lunedì 14 marzo 2011

La VITA è MERAVIGLIOSA













TRAMA.
George Bailey è sin da ragazzo una persona piena di altruismo, gentilezza e nobiltà d'animo, tanto che arriva coraggiosamente a salvare la vita del fratellino Harry, quando questo cade accidentalmente nell'acqua ghiacciata del lago, dopo che la sua superficie si è spaccata. Ma George non salva solamente la vita del fratello; infatti salva anche la vita a un altro bambino, al quale era stato inviato per sbaglio del veleno e cosi facendo, la salva anche al medico che ha commesso l'errore.
Un piccolo eroe? Sicuramente una persona dotata di cuore e umanità.
Negli anni, George diventa conosciuto e amato dalla popolazione di Bedford Falls e un uomo pieno di sogni e progetti da realizzare. Mette scrupolosamente da parte ogni centesimo, per la sua grande partenza verso il mondo, ma la morte improvvisa del padre lo richiama alle responsabilità e cosi decide di donare tutti i suoi risparmi al fratello Harry per l'Università e di prendere le redini della Bailey Costruzioni e Mutui, salvandola cosi dall'avidità del signor Potter. Questo vuole comprarsi tutta la città, mettendo alle corde cosi, la povera gente. Egli rappresenta Ebenezer Scrooge, il consumismo, l'egoismo, il capitalismo, Zio Paperone, il Principe Giovanni di Robin Hood, insomma, quella figura che annienta attorno a se e in se l'umanità e il calore. George è l'eroe che si erige a difensore degli oppressi e della dignità umana è gratificato dalle buone azioni che fa, ma non è pagato, quindi con il matrimonio con Mary e il successivo arrivo di ben 4 figli, la necessità di un guadagno diventa impellente. La situazione degenera, quando lo Zio Billy perde sbadatamente 8000 dollari destinati a un versamento bancario, per conto della Bailey. George è sul lastrico e sul ciglio di un ponte pensa al suicidio, ma l'arrivo dell'angelo Clarence, gli cambiA drasticamente la situazione.
ANALISI.
Famosissimo film del 1946 diretto da Frank Capra, con James Stewart nei panni di George e Donna Reed in quelli di Mary; pellicola ritenuta tra le migliori della storia del cinema, piena di messaggi umanamente importanti.
L'intero film è venato da un forte Cattolicesimo, in concetti come la fede, la solidarietà, la carità, la generosità, le azioni fatte senza alcun compenso materiale. In esso vibrano amore, amicizia, lealtà e fiducia; ma anche avarizia, compromesso, invidia e vendetta. E' uno spaccato perfetto in cui è facile prendere le parti, ma difficile restare coerenti. Palese è il parassitismo della gente che prende tutto finché può, senza mettersi una mano sulla coscienza e contraccambiare a tempo debito, senza portare, chi dice di ammirare, sul lastrico e al suicidio.
Incredibile come la gente si smuove velocemente, quando ha un forte peso sulla coscienza, quando sa che si sta approfittando eccessivamente di una situazione, o peggio, di una persona. Il signor Potter rappresenta la coscienza sociale, "l'avere" in senso totale, il contraccambio; può anche rappresentare il diavolo, che dona solo per prendere poi di più. Per certi versi può anche prendere le connotazioni della Giustizia, una giustizia esasperata e portata all'eccesso, ma in fin dei conti, redditizia.
George però non si piega alle seducenti proposte del signor Potter e va avanti, con sacrificio e fiducia, tentando di realizzare i suoi progetti e di trasmettere agli altri, i suoi ideali.
E' commovente come affida al fratello tutti i suoi averi e con essi, i suoi sogni; è a lui che danno la medaglia d'onore, per aver salvato dei soldati in guerra; è lui che si laurea e si sposa presto; è lui che va alla Casa Bianca. E George non soffre nel vedere il fratello con la vita che avrebbe voluto per se, lo ammira, lo ama e quotidianamente si rammenta della scelta che ha fatto e perché l'ha fatta. E' proprio questo post-it mentale che gli da la forza di andare avanti con sempre più convinzione e dedizione. E' per questo che è amato dalla gente, come mai il fratello o il signor Potter potranno essere.
Esistono ancora uomini come George Bailey? Esiste ancora quel fievole barlume di bontà, nei cuori della gente? E' possibile ravvivare la fiamma con una folata d'ossigeno?
A volte penso che il grigio metallico che ci sta circondando è solo una barriera, ai colori della vita e all'amore; è una protezione, perché troppo ci spaventa, perché non siamo pronti e/o coraggiosi nell'imbatterci nella vita stessa, che non è solo il lavoro e la carriera, ma è molto, molto di più. E' la comunione, la condivisione, l'illuminazione intesa come apertura personale al mondo; è recezione dell'esterno e metabolizzazione nell'interno di noi stessi.
Siete pronti a tutto questo? Vi spaventa? E perché vi spaventa?
Ridimensioniamo la paura, guardiamola in faccia e diciamole:'Io non ho paura di te, perché tu non vuoi spaventarmi'.

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