lunedì 31 gennaio 2011

Qualcosa è cambiato

Il romanziere Melvin Udall vive la sua solitaria vita, a cavallo tra il suo appartamento, l'odio pluri- affermato per il suo vicino di casa gay, Simon e un ristorante dove va tutti i giorni a pranzo. E' un misantropo razzista, che soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo. Al ristorante si porta le posate di plastica per paura dei germi; per strada non si fa sfiorare da nessun passante e sta attento a non pestare le crepe della strada, o le quadrettature dei marciapiedi. Come se non bastasse ha un caratteraccio, che lo porta ad allontanare bruscamente qualsiasi persona tenti una relazione, seppur di civile convivenza. Il suo cuore gelido viene prima incrinato dall'entrata di Verdell, il cane di Simon, che in seguito a un' aggressione deve affidarlo a qualcuno, poi dalla dolce e attenta Carol, single e madre di un figlio perennemente malato, che le assorbe tutte le energie e gli spazi privati. Simon, in seguito all'aggressione ha perso l'ispirazione artistica e si trova sommerso dai debiti. La sua mostra d'arte non gli ha fruttato nulla e ha numerose spese mediche da pagare, cosi è costretto prima a vendere il suo appartamento, poi a intraprendere un viaggio per Baltimora, dove abitano i suoi genitori, per chieder loro un prestito. Al viaggio si uniscono Melvin, costretto dall'amico di Simon, Frank e Carol, che si sente in debito con Melvin per averle mandato il suo medico personale ad assisterle il figlio.
Regia di James L. Brooks uscito nel 1997, il film si presenta intrigante anche solo dalla presenza di Jack Nicholson e Helen Hunt, che rispettivamente interpretano Melvin e Carol e per i quali hanno vinto due Oscar, come migliori attori protagonisti.
Anche questa pellicola, come molte altre da me recensite presentano il viaggio, l'eroe che non sa di esserlo e vari aiutanti, che fanno scoprire lati impensabili del protagonista. C'è l'amore che padroneggia e che è qui usato come mezzo di guarigione dal dolore, dalla solitudine e persino dalle malattie psico-fisiche. C'è la disperazione e al contempo la dignità, di una donna preoccupata per la salute del figlio, che trova speranza nell'uomo più impensabile! C'è una forte femminilità sottolineata dal personaggio di Simon, che ha la capacità di unire, di sfondare i muri di ottusagine; che in modo originale spacca definitivamente le difficoltà sia di Melvin sia di Carol. E' 'l'iniettore del sentimento', che causa poi la rottura dell'involucro di creta, degli altri due. Senza di lui, questa evoluzione non avverrebbe, perciò è secondo me uno dei protagonisti; a differenza di quanto credono altri critici del film. Tutto il film è un climax discendente, una diga che si rompe ... Tutti e tre i personaggi vengono inizialmente presentati staticamente nella loro routine e progressivamente vengono "colpiti", gli uni dagli altri come meteoriti, che crepandosi, si scoprono alla vita e si sorprendono di se stessi. Carol è un personaggio particolare, a mio avviso. Fa la cameriera e conduce una vita umile; è una donna responsabile, che VIVE della sue responsabilità verso il figlio e arriva al punto di dimenticarsi di se stessa, di ciò che vuole e vorrebbe. Quando Melvin la sorprende mandandole il suo medico, Carol è contesa tra la gratitudine, che la spingerebbe a ridursi a schiava x lui e la paura di dover contraccambiare in un modo che non vuole. E qui viene nuovamente sorpresa, perché Melvin non vuole nulla in cambio, se non che, il suo servizio al ristorante. Ovvio che è solo inconscia e formale, questa sua "ricompensa", ma Melvin non lo confessa neppure a se stesso! E' inusuale vedere personaggi femminili cosi attuali! Generalmente all'atto generoso e nobile di un uomo, una donna si scioglie e scoppia il lieto fine ... qui no! Lei riflette molto, valuta, soppesa, ma cmq si permette di vivere e di godere di questo grande regalo, accettando il viaggio e ciò che ne consegue. Paradossale infine, che un uomo burbero e arido come Melvin abbia successo scrivendo romanzi d'amore, lavoro che quasi gli testimonia la sua potenzialità d'amare!
Battute taglienti ed esilaranti; interpretazioni realistiche e appassionanti. Il famoso 'gioco degli specchi', dove ognuno può vedersi riflesso in un altro e di conseguenza guarire. Memorabile!

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