mercoledì 19 gennaio 2011

IL SIGNORE DELLE MOSCHE di Peter Brook

Film del 1963 diretto da Peter Brook e tratto dall'omonimo romanzo di William Golding mostra la sopravvivenza di una ventina di ragazzini a un terribile naufragio, nel quale nessun "grande" si è salvato. I piccoli si ritrovano su un'isola deserta e si organizzano per sopravvivere; tra questi, 4 in particolare hanno rilievo: Ralph, che viene democraticamente scelto come capo dell'intero gruppo, per la sua astuzia e la sua intelligenza; Bombolo, amico di Ralph, che dispensa consigli preziosi all'amico e che si prende cura dei bambini più piccoli; Simone, timido e introverso, tramite il quale si capisce il significato del titolo del romanzo e Jack, rappresentante del gruppo dei cacciatori, capoclasse e capo del coro, tipo arrogante, aggressivo e sanguinario. Quattro tipologie di persone che, anche se in un ambito cosi inusuale possono rappresentare serenamente una micro-società. Ralph, il capo dai buoni propositi, Bombolo il saggio, Simone il visionario e lo spirituale e Jack, istintivo, prepotente, ambizioso e in sintesi l'antagonista e la nemesi di Ralph. Dapprincipio la convivenza è serena e armoniosa, ma in seguito alla distrazione del gruppo di Jack, che ha preferito cacciare, piuttosto che tenere acceso il fuoco, che li avrebbe potuti salvare al passaggio di un aereo avviene una rottura drastica. Si creano due gruppi, quello di Ralph e quello di Jack. Ralph però non è in grado di tenersi stretto i compagni e lentamente viene abbandonato; solo Bombolo resta al suo fianco, da amico leale e fedele. Tutti i ragazzi si alleano nel gruppo di Jack, che garantisce loro cibo, protezione e una notevole dose di aggressività, che sarà poi la causa della morte di Simone e Bombolo. Il primo, ucciso a sangue freddo, per averlo confuso con il mostro che terrorizzava i ragazzi e il secondo, ucciso tentando di riavere i propri occhiali rubati precedentemente per accendere il fuoco.
La follia che degenera in situazioni portate all'estremo; l'incapacità di convivere con gli altri, senza creare rotture o guerre sono chiari messaggi di quanto facile sia la creazione del caos, che genera morte e dolore; di quanto l'essere umano trovi difficoltà nell'essere in armonia con chi e con ciò che lo circonda e la paura, che nonostante la ragione prevarica e accieca inesorabilmente.

Nessun commento:

Posta un commento