzi. Lui, Hsiao-Lang è un attore porno, insoddisfatto e paradossalmente poco stimolato dalla sua professione; lei, Shiang-chyi lavora in un museo e vive sola. Il film sembra voler far apparire i due protagonisti, come appartenenti a due mondi totalmente diversi e i tentativi per farcelo credere sono molti; lo stesso espediente del far lavorare Hsiao nella pornografia lo testimonia. Ma in breve ci si rende conto, che i due sono la medesima persona. Il pezzo dove Hsiao canta su un ponte con l'ombrello è emblematico, perché in esso lui indossa abiti femminili e lei abiti maschili, come a voler definire due metà della stessa cosa; lo yin e lo yang, tanto frequenti nel pensiero orientale. Canta? Si, perché ne 'Il gusto dell'anguria' si trovano vari generi; c'è il drammatico, l'erotico, il comico, il pornografico e il musical. Accozzaglia di generi? No. Il classico ritmo lento del cinema orientale è fondamentale e permette a ciascun genere di emergere, senza sovrapporsi a un altro. I colori predominanti sono poi equilibrio perfetto: il rosso dell'anguria e di altri dettagli disseminati nella pellicola, simboleggia l'emozione, la passione, il sesso, l'erotismo ed è anche un chiaro riferimento all'interno del corpo umano, sede di piacere e mistero assoluto. Il bianco invece, simboleggia la pace, la quiete, ma anche l'assenza totale di vitalità, di emozione e fremito; una vastità troppo grande per una persona sola come Shiang. Perché la solitudine è un altro tema presente; un tema che vuole presentarsi esclusivamente come colonna sonora all'incontro dei due protagonisti, che vuole essere per loro guida e sostegno. Quasi del tutto inesistenti i dialoghi e le colonne sonore, che costringono lo spettatore a vivere suoni del tutto reali, per nulla filtrati. Forse è proprio questo a rendere il film crudo; il fatto che non ci sono filtri di nessuna sorta, ne per le scene di nudo e di sesso, ne per quelle di noia, non tanto le scene in se per se, che senza dubbio sono esplicite. Con tutti questi elementi, il gusto dell'anguria resta paradossalmente un film molto delicato, perché i significati che snocciola esulano dalle immagini proposte.
A buon intenditor, poche parole ;)

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