martedì 22 marzo 2011

Avventura in quel di Viterbo

La notte è turbolenta, non ho sonno.

Faccio la brava bambina e me ne vado a dormire alle 23 e 30 ( che non so nemmeno più quant'è che non ci andavo). A letto, mi agito, mi giro e cambio migliaia di posizioni, quella che mi manca è a testa in giu.

Mi addormento? Boh...perdo la cognizione spazio-temporale, fino a che la mia adorata- stronza Miù comincia a graffiare i muri della mia stanza tentando, con tutta la sua abilità, di buttarmi giu una struttura di metallo piena zeppa di led. Al piacevolissimo suono delle unghie della stronza, mi alzo ubriaca di sonno e caccio un urlo che la blocca. Torno a letto e svengo sotto al piumone, comincio a sognare e...DRIIIIIIIIIIN: la sveglia!!!! --__--''

Il sogno era strano, come al solito d'altronde, cosa che mi fa fare colazione con la testa a 1000 tentando di ricordare ogni dettaglio e di trovare poi dei perché, ai fatti sognati. Prendo il treno delle 7 e 30 diretto a VT PortaRomana, nonostante dovessi scendere a PortaFiorentina, x poter essere alle 9 al centro comm. la Tuscia di Viterbo. Viaggio in treno meraviglioso, con campi e colline che si svegliano sotto i caldi raggi solari, quiete e serenità interiore. In prossimità dell'arrivo chiedo se il treno ferma anche e VT Porta Fiorentina, o se ci sono bus che mi portano li, ma la tizia che controlla i biglietti, non lo sa: ottimo. Un vecchietto mi spiega che PortaFiorentina è dopo PortaRomana e che quindi, sono nella cacca. Arrivo a PortaRomana e mi butto al centro info, prendo una mappa, mi faccio spiegare al volo, ottenendo ben poche risposte esaustive e poi mi getto come una pazza in strada. Chiedo informazioni a tutti, mi odiano, mi detestano, mi schivano come fossi appestata, ma non demordo. Arrivo da un meccanico e sfodero un sorriso che non ammette rifiuti e il povero malcapitato accorre in mio aiuto, forse però più spaventato dai miei capelli effetto 'Marge Simpson', (xké come se non bastasse imperversava un vento forza 10)più che conquistato dal mio fascino, nell'ira e nel viaggio sparito.

Tra il dialetto viterbese, la fretta, il caldo, il sudore, l'ansia a 1000 fa capolino una parola: SALISCI!

Corruccio la fronte e tento di trovare un significato, ma gli occhi speranzosi e contenti del meccanico, mi fanno trattenere un 'Cooooooooooosaaaaaa????' in bocca e intendo che voleva dire 'sali'.

Saluto confusa e corro: ovviamente andavo nella direzione opposta. XP

La città è grande e spaziosa, mille vie e viuzze che sgattaiolano a tutti gli angoli e la gente è frettolosa e le indicazioni che mi da sono: ampissime. Mi dicono:'In linea d'aria.......è la' e indicano chissà quale galassia lontana, che io ovviam., non conosco. Saluto e ringrazio cordialmente, con il trigemino che bestemmia sulla mia fronte e filo via. Un caro tassista, mi indica infine chiara e netta la direzione da prendere e tutta caruccia arrivo al centro comm. solo 21 min dopo l'ora prevista.

In corpo ho tipo 2000.000°, il trucco è sparito, ho l'arsura in gola e il fischio dalla fatica: bella figura x essere il primo giorno. Il serafico Franco però, mi rassicura e dice che non c'è stato movimento. La giornata scorre abbastanza bene e mi offrono pure un caffè dei clienti (devo aver avuto la faccia di una bimba sperduta). Al cambio scappo e tento di trovare la mitica staz. VT PF e chiedendo info. incappo in uno pelato, con gli occhi strabuzzati, che alla mia SCANDITISSIMA DOMANDA: 'Per la staz. di VT PF, mi hanno detto di girare a sx, qual'è la via, questa o quella?' mi fa un panegirico che mi prende buoni 5 min e mi dice che devo tornare indietro. Gli chiedo perché e gli spiego che le indicazioni che mi hanno datoi poco prima, mi dicevano solamente di andare dritta e poi girare a sx x arrivare, ma lui è deciso. Mi fa ' Eh, ma tu li mica puoi andarci' e io, capendo la noce di cocco priva di latte che avevo davanti, gli dico 'sono a piedi, xkè non potrei arrivare li'. Lui trafela, si scusa; evidentem. il mio aspetto provato non gli aveva fatto intendere che camminavo dalla mattina alle 8 e 30. Arrivo in staz. faccio il biglietto e mi dicono:'Parte da VT PORTA ROMANA' o_o

Stavo x sfondare con un gancio destro il vetrino di merda, che divideva me e la ritardata e mi sono trattenuta dicendo ben chiaram.:'DEVO TORNARE A PORTA ROMANA????!!!!' La tipa impassibile annuisce e mi dice:'Hai solo 3 quarti d'ora x arrivarci'. Credevo di veder spuntare Bruce Willis e Eddie Bunker in 'Solo 2 ore', con in mano una bomba, mentre m'incitavano a correre. La strana x tornare a PR era:TUTTA IN SALITA. Mi faccio coraggio, rievoco la colonna sonora di Xena e mi dico:'Cazzo, ce la posso fare!' e risveglio i miei quadricipiti femorali da mesi di riposo. Annaspo, ma non mi fermo e partita dalla staz di VT PF alle 16 arrivo trionfante all'altra alle 16 e 31. In mezz'ora: 4 km in salita.

COSA HO IMPARATO?

- I viterbesi non hano affatto gusto nel vestire, loro portano jeans che andavano 10'anni fa, lenti e senza forma e grosse scarpe da ginnastica(tipo basket) con fiocco ben stretto e in bella mostra;

- I viterbesi hanno questo look, xkè sanno che dovranno correre (come la gazzella e il leone, all'alba, nella savana) e a tutto c'è un perché;

- I viterbesi, non sanno il più delle volte dove si trovano e danno indicazioni con assenza spazio-temporale;

-Viterbo è collegata malissimo, xkè gli abutobus che dovrebbero collegare la città passano se è grazia divina OGNI ORA;

- I viterbesi sono sempre sorridenti, sempre gentili e rilassati e mi hanno fatto passare una giornata splendida e rincuorante, nonostante tutto. ^.^

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